
Virtus Roma esclusa dalla A2. E’ questa la decisione del Consiglio Federale che rischia di far scomparire una società gloriosa del basket italiano e il punto di riferimento di quello capitolino.
La Virtus doveva, come tutte le altre società, saldare la prima rata di iscrizione al campionato di A2 della stagione 2016-17 entro il 7 luglio 2016. Delle 32 squadre partecipanti ai campionati di A1 e A2, solo Roma aveva ritardato il pagamento all’8 luglio. Una deroga, in questi casi, non è prevista. E questo è il comunicato della Fip.
‘All’uopo si specifica che la Fip ha inviato in data 24 giugno 2016 una comunicazione ad ogni singola società, compresa la Virtus Roma per informare dei termini perentori del 7.07.2016 quale scadenza per il pagamento della prima rata valida per l’iscrizione ai campionati a.s. 2016/2017. Successivamente anche la Lega Nazionale Pallacanestro ha inviato nella giornata del 7 luglio una comunicazione a tutte le società iscritte, compresa la Virtus Roma, per ricordare la scadenza in pari data per il pagamento della prima rata.
Ad eccezione della Virtus Roma, tutte le società partecipanti ai Campionati Nazionali maschili e femminili (circa 150) hanno provveduto al pagamento della prima rata entro il termine previsto del 7 luglio, ad esclusione di quelle che hanno volontariamente rinunciato alla partecipazione. In data 11 luglio 2016 la federazione, ravvisato un refuso in una delle date riguardanti i termini di pagamento, ha provveduto ad aggiornare la relativa documentazione pubblicandola nuovamente nel sito.’
Il nodo è proprio quel rifuso di cui anche la Virtus parla nella propria risposta, che preannuncia battaglia. A Roma ritengono infatti di essersi attenuti a una data, sbagliata, ce faceva riferimento al 2015. Ecco la risposta del presidente Toti.
‘È stata presa una decisione senza tener conto del reale andamento dei fatti, per nascondere un errore fatto dalla Federazione e con la decisione odierna anche da tutto il Consiglio Federale. La correzione postuma avvenuta l’11/7/2016 del comunicato Ufficiale n.262 del 29 aprile 2016, attraverso il quale la FIP ha pubblicato le indicazioni operative per le società affiliate, dimostra che la Federazione ha voluto coprire un proprio errore. Ritengo molto grave quanto deliberato dal Consiglio Federale e per questo daremo battaglia in tutti i gradi di giudizio, affinché venga riconosciuta la verità dei fatti e la Pallacanestro Virtus venga ammessa a disputare il campionato al quale si è regolarmente iscritta.’
Appare comunque un ricorso lungo e difficile. Mentre intanto alla A2 vengono quindi ammesse le due bolognesi, la Virtus retrocessa dalla A e la Fortitudo ripescata. Che Roma possa dimostrare di avere ragione è comunque difficile. Intanto perché non si è regolarmente iscritta al campionato, ma lo ha fatto con un giorno di ritardo. Inspiegabilmente. E poi perché appare paradossale che possa avere fatto riferimento a una nota, seppure sbagliata, che citava una data comunque non attendibile facente riferimento al 2015.
In questo momento Virtus esclusa dalla A2. E con lei un patrimonio di storia importante del basket italiano. Uno scudetto nel 1983 con Valerio Bianchini in panchina e Larry Wright in campo, una coppa Intercontinentale nel 1984. L’ultima finale risale al 2013, con Gigi Datome capitano. Nel 2015 il presidente Toti, con un’insolita decisione, per problemi economici aveva deciso di autoretrocedere la società in A2. Dalla quale adesso è esclusa. Una gestione, quella di Toti, che è iniziata nel 2001 e che è passata lentamente da un inizio brillante a una fine ingloriosa.









