Da zero a dieci, la favola di Tonelli, il calvario di Corini

La nostra rubrica sul meglio e peggio del campionato italiano: il difensore del Napoli esordisce con il Napoli e segna il gol della vittoria, Palermo sempre più giù

10 – La notte di Tonelli – Rimasto in naftalina per tutto il girone di andata e rimosso dal cellophane per via della defezione di praticamente l’intera difesa titolare del Napoli, intorno al cinquantesimo quando già il pareggio sembra apparecchiato al San Paolo trova il gol che tiene gli azzurri a contatto della Roma ed evita il secondo pareggio consecutivo a Sarri. Prestazione difensiva di alto livello oltre alla stoccata risolutiva. Storia perfetta e forse l’assenza di Koulibaly fa meno paura. Con Gabbiadini che l’aveva pareggiata, altro nome opaco che trova gloria costante nelle ultime due partite.

9 – No Icardi? Doppio Perisic – Protagonisti nerazzurri alternativi crescono. A Udine il capocannoniere si prende un giro di pausa ma Pioli trova lo stesso la quarta vittoria consecutiva in campionato con la doppietta del croato, da rapinatore d’area, di sinistro nel primo tempo e di destro nel secondo. Dopo Brozovic un altro nome balcanico decisivo nella nuova gestione tecnica. L’Inter ha subito il primo gol in campionato dal 2 dicembre contro il Napoli ma la classifica profuma sempre più d’Europa. E, diciamolo sottovoce ma non troppo, adesso sembra proprio una squadra vera.

8L’allegra giostra bergamasca – Ricomincia il campionato e rispetto a prima delle feste non ci sono Kessiè, in giro per la coppa d’Africa, e Gagliardini che sempre di nerazzurro veste ma tra poco sarà quello di Milano. Nessun problema, la giostra di Gasperini ci mette mezz’ora a travolgere il Chievo a casa sua e come al solito segnano tutti: attaccanti, doppietta di Papu Gomez, e difensori, Conti. C’è sempre più Atalanta nelle proiezioni di Europa League della prossima stagione.

7 – Empoli quasi salvezza  Sette come i punti conquistati dall’Empoli nelle ultime quattro gare. Sette come i punti di vantaggio, 17 contro 10, dal Palermo dopo la vittoria nello scontro diretto. I toscani chiudono il girone di andata con tre vittorie contro siciliani, Crotone e Pescara, le squadre che occupano gli ultimi tre posti in classifica. La firma la mette un vecchio lupo, Massimo Maccarone, dal dischetto. Un tesoretto che potrebbe valere la permanenza in A.

6 – La zampata di Immobile – D’accordo, al minuto 44 e 31 secondo del secondo tempo all’Olimpico Martella si ricorda di essere stato uomo assist in serie B e decide di girare di testa un’illuminante palla gol in area. La propria. Senza il regalo probabilmente la Lazio avrebbe pareggiato in casa col Crotone, ma il ritorno tra i marcatori di Immobile arriva nel momento più opportuno e scaccia in un colpo solo due mesi di astinenza e i primi malumori dell’anno per Inzaghi. Che però prima di festeggiare aspetta il responso del mercato, sempre metafisico con Lotito.

5 – Carta, Sassuolo, forbice – Come nel gioco con le mani, contro il Torino finisce patta. Senza gol, con poche emozioni, con il tridente di Mihajlovic che non punge come la forbice contro il sasso e con il ritorno di Berardi che vale solo per il tabellino ma è innocuo proprio come il sasso dentro la carta. Il Sassuolo va verso la salvezza d’inerzia e i granata allo stesso modo scivolano lontani dalla zona che porta in Europa: una vittoria, un pareggio e tre sconfitte nelle ultime cinque giornate.

4 – La cattiva sorte di Giampaolo – La Samp al San Paolo è coraggiosa, meriterebbe il pareggio, perde per un episodio sfortunato e in inferiorità numerica per un’espulsione su cui si potrebbe discutere più di quanto abbia già fatto Ferrero. Ma è anche la quarta partita consecutiva senza vittoria per Giampaolo, che l’ultima volta festeggiò il 4 dicembre contro il Torino e poi è andato incontro a tre sconfitte e un pareggio senza reti con l’Udinese. E con un Muriel che se capisse completamente il proprio potenziale sarebbe l’attaccante più esplosivo del campionato.

3 – Calamità naturali viola – Quando si dice tempesta riguardo a una squadra, il concetto da astratto diventa concreto visto quello che è successo in questo campionato alla Fiorentina. Che già tre volte in questa stagione si è imbattuta in calamità naturali: il rinvio per nubifragio contro il Genoa, poi costato la sconfitta nel recupero a Marassi. La sospensione per diluvio in casa contro il Crotone, valsa un pareggio in affanno. Il rinvio contro il Pescara per neve che, visti i precedenti, potrebbe fare sorridere Oddo. Che ancora cerca la prima vittoria sul campo della stagione. Magari la troverà nel recupero contro la squadra di Sousa.

2 – Giochi (poco) Preziosi – Il re dei giocattoli a gennaio tratta i propri giocatori come i bambini i suoi articoli a Natale. Li fa passare con disinvoltura da una mano all’altra. Così senza Rincon e senza Pavoletti, anche senza sfigurare, il Genoa colleziona la terza sconfitta consecutiva dopo quelle con Palermo e Torino. La seconda consecutiva in casa. A parte il recupero con la Fiorentina il grifone non vince da sei partite e per la prima volta in stagione una big passa a Marassi. Con qualche milione in più in tasca ma anche un’identità tattica da ritrovare. E un Perin di nuovo perso, crociato rotto per la seconda volta e stagione finita.

1 – La regola del Cagliari  Il 18 settembre rimane l’unica data sul calendario nella quale il Cagliari non ha subito gol in questo campionato. E anche se la difesa a San Siro è stata positiva, è arrivata la terza sconfitta nelle ultime quattro gare. Per Rastelli è una regola, al fischio d’inizio sa già che la sua squadra raccoglierà almeno un pallone nella propria porta. E stavolta ne approfitta il Milan. Che dopo mesi di discussione su Bacca o Lapadula ha trovato la soluzione. Bacca e Lapadula. Insieme. Il primo finalizza, il secondo assiste, entrambi di rapina.

0 – Più che Corini poté il digiuno – Il digiuno di vittorie del Palermo negli ultimi due scontri diretti, contro Pescara e Empoli, che non matematicamente ma praticamente certifica la retrocessione più annunciata del campionato. Zamparini aveva annunciato rinforzi solo in caso di vittoria, nemmeno la sferzata data dal vecchio capitano Corini salverà i siciliani da un futuro che è molto più nero che rosa. Con un anno di ritardo rispetto ai programmi presidenziali.

Fuori quota, il record della Juve – Ah ci sarebbe anche quella storia delle 26 vittorie consecutive in casa di Allegri, record fissato dalla doppietta di Higuain (quarta della stagione) e dal rigore di Dybala. Fuori quota nel senso che non era quotato contro il tenero Bologna di Donadoni.