Gli Spurs si fermano ancora, i Warriors travolgono i Clippers, Teague trascina Minnesota

Basket Nba risultati della notte

 I risultati della notte Nba.

Boston-San Antonio 108-94
La partita Una striscia negativa che si interrompe e una che continua. Dopo 11 sconfitte consecutive i Celtics ritrovano la vittoria contro gli Spurs, che invece allungano a 3 la serie negativa nella loro gita sull’Atlantico. Come contro Indiana la squadra di Popovich gioca un primo tempo discreto anche se a ritmi bassi, ma subisce un parziale decisivo tornando dall’intervallo e Boston vola a più 19 nell’ultimo periodo senza incontrare la reazione degli ospiti. Irving propone una notte da 24 punti e 6 assist, Horford spazza l’area con 14 punti, 13 rimbalzi e 7/11 dal campo e Tatum è prezioso a rimbalzo. I Celtics dominano in area, 54 a 40 a rimbalzo, per prendersi la quinta vittoria consecutiva e gli Spurs vicino al canestro non hanno il solito contributo di Aldridge e Gasol che chiudono in coppia con 22 punti e 9/23 dal campo. Mills continua il suo personale litigio con i ferri, 3/10 al tiro, e l’unico poositivo è Paul con 18 punti e 6/8 dal campo. Spurs da 41.4% al tiro e un problema offensivo evidente.

 

LA Clippers-Golden State 113-141
La partita I campioni, leggermente contrariati dalle ultime sconfitte e dalle critiche piovute sulle loro teste dopo un inizio di stagione svagato, scelgono lo Staples Center come teatro della loro reazione e costringono i Clippers alla seconda sconfitta consecutiva. Stavolta la squadra di Kerr non aspetta a dare un senso alla serata, 74 punti nel primo tempo, e nemmeno si fa riprendere nel secondo quando il divario si dilata fino 29 punti. I Warriors segnano 33 o più punti in ogni periodo, mandano cinque uomini in doppia cifra, hanno finalmente una panchina da 54 punti e quando sono motivati diventano addirittura feroci. Il 58.4% dal campo e i 37 assist su 52 canestri dal campo sono anche frutto della difesa dei Clippers, ma nessuno può giocare contro questa squadra quando mette sul tavolo tutto il suo potenziale offensivo. I 31 punti di Curry con 7/11 dall’arco sono la punta di diamante di una serata nella quale Durant ne segna 19 con 7 rimbalzi e 4 assist e Green torna bussola su due lati del campo con 16 punti, 6 assist e 2 recuperi. Clippers storditi dalla palla a due e Gallinari è il migliore marcatore con 19 punti e 4 assist. La Western Conference sarà una battaglia combattuta ogni notte e difficilmente ci sarà un dominatore assoluto. A meno che i Warriors non decidano di giocare ogni partita con questa intensità.

 

Houston-Philadelphia 107-115
La partita  Per quel discorso del record di vittorie e sconfitte, anche i Rockets dopo una partenza lanciata devono riprendere aria. Lo fanno perdendo la seconda partita consecutiva contro i Sixers, alla seconda vittoria di seguito e che ogni notte aggiungono fiducia al loro nuovo telaio. La squadra di D’Antoni passa tutta la serata al Toyota Center a inseguire, senza riuscirci, gli ospiti che scappano 37-27 a fine primo periodo e poi gestiscono il vantaggio segnando di nuovo 34 punti nel terzo quarto. Embiid domina in area, 22 punti e 9 rimbalzi con 9/12 dal campo, ma la quasi tripla doppia di Simmons da 24 punti, 7 rimbalzi e 9 assist porta acqua al mulino di chi sostiene che per il prossimo LBJ bisogna presentarsi al suo indirizzo. Philadelphia ha anche una panchina efficace e tira con il 55% dal campo e non risente delle 19 palle perse. Houston si inalbera sull’arco, 13/47 e il 39.8% dal campo, e non trova ritmo per cambiare l’andamento della partita. Harden segna 29 punti ma con 8/21 dal campo e Capela perde la battaglia in area anche segnando 12 punti con 15 rimbalzi. Gordon segna 25 punti ma spara 5/14 dall’arco ma i Rockets non possono essere valutati fino al rientro di CP3.

 

Miami-Minnesota 122-125 OT
La partita I Wolves emergono dal supplementare di Miami dopo essersela vista brutta un paio di volte e devono ringraziare Teague, eroe della notte che segna 14 punti tra ultimo periodo e continuazione. La schiacciata di Wiggins porta gli ospiti sul 110-106 a 38 secondi dalla fine ma gli Heat reagiscono ed è Waiters ad appoggiare al tabellone il canestro dell’overtime a tre secondi dalla fine. La tripla di Towns finisce sul ferro e nel supplementare Teague trascina i Wolves in collaborazione con Wiggins e Butler che segna il canestro del più quattro. Ai padroni di casa non basta un Waiters che non si arrende fino alla sirena e chiuderà con 33 punti e 14/28 dal campo, né un Adebayo che spedito in quintetto al posto di Whiteside risponde con 13 punti e 13 rimbalzi. Olynyk è prezioso dalla panchina con 23 punti e 9/12 dal campo ma gli Heat anche tirando con il 52.7% si fermano a 7/27 dall’arco e finiscono per pagare le 24 palle perse. Minnesota ha Teague da 23 punti e 11 assist, Butler da 16 punti e 3 recuperi e un Towns da 20 punti, 12 rimbalzi e 3 stoppate. Wiggins segna tanto ma tirando tantissimo, 22 punti con 23 tiri, Crawford è la solita presenza uscendo dalla panchina. Se i Wolves imparano a vincere anche le partite che solitamente lo scorso anno perdevano, per la vetta della Western Conference ci sono anche loro.

