
I risultati della notte NBA.
Washington-Boston 104-110 OT
Serve un supplementare al Verizon Center per risolverla e alla fine Boston risponde all’assalto di Toronto vincendo una preziosa partita contro i Wizards. I Celtics si confermano la migliore difesa della Eastern Conference ma nel finale hanno bisogno di tutto il talento di Kyrie Irving. La stella di Boston segna 12 degli ultimi 17 punti tra regolamentari e continuazione, compresi i tre liberi che a 9.8 secondi dalla sirena pareggiano la partita con un fallo ampiamente contestato da Markieff Morris prima che Beal sbagli il canestro della vittoria. Nell’overtime sono quattro punti consecutivi di Jaylen Brown a mandare avanti gli ospiti 108-103 prima del sigillo definitivo di Irving (28 punti e 6 assist) dalla lunetta. Boston come al solito va sotto in doppia cifra prima di rimontare e servono anche i punti di Brown (18 e 3 assist) in una serata in cui Horford e Tatum sono poco incisivi in attacco. Morris e Rozier hanno impatto dalla panchina, la squadra di Stevens rischia di rovinare la serata tirando 23/34 ai liberi e i Wizards non sfruttano la superiorità a rimbalzo tirando con il 40% dal campo. Beal (18 punti e 7/27 al tiro) fatica in mezzo alla difesa dei Celtics, Porter Jr è abbondante (27 punti e 11 rimbalzi) ma Washington alla seconda sconfitta consecutiva perde momentaneamente il quarto posto playoff a favore dei Bucks.
Toronto-New York 113-88
Tutto facile per i Raptors all’Air Canada Centre, i Knicks sballottati dall’infortunio di Porzingis e dalle ultime mosse di mercato sono uno sparring partner che dura meno di un tempo e nella seconda parte di gara i canadesi dilagano. Toronto è alla quarta vittoria consecutiva e con 23-4 ha il migliore record casalingo della Nba, cavalcando una panchina che in questo momento è in piena fioritura. Dei sette uomini in doppia cifra cinque arrivano dalla rotazione con il solito VanVleet (10 punti, 6 assist e 3 recuperi) e Miles (11 punti e 5 rimbalzi) in evidenza su due lati del campo. DeRozan e Lowry (15 punti e 4/21 in coppia) passano una serata di riposo e Valanciunas (18 punti e 10 rimbalzi) è dominante in area. New York si scioglie quasi subito, tira con il 39.8% dal campo ed è una squadra scollata, Beasley (21 punti e 7 rimbalzi) è l’unico che in quintetto abbia le idee chiare ma alla quinta sconfitta consecutiva nella mela pensano già alla prossima stagione.
Golden State-Dallas 121-103
A cinque minuti dalla fine del terzo periodo alla Oracle Arena è ancora 76-76, poi i Warriors decidono che è ora di dare una scrollata alla tendenza delle ultime due partite, quinta marcia inserita e Dallas rimane a guardare da lontano subendo un parziale di 11-2 a inizio quarto periodo. Stavolta i Fab Four di Golden State si presentano tutti alla partita, Curry (20 punti e 8 assist), Thompson (18 punti e 5 rimbalzi), Durant (23 punti, 4 assist e 2 stoppate) e Green (12 punti, 10 rimbalzi, 6 assist, 2 recuperi e 2 stoppate) che torna in versione luminare su due lati del campo dopo essere stato alleggerito di 50000 dollari a seguito dell’espulsione contro OKC e annessi insulti a uno degli arbitri. Il totale fa 51.1% dal campo e 37 assist su 45 di squadra, troppo per i Mavs che perdono l’ottava delle ultime dieci gare giocate. La squadra di Carlisle funziona con il quintetto in campo, Nowitzki (16 punti, 11 rimbalzi e 5 recuperi) gioca come ai vecchi tempi e Smith Jr (22 punti e 4/9 dall’arco) fa il secondo violino, ma la panchina è di zero aiuto e Dallas viene spazzata via a rimbalzo rimanendo fanalino di coda della Western Conference.
