Da zero a dieci 35 giornata, la parabola di Ljajic e la bandiera bianca dell’Inter

La nostra rubrica sul meglio e peggio del campionato italiano: la parabola di Ljajic che tiene aperto il campionato, la bandiera bianca dell'Inter e gli errori di Valeri

10 – La parabola di Ljajic – In termine balistico, prima di tutto. La punizione che illude il Torino è perfetta. La migliore di questa stagione e una delle più belle di sempre. Mettere il pallone più nel sette di come lo mette lui è impossibile. Ma è una parabola anche in senso biblico. Quel pallone che gira ed entra nel sacco per mettere nel sacco la Juve, vincere a casa sua dopo 22 anni, impedirle di festeggiare lo scudetto il giorno dopo e la sera con i propri tifosi. L’illusione dura fino a Higuain. Ed è una parabola granata, perché da Pirlo a Pipita se il tuo destino è prendere gol durante il tempo di recupero succederà. E succede di nuovo. Ma almeno il campionato è allungato.

9 – Trenta per trenta, la moltiplica di Mertens – Festeggiare trent’anni con trenta gol in stagione al San Paolo, sabato pomeriggio dolce per Mertens. La sblocca che ancora manco ci si è allacciati gli scarpini, va di doppietta, già che c’è produce anche un assist e regala al Napoli una comoda vittoria su un Cagliari in ciabatte. Segna anche Insigne, che non è un anagramma ma gli somiglia, nell’ennesima giornata in cui Sarri manda in soffitta i centravanti di stazza e di ruolo per cavalcare i piccoli che corrono e segnano. Imbattibilità che prosegue dal 25 febbraio.

8 – La Roma corsara – All’Olimpico va in tilt, ma in trasferta la Roma è una garanzia. Sei vittorie consecutive, 11 gol segnati tra Bologna, Pescara e San Siro, lotta scudetto forse non riaperta ma secondo posto ancora messo al sicuro dall’assalto del Napoli. In mezzo un delirio settimanale fatti di manichini appesi, addio di Totti annunciato in sua contumacia, lo Spalletti della supercazzola e un futuro uguale al presente. Precario anche quando i numeri darebbero sicurezza. Nella capitale si vive così.

7 – Lazio bulimica all’Olimpico  Luna park della squadra di Inzaghi quando gioca davanti ai propri tifosi. Prima il 6-2 al Palermo, poi il 3-1 alla Roma anche se quella tecnicamente era una trasferta, infine il 7-3 alla Sampdoria con un primo tempo da cinque gol segnati. Fa 16 gol segnati nelle ultime tre giornate e a più cinque sull’Atalanta è anche una firma definitiva sul quinto posto. E’ la squadra più divertente della primavera e Lotito può decidere se continuare ad alternare una stagione deludente ad una esaltante dopo i precedenti con Petkovic e Pioli oppure mettere mani al portafogli e dare a un gruppo pieno di prospettive anche un futuro radioso.

6La lotta salvezza si infiamma – Il Crotone non perde dal 19 marzo e viaggia al passo della Juve, sei risultati utili consecutivi alternando un pareggio a una vittoria nelle ultime cinque giornate. A Pescara, in un pomeriggio scivoloso e in una partita complicata dagli infortuni, c’è un’ulteriore parabola, quella di Tonev, a sigillare tre punti che mantengono invariate le distanze con l’Empoli. Sono quattro punti perché i toscani fanno la terza vittoria nelle ultime quattro giornate battendo il Bologna, fosforescente ma sbiadito, di Donadoni. E il Genoa è solo un punto più avanti.

5 – La parabola di Higuain – In realtà è una linea retta quella che buca Hart e permette alla Juve di non perdere il derby. Ed è la parabola di uno pagato 90 milioni per segnare i gol decisivi. Questo, decisivo, lo è a metà. Evita la sconfitta alla Juve, ma non il secondo pareggio consecutivo, anomalia assoluta in questa stagione. Allunga l’imbattibilità casalinga a 34 giornate, ma chiude la striscia vincente a 33. Rimanda il primo match point alla settimana prossima, ma tiene oltre due partite di distacco la Roma che poteva pericolosamente tornare a meno 6 in caso di sconfitta. Dalla parabola al dogma (65.1). Quello del triplete. Non puoi vincere tutti i trofei della stagione senza pagare pegno da qualche parte. I bianconeri rallentano per due tappe consecutive in campionato. Se lo possono permettere, ma fa impressione lo stesso vederli pigiare sul freno.

