Detroit e Washington non si fermano più, Gallinari trascina i Clippers

I Pistons sono alla quarta vittoria consecutiva dall'arrivo di Griffin, i Wizards alla quinta di seguito senza Wall, Gallinari segna 7 punti decisivi nel finale e i Clippers battono i Mavs in volata

I risultati della notte NBA.

Detroit-Portland 111-91

Per i playoff ci sono anche i Pistons, rivitalizzati dalla trade che ha portato Blake Griffin in città e alla quarta vittoria consecutiva. Serata quasi a senso unico con Detroit avanti e vantaggio che si dilata progressivamente fino a toccare i 23 punti nel finale. L’alchimia tra i lunghi è evidente e immediata. Griffin (21 punti, 9 rimbalzi e 6 assist) sposta gli equilibri, Drummond (17 punti, 17 rimbalzi e 3 stoppate) spazza l’area e i padroni di casa portano sei uomini in doppia cifra tirando con il 50.6% dal campo, il 50% dall’arco e ottenendo un contributo nevralgico dalla panchina. I Blazers sono alla terza sconfitta di seguito e pagano la scarsa mira, 10/33 dall’arco, con McCollum fermo a 6/15 dal campo e Lillard che per segnare 20 punti deve fare 8/17 al tiro.

Indiana-Washington 102-111

Andamento simile alla Bankers Life Fieldhouse ma qui sono gli ospiti a mettersi davanti nel secondo periodo e a gestire agevolmente il resto della partita sfruttando la serata di scarsa energia dei Pacers, privi di Oladipo e Collison (fuori almeno tre settimane). Per i Wizards è la quinta vittoria consecutiva, striscia vincente più lunga della stagione in concomitanza con l’assenza di Wall. Senza la sua stella Washington scopre profondità della panchina, 50 punti con quattro uomini su cinque in doppia cifra, altri quattro vengono dal quintetto con Beal (21 punti e 3 assist) che conduce la regia e Gortat che sparge pepe in area. Indiana concede il 54.9% dal campo e si affida a Bogdanovic (29 punti e 5/7 dall’arco) che però soffre di solitudine in quintetto, il contributo di Sabonis e Young è puntuale in attacco ma non in difesa.

New Orleans-Utah 109-133

L’infortunio di Cousins ha completamente spazzato le certezze e gli equilibri dei Pelicans, che in casa vengono travolti dai Jazz e sono alla quarta sconfitta nelle ultime cinque partite giocate. Ma Utah in questo momento è la squadra più calda della Nba, sesta vittoria consecutiva, ed è a sole tre partite dall’ottavo posto nella Western Conference al momento occupato proprio da New Orleans. I Jazz segnano 70 punti nel primo tempo, mandano a bersaglio 10 triple e continuano a spingere sfruttando la scarsa difesa dei padroni di casa. Rubio è la solita macchina da corsa dell’ultimo mese (20 punti e 11 assist), Hood dalla panchina è impressionante (30 punti e 12/14 dal campo in 27 minuti) così come le statistiche della squadra di Snyder che tira il 58.4% dal campo e 14/21 dall’arco. I Pelicans hanno meno del solito da Davis (15 punti e 11 rimbalzi con 6/16 al tiro), molto da Holiday (28 punti e 3 assist) e quasi niente dalla panchina. Problemi difensivi e scarsa attitudine a generare fischi favorevoli dentro l’area con Mirotic diventato trasparante appena spostato in quintetto.

Denver-Charlotte 121-104

La resistenza degli Hornets dura un tempo, poi i Nuggets fanno valere la legge del Pepsi Center e scappano con un terzo periodo da 34-22. Terza vittoria consecutiva per Denver che porta sette uomini in doppia cifra e non trova resistenza difensiva da Charlotte, chiudendo con il 56.8% dal campo e 18/34 dall’arco. Il più prolifico è Harris (27 punti e 5/7 dall’arco), Jokic è abbondante (15 punti, 16 rimbalzi e 7 assist) ed è tutto facile per i padroni di casa. Gli ospiti hanno Walker (20 punti e 4 assist) in serata illuminata, Howard (19 punti e 7 rimbalzi) è meno incisivo del solito vicino al canestro ma gli altri esterni non si presentano alla partita ed è una sconfitta che allontana gli Hornets dalla corsa ai playoff.

Miami-Orlando 109-111

Una vittoria in trasferta dei Magic è evento raro e quella nel derby della Florida è solo la settima della stagione. Orlando prova a buttarla via facendosi rimontare 14 punti di vantaggio negli ultimi otto minuti ma sul 109-109 è una schiacciata di Simmons a 1:30 dalla sirena a risultare decisiva in un finale pieno di errori. Hezonja parte in quintetto al posto dell’infortunato Gordon e risponde in maniera inaspettata (20 punti, 5 rimbalzi e 3 assist) e dalla panchina Augustin offre sostanza (16 punti e 3 assist). Gli Heat oltre alla quarta partita consecutiva perdono anche Olynyk per un infortunio alla spalla sinistra nel primo periodo, Whiteside prova a combattere in area (19 punti e 14 rimbalzi) e non bastano sei uomini in doppia cifra. Miami paga il 3/23 dall’arco e l’assenza di un uomo cui affidare il pallone nei finali in volata, tutte le sconfitte di questa striscia sono arrivate con un divario di sei o meno punti.

LA Clippers-Dallas 104-101

Allo Staples Center i Mavs sono avanti 101-91 a quattro minuti dalla fine e molti spettatori pensano che si possa anticipare il rientro a casa senza aspettare la sirena. Invece Dallas non segna più, i Clippers inventano un parziale di 13-0 di cui Gallinari e Lou Williams sono gli artigiani e i padroni di casa si prendono una preziosa vittoria in chiave playoff. L’azzurro è decisivo e non solo perché segna 7 punti nel parziale decisivo, migliore marcatore della serata (28 punti e 4/5 dall’arco) con mira ritrovata da quando Griffin è andato a Detroit, è Harris (19 punti, 5 rimbalzi e 3 recuperi) a offrire un solido contributo offensivo in assenza di Jordan (6 punti e 13 rimbalzi). I Mavs sono sulle spalle di Matthews (23 punti e 5 assist) ma nel finale non hanno punti nelle mani di Nowitzki (12 punti e 4/11 al tiro) e Smith Jr (5/17 dal campo). I Clippers alla seconda vittoria consecutiva sono a una partita di distanza dall’ottavo posto nella Western Conference.

Sacramento-Chicago 104-98

E’ una tripla di Bogdanovic a 52 secondi dalla sirena a sbloccare una serata a basso punteggio e regalare la vittoria ai Kings, permettendo a Chicago di allungare a sette partite consecutive la propria striscia di sconfitte. In una partita senza sussulti è il serbo (15 punti, 4 rimbalzi e 4 assist) a trascinare Sacramento, che ha tre uomini delle panchina in doppia cifra per 54 complessivi. I Bulls si piegano nel finale nonostante un LaVine produttivo (27 punti e 4/8 dall’arco) e hanno il loro picco di agonismo quando Lopez nel secondo periodo viene espulso e deve essere trascinato a forza dai compagni negli spogliatoi.