
Calciomercato Verdi rifiuta Napoli, tutte gli altri No passati alla storia.
Non si parla di altro in queste ore, del clamoroso NO di Simone Verdi al Napoli. Le due società d’accordo, per il fantasista la possibilità di giocarsi scudetto ed Europa League e invece irremovibile è arrivata la decisione di rimanere al Bologna, che obiettivamente al resto di questa stagione non potrà chiedere più di tanto.
Una scelta che ha preso in contropiede i dirigenti partenopei e animato le discussioni da Bar Sport: da una parte chi elogia Verdi per aver obbedito al cuore e non al portafogli, dall’altra chi lo critica per non aver dimostrato gli attributi necessari per volare a Napoli e giocarsi il posto con Callejon e Insigne. Un po’ quello che ha fatto Bernardeschi, insomma. Infine, la teoria complottista: non è andato perché già d’accordo con Inter o Juventus (se vi diverte il giochetto, la squadra mettetela voi… vanno bene tutte).
In realtà la storia del nostro calcio è infarcita di storie del genere, ovvero di rifiuti che hanno fatto scalpore, soprattutto quando un giocatore ha preferito rimanere in un club meno ambizioso e ricco di quello che l’aveva acquistato. Il caso più eclatante? Gigi Riva e il suo amore ingestibile per la Sardegna ma ce ne sono tanti altri.
Negli ultimi anni è stata proprio la Juventus a subire tre rifiuti abbastanza inattesi. Prima Totò Di Natale, poi Marek Hamsik e infine Domenico Berardi. Il primo preferì rimanere a Udine, il secondo non voleva tradire l’accordo col Napoli, il terzo temeva di rimanere chiuso, più o meno lo stesso timore che ha condizionato Verdi.
Negli anni ’70 fu Gigi Riva a rifiutare l’offerta della Juve, nel 1979 Paolo Rossi disse no al Napoli e nel 1995 Roberto Baggio fece saltare l’affare tra Juventus e Inter. Meno noto il caso Rui Costa: nel 2001 la Fiorentina l’aveva venduto al Parma ma il portoghese preferì il Milan.
Il no più clamoroso della scorsa sessione invernale è stato quello di Nikola Kalinic. Il Tianjin aveva convinto la Fiorentina con 40 milioni ma il croato volle rimanere in Italia. Probabilmente in testa aveva già il Milan.
Infine, il rifiuto più curioso toccò alla Roma nel 2006: il club giallorosso aveva rilevato Lee Young Pyo dal PSV Eindhoven ma poi il terzino sudcoreano, atteso a Trigoria per la firma, sognò Dio che gli consigliò di scegliere il Tottenham.
Chissà chi ha sognato stanotte Simone Verdi…