OKC-LA Lakers 81-106
Chiunque ci capisca qualcosa con i Thunder aiuti la comunità a venire a capo dell’enigma più curioso della Nba. La stessa squadra che aveva travolto i campioni finisce dentro la centrifuga sul proprio parquet contro i Lakers, che vincono la quarta partita consecutiva e sono nel centro della transizione dopo le operazioni di mercato che hanno portato Isaiah Thomas sul Pacifico. La squadra di Walton scappa nel terzo periodo segnando 31 punti, OKC ne segna 35 nell’intero secondo tempo e la contemporanea assenza di Westbrook e Anthony, entrambi fermati da problemi alla caviglia, è una motivazione ma non una giustificazione. George (29 punti, 9 rimbalzi e 3 assist) prova a caricarsi sulle spalle la squadra ma Patterson gioca 26 minuti deponendo un nuovo con 0/6 dal campo, Felton non è nemmeno credibile come play di riserva e anche Adams (13 punti e 9 rimbalzi) non è alla sua migliore interpretazione agonistica. I Thunder tirano con il 35.6% dal campo e i Lakers sfruttano ogni freccia del loro quintetto, quattro uomini in doppia cifra con Caldwell-Pope (20 punti e 7 rimbalzi) e Ingram (19 punti e 6 assist) particolarmente ispirati. Kuzma ha impatto dalla panchina e OKC senza Westbrook non è squadra da playoff.
Portland-Charlotte 109-103 OT
Anche i Blazers hanno bisogno di un supplementare per venire a capo degli Hornets festeggiando il ritorno sul parquet del Moda Center con una vittoria. Ma a 8 minuti dalla sirena Portland era avanti di 15 prima di farsi recuperare con uno sciagurato quarto periodo chiuso 32-18 per gli ospiti. Charlotte completa la rimonta con un jumper di Kidd-Gilchrist per il 97-97 a 1:45 dalla fine e da quel momento non segna più nessuno, Nurkic stoppa Howard sull’azione finale degli Hornets e nell’overtime quattro punti consecutivi di McCollum (22 punti e 3 assist) mandano la serata in discesa per i padroni di casa. I Blazers faticano dall’arco tirando con il 29%, Lillard è in serata di litigio con il proprio tiro (18 punti con 6/22 dal campo e 3/11 dall’arco) ma ci pensa Nurkic a mettere tutti d’accordo prendendo possesso dell’area (24 punti, 14 rimbalzi e 4 stoppate anche se con 7 palle perse). Il lungo di Portland vince abbondantemente il duello con Howard (7 punti e 15 rimbalzi) deludente in attacco e incapace di dare una mano al migliore Walker della stagione (40 punti e 6/11 da tre). Gli Hornets non hanno un vero contributo dal resto della rotazione e la seconda sconfitta consecutiva rischia di allontanare definitivamente i playoff.
Orlando-Atlanta 100-98
Atlanta completa una giornata surreale, iniziata con il caso Belinelli che doveva partire e alla fine è rimasto, perdendo una partita di scarso spessore tecnico e agonistico in casa dei Magic. Per Orlando terza vittoria consecutiva costruita con una maggiore lucidità nel finale, tripla di Fournier (22 punti e 3 rimbalzi) a 2:08 dalla sirena per il 92-87 che non verrà più ricucito. Anche Augustin (18 punti e 9 assist) contribuisce alla vittoria, cinque uomini in doppia cifra tra i Magic e gli Hawks, ancora privi dell’italiano che doveva partite, tirano con il 42.5% dal campo e perdono 17 palloni. Schroder e Prince (19 punti a testa) sono l’unica nota positiva della serata e Atlanta insieme a Memphis è la peggiore squadra della Nba in trasferta.









