
Gp Brasile 2018 – La F1 si sposta a Interlagos per la penultima gara della stagione. Con il titolo matematicamente nelle mani di Lewis Hamilton, le squadre lavorano in ottica 2019 e da questo punto di vista le prestazioni della Red Bull in Messico hanno aperto interessanti spunti di riflessioni in prospettiva prossima stagione. Vediamo protagonisti e quote.
Il circuito
Il circuito intitolato a Carlos Pace fu costruito a Interlagos, quartiere di San Paolo, nel 1940. La F1 ci sbarcò in pianta stabile nel 1990, dopo avere lasciato spazio a Jacarepaguà dal 1981, e non è più uscito dal calendario. Inizialmente apriva la stagione come prima o seconda gara del campionato, nell’ultimo decennio invece è stato spostato in autunno e prima di Abu Dhabi era il teatro dell’ultima gara stagionale. La configurazione sulla quale corre la F1 è lunga 4309 metri ed è uno dei tre circuiti del calendario sul quale si corre in senso antiorario insieme a Singapore e Austin. Tracciato che intervalla tre lunghi rettilinei tra la parte iniziale e quella finale, la parte centrale è guidata e ricca di chicane e curve a gomito che tendono a portare verso l’esterno le vetture. Per questo è richiesta un’aerodinamica efficiente ma anche la capacità di scaricare a terra i cavalli. Un circuito completo che piace ai piloti, anche se l’averlo spostato avanti nella stagione lo sottopone al rischio di veri e propri monsoni che ogni tanto condizionano qualifiche e gara.
Albo d’oro
A Interlagos nelle ultime stagioni si è parlato solo tedesco e inglese. Quattro delle ultime cinque edizioni sono state vinte da un pilota teutonico: Vettel nel 2013 e nel 2017, Rosberg nel 2014 e 2015. Considerate le vittorie di Hamilton nel 2016 e di Button nel 2012, due piloti britannici, l’unico pilota vincente in epoca recente di un’altra nazionalità è stato Mark Webber nel 2009 e nel 2011. E’ un tracciato sul quale non c’è mai stato un vero dominatore. Lo stesso Michael Schumacher è l’unico ad averci vinto quattro volte, ma due successi sono stati conquistati da tanti piloti. Da Felipe Massa a Juan Pablo Montoya, da Mark Webber a Mika Hakkinen passando proprio per Vettel e Rosberg.
Ayrton Senna a Interlagos fu capace di vincere due volte. La prima indimenticabile nel 1991, quando aveva il cambio bloccato e si impose davanti ai suoi tifosi con i crampi alle braccia. La seconda nel 1993 dopo un’acquazzone iniziale. Per la Ferrari ricordi poco positivi. Nel 2006 arrivò la prima vittoria di Massa in terra brasiliana, ma la gara è ricordata per la grande rimonta di Michael Schumacher che non servì a conquistare l’ottavo mondiale dopo la rottura del motore in Giappone e il titolo andò per il secondo anno consecutivo a Fernando Alonso. Nel 2008 la grande illusione dello stesso Massa, che vinse la gara e arrivò ai box convinto di avere conquistato il mondiale salvo scoprire qualche secondo dopo che il sorpasso di un Hamilton in difficoltà a Glock nella penultima curva consentì all’inglese di arrivare quinto e di centrare il primo titolo della carriera. Una delle gare più drammatiche di sempre. E’ stata l’ultima vittoria di un pilota che non parlasse inglese come prima lingua. Anche nel 2012 fu giornata di pioggia e sfortuna per il Cavallino. Con Alonso in lotta con Vettel per il titolo, il tedesco al via si girò e fortunosamente non fu centrato dalle altre vetture. Rimonta, secondo posto che non serve ad Alonso e terzo titolo consecutivo con tre punti di vantaggio sull’asturiano. Ricordo dolce nel 2017 con Vettel che interrompe un digiuno lungo nove anni in un finale di stagione nel quale però è costretto ad arrendersi a Hamilton per il titolo mondiale.
Protagonisti
Dunque la Mercedes ha aperto la strada forando i cerchi e generando temperature più basse e minore usura dei pneumatici. La trovata ha fatto svoltare i tedeschi a Monza, Singapore, in Russia. Chiusi i fori negli Stati Uniti e in Messico, crisi nella gestione delle gomme e due settimane fa distacchi abissali dai primi nella peggiore gara della stagione. Abbastanza per allargare ampie zone d’ombra sulla regolarità di un mondiale nel quale, dalle Pirelli accorciate ai fori sui cerchi, non c’è stata uniformità di regole in ogni fine settimana di gara. Problemi che gli americani padroni del circus dovranno risolvere per il 2019.
Si è accodata in Messico la Red Bull, che con Adrian Newey ha trovato un sistema di refrigerazione interna delle copertura che genera un abbassamento della pressione e di conseguenza un migliore grip e una migliore velocità di percorrenza delle curve. Tutto regolare, derubricando la faccenda da trucco a colpo di genio, e perciò il Brasile servirà soprattutto a capire se in un tracciato in cui le potenzialità delle power unit non sono livellate dall’aria rarefatta la scuderia austriaca si possa candidare non solo per la vittoria ma anche a protagonista costante del 2019. A patto di risolvere i problemi di affidabilità che hanno lasciato Ricciardo di nuovo a piedi.
Si parla soprattutto di questo nel paddock perché anche la Ferrari dovrà trovare il modo di replicare le mosse delle due rivali e nel frattempo continua l’opera di ricostruzione del morale di Vettel, prima punta per contratto più che per convinzione assoluta della scuderia che il prossimo anno sarà affiancato da un sempre più promettente Leclerc. Tanti spunti di interesse più in prospettiva che nell’immediato in una gara nella quale la Ferrari potrebbe tornare ad ambire apertamente alla vittoria e bissare il successo della scorsa stagione. Resta da capire se, come ad Austin e in Messico, sarà un duello a sei (o a cinque se Raikkonen dopo il furore degli Stati Uniti avesse optato per il letargo anticipato che lo farà risvegliare direttamente in Sauber) o di nuovo a due tra Ferrari e Mercedes.
Quote massime dei piloti principali
Le quote sono relative alle 16:45 del 7.11.2018 e potrebbero essere soggetto a variazione, consultare sempre il book di riferimento.
Gara
| Pilota | Bet365 | Matchpoint |
| Vettel | 2.75 | 2.10 |
| Hamilton | 2.87 | 2.10 |
| Bottas | 7.00 | 7.50 |
| Raikkonen | 7.00 | 12.00 |
| Verstappen | 8.00 | 12.00 |
| Ricciardo | 13.00 | 16.00 |







