
I risultati della notte NBA, scossa dal movimento di mercato che coinvolge Pistons e Clippers: Detroit si porta a casa Blake Griffin insieme all’ala Brice Johnson e al centro Willie Reed, Los Angeles in cambio ottiene l’ala Tobias Harris, la guardia Avery Bradley e il centro Boban Marjanovic, la prima scelta dei Pistons al draft 2018 e una seconda scelta al draft 2019.
Milwaukee-Philadelphia 107-95
Cambio di coach e di marcia per i Bucks che da quando hanno Joe Prunty in panchina hanno aperto una striscia vincente di quattro partite consecutive. Difesa e intensità nella propria metà campo, palla a Antetokounmpo dall’altra. Con questa ricetta nel secondo tempo Milwaukee si mette davanti e ringrazia anche Dellavedova che segna tutti i suoi 10 punti nell’ultimo quarto per tenere indietro Philadelphia. La stella di casa è come al solito devastante (31 punti, 18 rimbalzi e 6 assist), Middleton è illuminato (19 punti, 7 rimbalzi e 6 assist) e oltre a Dellavedova ci sono altri due uomini in doppia cifra dalla panchina. I Bucks tirano 20/22 dalla linea e limitano le palle perse, sono 14 quelle dei Sixers che tengono a riposo Embiid e hanno costanza dal quintetto solo da Saric (19 punti e 9 rimbalzi) e Simmons (16 punti, 6 rimbalzi e 5 assist). Phila è 24-23 e al momento ha due partite di vantaggio sui Pistons per l’ultimo posto playoff disponibile.
Denver-Boston 110-111
I Celtics si erano dovuti arrendere a Golden State solo a causa di Steph Curry e lottando fino alla sirena, al Pepsi Center escono vincitori da un altro finale in volata. Boston è avanti fino al terzo periodo quando un parziale di 37-24 rimette in partita i Nuggets. A quel punto sale in cattedra Irving che segna 10 dei suoi 27 punti nel quarto periodo, ma a 43 secondi dalla fine è 108-108. La tripla che indirizza la partita la segna Jaylen Brown imbeccato da Horford a 34 secondi dalla fine, Denver ha ancora il pallone per provare a vincerla ma Barton sbaglia l’ultima tripla e i Celtics si portano 5-5 nelle ultime dieci partite giocate. Irving è una costante (27 punti e 6 assist), Tatum dà segnali di risveglio (20 punti e 6 rimbalzi) e una panchina ridotta a quattro uomini produce 39 punti. Boston segna 17 triple, i Nuggets si fermano al 30.3% dall’arco e a parte Lyles (20 punti e 7 rimbalzi) non hanno niente dalla panchina. Il quintetto va per intero in doppia cifra con Jokic abbondante (24 punti e 11 rimbalzi) e Murray positivo in regia (14 punti e 8 assist) ma arriva la settima sconfitta stagionale in casa.
Indiana-Charlotte 105-96
I Pacers si portano 7-3 nelle ultime dieci partite giocate e piegano Charlotte segnando 53 punti nel secondo tempo e un 11-2 di parziale a metà del quarto periodo che spacca la partita. Indiana alza l’intensità difensiva, muove meglio il pallone e chiude con il 54.2% dal campo nonostante il 6/21 dall’arco. Il solito Oladipo (25 punti e 5 rimbalzi), il lavoro oscuro di Sabonis (11 punti e 10 rimbalzi) e un Turner devastante dalla panchina (22 punti e 3 assist) tengono davanti i Pacers. Gli Hornets vedono Howard (22 punti e 11 rimbalzi) proprietario dell’area nel primo tempo ma poco incisivo nel secondo, Walker e Batum vanno oltre i 20 punti ma la panchina produce briciole e le 16 palle perse sono un problema che Charlotte non riesce a risolvere e che molto probabilmente la terrà fuori dai playoff.
Atlanta-Minnesota 105-100
Ogni tanto i Wolves si inceppano e perdono una ghiotta occasione per rimanere attaccati agli Spurs nella corsa al terzo posto della Western Conference. Alla Philips Arena sono avanti di 11 nel terzo periodo ma chiudono il rubinetto dell’intensità, permettono agli Hawks di rientrare e il finale lo decide Schroder, glaciale in lunetta che con quattro tiri liberi consecutivi completa la rimonta. E’ Bazemore il protagonista della serata (22 punti e 4/8 dall’arco con 4 assist) che segna una tripla nevralgica a due minuti dalla fine, Schroder (18 punti e 11 assist) alimenta i compagni. Ai Wolves non bastano sei uomini in doppia cifra, il solito Butler pieno di sostanza (24 punti e 7 rimbalzi) e un Towns illuminato in area (15 punti e 13 rimbalzi), Teague si prende una serata di vacanza al tiro chiudendo con 1/12 e Minnesota è 1-7 in trasferta a gennaio.
Dallas-Miami 88-95
Mettete questa partita nel faldone delle più scialbe esibizioni che la regular season Nba possa regalare a gennaio, farcitela con un parziale di 53-35 degli Heat tra secondo e terzo periodo, aggiungete che i Mavs segnano appena 15 punti nel terzo quarto e avrete la sostanza della notte all’American Airlines Center. Miami va appena possibile da Whiteside che risponde con costanza (25 punti e 14 rimbalzi) e Richardson (14 punti e 4/8 dall’arco) completa il lavoro con la balistica. Dallas tira con il 38.4% dal campo e 8/29 dall’arco, la panchina è trasparente e non basta uno Smith Jr presente in regia (14 punti e 10 assist) per cambiare l’inerzia, i padroni di casa si svegliano nel quarto periodo e coach Carlisle dirà che la stessa intensità bisogna trasportarla sui 48 minuti di gioco.
Memphis-Phoenix 120-109
I Grizzlies in una rara dimostrazione di efficacia offensiva segnano 42 punti nel secondo periodo e i Suns di questo periodo non hanno nessuna energia per cambiare una partita che vira in direzione dei loro avversari. Secondo tempo a senso unico e quinta sconfitta di seguito per Phoenix in una notte di scarsa rilevanza per il record di entrambe le squadre. Gli ospiti come loro costume si scordano di difendere nonostante sei uomini in doppia cifra, quattro dei quali da una panchina che produce 58 punti. Warren (24 punti e 7 rimbalzi) è il più prolifico in un quintetto privo di Booker. Per Memphis sette uomini in doppia cifra con Tyreke Evans che restituito al proprio ruolo di sesto uomo (27 punti e 4 assist) si trova a meraviglia, per Gasol doppia doppia (12 punti e 10 rimbalzi) e a fine partita i padroni di casa scopriranno di avere tirato con il 56.6% dal campo.









