Ray Allen dice addio: da ‘He Got Game’ ai titoli Nba, uno dei migliori tiratori di sempre

Ray Allen, uno dei migliori tiratori di tutti i tempi, dice addio alla Nba. Finisce definitivamente un'epoca irripetibile per il basket americano

Basket Nba ritiro Ray Allen, un’altra leggenda dice addio – E’ un periodo di transizione nella Nba. Certo è sempre stato così, ma quest’anno ha un sapore particolare. Non succede spesso di raccontare imprese leggendarie come LeBron James che trascina al primo titolo della storia Cleveland tornando da 1-3 in finale contro i Warriors. O di scrivere che Golden State con Curry e Durant e Thompson ha probabilmente tre dei migliori cinque esterni del mondo in squadra. Ma non capita nemmeno spesso di scrivere in sequenza di leggende vere che si ritirano. Quest’estate è toccato a Kobe Bryant. A Kevin Garnett. A Tim Duncan. Tutti testimoni di un passaggio di millennio, dall’Nba internazionale degli anni Novanta a quella globale dei giorni nostri. Mancava ancora un nome. Quello di Ray Allen. Meno celebre degli altri ma non meno celebrato. Più poetico, più attore, nel senso cinematografico del termino. Più tiratore, nel senso più cestistico che vi possa venire in mente.

Basket Nba ritiro Ray Allen, la storia – A 41 anni si può dire basta con il sorriso sul volto. Ma in realtà Ray Allen aveva già smesso, anche se non ufficialmente, alla fine del 2014. Con la maglia degli Heat, di quegli Heat cannibalizzanti di attenzioni, ma non di titoli, insieme a LeBron James e Dwayne Wade e Chris Bosh, ai quali aveva regalato con una tripla impossibile l’anello del 2013.

Poi era venuto il 4-1 con cui San Antonio aveva chiuso l’epoca del Re in Florida e anche quella di Ray Allen con il basket giocato. Aveva smesso senza ritirarsi e per due anni si era parlato di un suo possibile ritorno come chioccia, come specialista per squadre in corsa verso il titolo. Golden State, Cleveland, San Antonio. Tante voci, sempre smentite. L’ultima voce di Ray Allen è stata invece una lettera. Scritta dal sé stesso odierno al sé stesso tredicenne. Con passaggi che ricordano, è impossibile che sia solo una coincidenza, quel capolavoro che è stato ‘He Got Game’ di Spike Lee. Film del 1998 su un liceale di talento assoluto che deve scegliere in quale college giocare, interpretato proprio da Ray Allen con un monumentale Denzel Washington nei panni di un padre assente, non casualmente citato ampiamente nella lettera. Che da quel giorno in avanti, quando giocava ancora ai Milwaukee Bucks, divenne per tutti appunto ‘He Got Game’. Perché lui il gioco ce l’aveva dentro. Sentitelo qui sotto che dice: ‘Il basket è come poesia in movimento’. Come puoi distinguere la battuta cinematografica dalla realtà?

Basket Nba ritiro Ray Allen, la carriera – E quindi il vecchio Allen che racconta al giovane Allen di essere a proprio agio nell’andare in pensione. Con alcune chiavi illuminanti. Come ad esempio: ‘Il segreto della Nba è che non ci sono segreti, solo abitudini noiose. Garnett, Pierce, LeBron, Wade, giocatori con i quali vincerai titoli Nba, saranno persone molto diverse fra loro ma a renderli campioni saranno le abitudini noiose che nessuno vede. Faranno a gara per vedere chi arriva primo all’allenamento e chi se ne va per ultimo‘. Non casuale che lo scriva forse il più puro tiratore della storia. Sicuramente il più bello da vedere. L’uomo, prima del giocatore, che la chiave per essere un grande tiratore è un gesto da provare e riprovare. Ancora e ancora. Ogni giorno. Fino allo sfinimento. Tirato su da un grande formatore di uomini e giocatori, Jim Calhoun a Connecticut, cresciuto ai Bucks, poi ceduto ai Seattle Sonics quando ancora nella Nba esistevano sia Seattle che i Sonics, fino al 2007, quando divennero Oklahoma City e Thunder.

Quindi l’approdo ai Celtics, insieme a Garnett per raggiungere Pierce e vincere il primo titolo della carriera nel 2008. A Boston fino al 2012 per andare poi a trasformare in quartetto il trio di Miami che aveva appena vinto il titolo. E quella tripla che avete visto sopra per fare il back-to-back in una delle finali più belle di sempre. Contro gli Spurs di Duncan. Perché quei nomi, da una parte e dall’altra della storia, tornano sempre a incrociarsi.

Basket Nba ritiro Ray Allen, i numeri – Futuro membro della Hall of Fame, non guardate tanto i 18.9 punti a partita che pure sono tanti. E nemmeno il 45.2% dal campo. Il 40% dall’arco già vi dice che tiratore è stato. Poco meno di un tiro su due a bersaglio dalla lunga distanza per l’intera carriera. L’89.4% ai liberi, cioè nove volte su dieci in lunetta con la palla che fa frusciare la retina. Naturalmente, con 2973 triple a bersaglio, record Nba per tiri da tre realizzati. Dieci volte convocato all’All Star Game, due titoli Nba. E un finale della lettera ancora cinematografico. ‘La maggior parte delle volte sarai solo. Vale la pena pagare quel prezzo? Solo tu puoi rispondere’. La risposta, lo sa lui e lo sanno tutti, è stata sì.