
10 – Simeone e il Genoa – Attacco tra i più sterili del campionato contro la migliore difesa del campionato? Vince il Genoa, anzi domina sulla Juve. Manca Pavoletti, l’attaccante più forte del grifone? Che problema c’è, ci pensa Simeone figlio. In molti ricordano il gol di Simeone padre in uno Juve-Lazio del 2000 che spianò la corsa al titolo dei biancocelesti. Tanti altri ricorderanno la doppietta del pargolo in un primo tempo di assoluto dominio fisico e tecnico. Sorpresona di cui si parlerà per settimane.
9 – L’Atalanta non si ferma più – Gasperini esagera. Sesta vittoria consecutiva. Altra rete di un difensore. Non ha preso gol in cinque delle ultime sei partite e l’unico, incassato da Perotti la settimana scorsa, è arrivato su rigore. E’ piena zona Champions, è striscia positiva da nove giornate e andrà a casa della Juve guardandola dall’alto. Se non in classifica, sicuramente sul piano statistico e della forma.
8 – Il Torino ingrana – Ci sono undici risultati utili consecutivi per i granata. Tre sono le vittorie di seguito. Quattro nelle ultime cinque giocate. E la classifica dice che per l’Europa League c’è anche il toro. Che a Marassi la settimana prossima contro la Sampdoria potrebbe continuare la striscia e presentarsi al derby finalmente con concrete speranze che si possa assistere a una partita equilibrata. Iago Falque, frettolosamente passato da titolare a rincalzo nella fase finale di Garcia a Roma, con Mihajlovic ha segnato 7 gol in 11 partite. Doppietta in tre minuti e Chievo piegato. Se non segna Belotti ci pensa lui. Falque, basta la parola.
7 – Lapadula e Bonaventura – Che sarebbe un’assonanza, ma Montella ci fa direttamente la rima. Il primo rischia seriamente di togliere il posto a Bacca, che è infortunato e quando sta bene non sembra tanto meglio di quando sta male. Aveva segnato a Palermo, doppietta a Empoli, tre gol nelle ultime due gare da titolare. Il secondo da quando può agire partendo da sinistra diventa imprendibile e il gol del 3-1 pare remake di quello di Baggio a Italia ’90 con la Cecoslovacchia, beve l’intera difesa e costringe Costa all’autogol. E il diavolo continua a correre per il secondo posto.
6 – Sau e Milinkovic-Savic, di tacco nelle isole – Lapadula a Palermo aveva inaugurato la stagione del colpo di tacco vincente e Milinkovic-Savic, sullo stesso campo, regala il gioiello che porta la Lazio verso il derby con quattro vittorie nelle ultime cinque gare e una striscia aperta di nove risultati utili consecutivi. Altra isola e altro tacco vincente di Sau che regala al Cagliari il successo sull’Udinese e allontana forse definitivamente la zona salvezza.
5 – Il Bologna sbiadito – Terza sconfitta nelle ultime quattro gare per la squadra di Donadoni, che ad approfondire ha vinto solo una volta nelle ultime nove gare, in casa la settimana scorsa contro il Palermo, non proprio un attestato di stima in questo momento. L’assenza di Verdi si fa sentire ma anche la fase difensiva non è impeccabile. E infatti chi gioca contro il Bologna festeggia sempre almeno un gol dal 21 settembre, quando finì 2-0 contro la Sampdoria. Un limbo in classifica che rende praticamente insapore la stagione da qui a primavera.
4 – Ahia, l’Aia – E’ fase di ricambio generazionale non solo tra chi gioca ma anche per chi fischia. L’Associazione Italiana Arbitri ha una strada chiara, promuovere i giovani in serie A. Prima possibile. A volte troppo. E quando un fischietto arriva al vertice prima del tempo naturale succedono episodi come quello di Torino, dove Chiffi alla sesta apparizione nel massimo campionato ne combina di tutti i colori e incide sul risultato finale. Arbitri allo sbaraglio.
3 – I gol presi dalla Juve nel primo tempo – Non capitava dal 2005 di vedere i bianconeri raccogliere il pallone nella propria rete per tre volte nei primi quarantacinque minuti. Non era ancora successo in questo campionato che subissero un gol nel primo tempo. E non è un caso. Tutte le tre sconfitte in campionato sono arrivate dopo una sosta per le nazionali o un impegno in Champions League. Perché la rosa è corta, l’attacco boccheggia e adesso perde Dani Alves fino a marzo e Bonucci fino a febbraio. Gennaio è vicino, e per Marotta sarà un mercato nevralgico.
2 – L’ultimo Palermo – Ultimo in A della gestione Zamparini, sicuramente. L’ultimo di De Zerbi, probabilmente. Ultimo in classifica, sicuramente, raggiunto a 6 punti anche dal Crotone. Sette sconfitte consecutive con e per la prima volta nelle ultime sette giornate nemmeno un gol segnato. Al Barbera nemmeno un punto, sette partite giocate e sette sconfitte con 3 gol fatti e 15 subiti. Anche i rosanero cercano di entrare nel libro dei guinness come la più impresentabile squadra nella storia della serie A.
1 – La difesa del Pescara – Una sola volta la squadra di Oddo ha tenuto la sua porta inviolata in questo campionato. E’ successo il 21 settembre contro il Torino, 0-0, mentre ha subito gol in tutte le altre tredici partite giocate. Era difficile pensare di uscire dall’Olimpico senza incassare reti, ma rimane il rammarico di un attacco che segna due gol (non capitava dall’esordio in campionato con il Napoli) per la prima volta in trasferta ma non viene protetto da una fase difensiva adeguata.
0 – La Juve squagliata – Con quella maglia bianca a strine nere sulle maniche la Juve a Marassi sembra una panna cotta squagliata nel piatto. Giri a vuoto che in una stagione possono succedere, ma fa sempre rumore vederne di così fragorosi. Bonucci che sul primo gol disimpegna di tacco pare quello superficiale che arrivò a Torino nel 2010, Alex Sandro che si fa scherzare sul secondo e interviene come il più goffo dei dopolavoristi al campetto sul terzo. Cose che non ti aspetti in una domenica di novembre che smette subito di essere normale.







