
Basket Nba risultati, Wizards all’overtime a Portland – L’alternativa ai Cavs in questo momento è Washington. A Portland arriva la quinta vittoria consecutiva, solo i Bucks hanno una striscia più lunga, serve un supplementare (il secondo di fila dopo Sacramento) per il 125-124 che arriva con un finale memorabile. I Blazers comandano anche di 21 nel terzo periodo, ma a marzo i Wizards sono squadra da rimonta. Tornano segnando 63 punti nel secondo tempo, vanno avanti di sei ma si fanno recuperare da una tripla di Aminu e dai liberi di Nurkic. La continuazione si gioca sul filo e Lillard sembra segnare il canestro della vittoria, il più tre, a 35 secondi dalla fine. Invece Beal segna due liberi, Wall blocca il tentativo in entrata di Lillard e Morris dall’angolo a quattro decimi dalla fine inventa il canestro della vittoria. L’ala è un dei tre uomini in doppia doppia, 13 punti e 11 rimbalzi, insieme a Porter Jr e Gortat. Wall ne mette 39 con 9 assist e in questo momento è il play più affidabile della Lega, Beal ne segna 26. I Blazers hanno 33 punti e 7 assist da Lillard e 34 e 6 di McCollum, ma poco da tutti gli altri. Per la capitale il tetto della Eastern Conference dista tre partite.
Basket Nba risultati, overtime indigesto a Charlotte – Anche gli Hornets hanno bisogno del supplementare, che finisce 125-122 per i Pelicans e potrebbe significare addio ai playoff. Partita tesa, bellissima, che non ha un padrone. Davis segna il canestro del più due nel finale, Walker pareggia in entrata e il lungo di New Orleans sbaglia il tiro della vittoria. Supplementare e la stella col monociglio domina, segna 8 punti e tiene Charlotte a distanza di sicurezza. La ciliegina è sua ma e per il proprio compleanno la stella confeziona una torta da 46 punti, 21 rimbalzi, quattro triple. Ce ne sono altri cinque in doppia cifra per i Pelicans, 15 e 13 assist di Holiday e 14 e 6 rimbalzi di Cunningham. Gli Hornets confermano di non avere risorse quando si tratta di vincerla in volata, 24 punti e 12 assist di Walker, 27 e 10 rimbalzi di Williams, la solita panchina corta con Belinelli e Lamb autori di 14 punti, ma il loro 1/8 dall’arco è sintomatico di quanto le risorse siano poche in questo momento della stagione.
Basket Nba risultati, Spurs sopra i Warriors – Doveva essere la madre di tutte le partite, è stato un concentrato di surrealismo quello con il quale gli Spurs hanno battuto i Warriors 105-87. Kerr aveva detto che avrebbe messo in ghiaccio le sue stelle, Popovich non aveva Leonard e Aldridge, ne è rimasta una serata a senso unico con San Antonio subito davanti e un vantaggio dilatato fino a 28 punti. Cinque uomini in doppia cifra per gli Spurs con 21 punti e cinque triple di Mills spedito in quintetto, 13 e 8 rimbalzi per Anderson. Golden State concede il 52% dal campo e senza Durant, Splash Brothers e Green si ferma al 36% dal campo, appena il 29% dall’arco con Clark che dalla panchina gioca 33 minuti per 36 punti e 15/21 dal campo. Il coach dei Warriors ripete ciò che Popovich aveva fatto lo scorso anno mascherando le carte, adesso entrambe hanno perso 14 partite, i Warriors hanno una vittoria in più e tre sconfitte consecutive sul collo ma i conti, indipendentemente dal fattore campo, si faranno a maggio. Quando in campo ci saranno tutti.
Basket Nba risultati, le altre partite – Per quella storia delle triple doppie e di Wilt Chamberlain eguagliato, fate pure superato. Nella vittoria 112-104 sui Jazz per Westbrook è la numero trentadue della stagione dentro una facile serata che culmina nel più 23 del terzo periodo. I Jazz arrivano a OKC senza mordente e passano la partita a inseguire il numero 0 senza convinzione. Quello chiude a 33 punti, 11 rimbalzi, 14 assist e un sacco di regali per Oladipo, Gibson che è promosso in quintetto, Oladipo, tutti in doppia cifra.
La squadra di Snyder concede il 50% dal campo, soffre a rimbalzo, è tradita integralmente dal quintetto e solo la panchina rende il passivo meno pesante. Con Hayward e Hill in vacanza, senza Gobert, i migliori sono Exum e Burks con 22 e 21 punti in una notte da dimenticare in fretta.
Reazione dei Cavs che vincono, senza incantare ma senza sbandare, 116-104 a Orlando. Basta un secondo periodo da 35 punti a indirizzare la partita, il Re manda segnali bellicosi verso la primavera con una tripla doppia da 24 punti, 12 rimbalzi e 13 assist. Irving produce 22 punti con 8 assist, Deron Williams e JR Smith aggiungono profondità alla panchina e non si sentono le assenze di Love e Korver. I Magic sono positivi con il quintetto in campo, 20 punti e 16 rimbalzi di Vucevic ma crollano con una panchina improduttiva, si fermano al 39% dal campo e perdono la settima nelle ultime dieci partite giocate.