4 – La Dea dei pareggi – Gasperini probabilmente andrà in Europa League ma anche la dea ha rallentato nell’ultimo mese. Alla Dacia Arena viene fuori un altro pareggio dopo quello con la Juve, ed è il quarto nelle ultime cinque partite giocate in campionato. Tre 1-1 contro Sassuolo, Roma e Udinese, la vittoria contro il Bologna è l’unica dal 2 aprile quando vinse 5-0 in casa del Genoa. Che è anche l’ultima vittoria dei bergamaschi in trasferta. Serie di risultati utili consecutivi che si allunga a sette, ma lo smalto è stato smarrito con l’ingresso della primavera.

3 – La medaglia di bronzo del Cagliari – E’ un po’ che non se ne parla perché Palermo e Pescara hanno preso possentemente la scena per fare non solo le peggiori squadre di tutti i tempi in serie A ma anche le peggiori difese. Il Cagliari, che ambiva all’oro delle squadre colabrodo nel girone di andata, è comunque orgogliosamente al terzo posto con 67 gol subiti e dopo tre partite nelle quali ne aveva incassato solo uno contro Chievo, Udinese e Pescara torna alle vecchie e sane abitudini. ‘Sappiamo come impensierirli’ aveva detto Rastelli del Napoli. Non aveva specificato che sapeva come impensierirli per 120 secondi, il tempo che ci mette Mertens a rendere a senso unico il pomeriggio.

2 – Valeri fa Acquah – Non è stagione felice per i fischietti nei derby. Dopo la simulazione di Strootman per il rigore alla Roma della settimana precedente, l’espulsione ingiusta di Acquah, cacciato da Valeri per un intervento irruento ma sulla palla. Impazziscono tutti e più di tutti Mihajlovic, che a fine partita si azzuffa con Vialli per il suo passato bianconero. Il problema di nuovo è che un intervento del genere visto in slow motion non lascia dubbi. Visto dal basso, dal vivo e a velocità naturale fa altra impressione. Nel dubbio è un errore il cartellino rosso in una partita del genere, eppure il dubbio resta. Se la Var l’anno prossimo in circa sei secondi fa chiarezza, precisamente nel dopo partita di quasi tutte le partite di cosa si parlerebbe?

1 – Sampdoria sotto la slavina – Hai presente quando a Fifa selezioni la difficoltà su Rookie e a metà del primo tempo esci dalla partita perché è troppo facile? Ecco, la Sampdoria all’Olimpico è settata su rookie, incassa quattro gol in 37 minuti, cinque alla fine del primo tempo, sette alla fine della partita e va incontro alla peggiore sconfitta stagionale. La vittoria manca dal 3 aprile in casa dell’Inter. E il 7-3 incassato dalla Lazio è la quarta sconfitta nelle ultime cinque partite di campionato. Di quelle che spengi la Playstation perché il gioco è palesemente non realistico.

0 – L’Inter a bandiera bianca – Alla terza sconfitta consecutiva è chiaro perché la squadra di Pioli giochi in trasferta in maglia bianca. In campo ci sono undici bandiere, bianche appunto, sventolate in segno di resa. I nerazzurri non vincono dal 12 marzo ed è più che un sospetto l’ipotesi che il sesto posto lo si voglia evitare come la peste. Ma nel frattempo le brutte figure aumentano, i regali fatti agli avversari pure, e la seconda sconfitta consecutiva per 1-0 serve solo al Genoa per non farsi risucchiare definitivamente nella lotta salvezza. Un punto nelle ultime sette giornate. Candreva sbaglia un rigore, Icardi sbaglia partita, Pioli forse proverà a dimettersi di nuovo. Ma se si vuole evitare il sesto posto è meglio tenerlo.