 

Portland-Toronto 85-99
La partita I Blazers non pervengono sul campo di casa, o meglio lo lasciano letteralmente in un secondo periodo chiuso 25-6 per i Raptors, e perdono nettamente contro i canadesi, alla seconda vittoria consecutiva. Toronto va a più 26 nel terzo periodo e vive una notte tranquilla spinta dai 25 punti di DeRozan e dai 19, 10 rimbalzi e 6 assist di Lowry. Per Portland viene a giocare solo Lillard, 36 punti con 12/23 dal campo, con Nurkic e McCollum non pervenuti e il 38.8% dal campo, amnesie che ogni tanto capitano alla squadra di Stotts.

 

New Orleans-Orlando 99-115
La partita  Pare proprio che la struttura con le due torri non funzioni a New Orleans, o che per lo meno avrà un lungo tempo di assimilazione prima di dare frutti.  Nel frattempo i Magic a 5-2 sono in testa alla Eastern Conference con Boston e Detroit. I Pelicans dal doppio volto rientrano una prima volta nel secondo periodo quando segnano 40 punti, poi vanno in letargo e ne segnano soltanto 35 nell’intero secondo tempo. Facilmente nell’ultimo periodo Orlando si prende la partita con Vucevic e Fournier che segnano entrambi 20 punti, il primo con 8 rimbalzi e il secondo con 4/7 dall’arco. La panchina dei Magic vale 44 punti con un Simmons da 20 e 7/12 al tiro, una delle sorprese della stagione. I Pelicans concedono il 50.6% dal campo agli ospiti e per un Davis straripante da 39 punti e 10 rimbalzi c’è un Cousins statisticamente abbondante, 12 punti con 12 rimbalzi e 7 assist, ma con i soliti problemi di falli e in difesa. Aggiungete Holiday da 11 punti e 8 assist e avrete New Orleans con tre giocatori che fanno per conto loro e gli altri a fare da comparse. Ci vorrà pazienza, se c’è tempo di averne.

 

Utah-Dallas 104-89
La partita  Non poteva venirne fuori una partita spettacolare e i Jazz si portano 4-3 dopo essersi spaventati a fine primo tempo con i Mavs in fuga a più 14. La rimonta è guidata da Hood che ispira il parziale di 32-15 nel terzo periodo e manda la partita dalla parte dei padroni di casa. Ultimo periodo senza sussulti e Jazz che tirano con il 47.5% dal campo tenendo basso il numero dei possessi come piace a coach Snyder. Hood da 25 punti e 3 assist è piacevole, Rubio da 20 e 6 assist con 4 recuperi è una novità da quando ha cambiato maglia. I Mavs hanno un Nowitzki che pare quello dei tempi belli, 18 punti e 5 rimbalzi, ma anche tanta solitudine dal resto del quintetto, solo Barea e Harris hanno idee sostanziose dalla panchina.

 

Memphis-Charlotte 99-104
La partita  I Grizzlies potevano rimanere soli in testa alla Western Conference ma decidono invece di regalare ai propri tifosi un epilogo inaspettato facendosi recuperare 13 punti di vantaggio nel terzo periodo. Sembra una serata tranquilla con gli Hornets che sembrano rassegnati alla sconfitta e invece gli ospiti inventano un parziale di 31-17 nell’ultimo quarto e il finale è in volata. Kidd-Gilchrist segna in area il 94-93, Evans trova la tripla che tiene a contatto Memphis e Brooks mantiene i padroni di casa a meno tre a 14 secondi dalla fine. Il punto esclamativo lo mette ancora K-G con la schiacciata che manda in archivio la partita e se è lui l’uomo decisivo del finale ci sono 27 punti e 6 assist di Walker che sta trovando una continuità nel passato recente sconosciuta. Howard è disperso ma Lamb produce 17 punti e 8 rimbalzi e gli Hornets vincono anche tirando il 41.6% dal campo. I Grizzlies pagano la scarsa vena di Conley e Gasol, 16 e 10 punti con 8/33 combinato al tiro, e nonostante un Evans da 19 e 10 rimbalzi non hanno le mani giuste cui affidare il pallone nel finale.

 

New York-Denver 116-110
La partita  Silenziosamente i Knicks si portano 3-3 e forse non è tutto da buttare nella mela. Aspettiamo a dirlo perché questi Nuggets al momento non sono attendibili, ma la terza vittoria consecutiva è frutto di una partita vinta due volte. Prima con i 65 punti segnati nel primo tempo, poi con un blackout che genera un parziale di 38-19 con il quale Denver si riporta avanti a fine terzo periodo. A quel punto serve l’uomo cui affidare la sorte della notte e Porzingis risponde al richiamo del Garden chiudendo con 38 punti, 7 rimbalzi, 14/26 al tiro, 4/7 dall’arco e la conferma che la sua era è iniziata. Kanter aggiunge 12 punti e 9 rimbalzi in area e Jarrett Jack in regia confeziona 10 assist, unico del quintetto non in doppia cifra.

I Knicks tirano con il 50% dal campo e dimostrano di avere carattere, ingrediente mancante da oltre un lustro, in attesa di conferme. I Nuggets si affidano ai 28 punti e 8 rimbalzi di Jokic che fa anche il lavoro di Millsap, trasparente in attacco con 2/13 al tiro, ma l’intensità dura solo il terzo periodo e i Knicks di questo periodo non sono squadra che si arrende alla prima difficoltà.