Sono i Bucks la squadra più calda della Nba, la vittoria 102-95 sui Wolves è la sesta consecutiva e ottavo posto nella Eastern Conference agganciato. La gara è un elastico che pende dalla parte di Milwaukee nel finale con Vaughn protagonista, 10 punti dalla panchina e tre zampate per allungare nell’ultimo periodo. Antetokounmpo è un diesel affidabile da 18 punti e 7 assist, sette uomini in doppia cifra e una panchina da 38 punti concentrati in quattro uomini per Kidd che sta trovando profondità a ogni livello della rotazione. I Wolves hanno un Towns da 35 punti e 14 rimbalzi ma Wiggins si ferma a 3/13 dal campo e Rubio, 22 punti e 8 assist, non compensa l’assenza di vena offensiva della stella.
Perdono ancora i Raptors che vedono allontanarsi secondo e terzo posto sull’Atlantico con la sconfitta 104-89 a Miami. La marea di casa inizia con un secondo periodo da 27-15 e sale fino al più 25 del terzo periodo. In questo momento Toronto va dove DeRozan la porta, ovvero poco lontano in una serata da 17 punti e 5/16 al tiro. L’assenza di Lowry toglie pericolosità agli esterni e non c’è nemmeno Ibaka ad aiutare in area, 9 punti e 3/11 dal campo. I canadesi sparano 2/15 dall’arco, a salve per tutta la partita, gli Heat hanno 20 punti e 5 assist di Waiters, 12 e 14 rimbalzi di Whiteside e una panchina prolifica da 44 punti, i due Johnson ne mettono 28 in coppia. Miami si gioca l’accesso ai playoff in una furiosa battaglia a cinque che coinvolge anche Pacers, Pistons, Bucks e Bulls.
I Clippers battono i Sixers 112-100, stanno in letargo per tre quarti e poi accelerano nel finale con un quarto periodo da 37-21. Paul sente aria di playoff e inizia a scaldarsi, 30 punti e 7 assist, con Jordan da 19 punti e 20 rimbalzi e Griffin da 15 e 10.
Quando i Clippers hanno tre ingredienti saporiti di solito vincono e non serve molto altro contro una squadra che perde 16 palloni e ha un Saric per una volta in tono minore, 16 punti con 6/17 al tiro. Ce ne sono 24 con 9 rimbalzi per Holmes dalla panchina, per Philadelphia è la quarta sconfitta consecutiva.
I Knicks non hanno niente da chiedere alla stagione, i Pistons hanno molto da dire in chiave playoff, ad Auburn Hills finisce 112-92 per chi ha ancora obiettivi. La partita di New York dura quattro minuti, poi Detroit scappa segnando 35 punti nel primo periodo, divario che tocca i venti punti e solo le statistiche da aggiornare. Van Gundy ha sostanza in area con 24 punti e 15 rimbalzi di Drummond e 28 e 7 di Harris, Hornacek ha 18 punti e 4 assist di Porzingis e 14 e 9 rimbalzi da Hernangomez, unica nota positiva di questa stagione. Anthony e Rose non pervenuti, emblema di un presente enigmatico come il futuro per la mela.
Importante vittoria in chiave playoff per gli Hawks che vincono 107-90 a Memphis, dominando dall’inizio alla fine con un parziale di 33-15 nel primo periodo. Il vantaggio tocca quota 26 e cinque uomini in doppia cifra, 16 e 8 assist di Schroder che fa girare la squadra senza risentire dell’assenza di Howard. I Grizzlies sono senza energie e alla quinta sconfitta consecutiva, il 38% dal campo e un Gasol che si ferma a 3/11 dal campo, anche Conley e Randolph raschiano il barile e in questo momento Memphis è la squadra che tutti vorrebbero incontrare ad aprile.
I Nuggets vincono a Sacramento 105-92 e si tengono aggrappati all’ottavo posto della Western Conference. Partita mai in discussione, 20 punti e 14 rimbalzi di Jokic che da febbraio in avanti si è travestito da stella da All Star Game. Gallinari produce 15 punti, 5 rimbalzi e 2 assist, Denver vince tirando il 26% dal campo perché dall’altra parte c’è una squadra che ha rinunciato a Cousins e a un traguardo playoff possibile per tuffarsi nei bassifondi del Pacifico in cerca di una scelta pregiata al draft. Missione compiuta, ottava sconfitta consecutiva e soltanto Hield con 17 punti e 6 rimbalzi è positivo.
I Suns vincono 100-98 a Dallas con Booker protagonista. L’esterno risponde a una tripla di Harris che vale il più quattro per i Mavs e segna sei punti consecutivi dentro l’area. L’ultimo canestro, una magia in tournaround dalla punta, sul 98-98 è quello che vale la vittoria esattamente sulla sirena. Firma su una notte da 36 punti e 5 rimbalzi, praticamente la vince da solo con il contributo dei 16 punti e 8 rimbalzi di Warren.
I Mavs tirano male e difendono peggio nell’ultimo periodo, 23 punti e 11 rimbalzi di Nowitzki con 10/14 dal campo non evitano la sconfitta in una partita che restituisce ciò che aveva negato nel finale.







