Da zero a dieci 6 giornata, la regola di Juve e Napoli, la sfortuna di Milik

La nostra rubrica sul meglio e peggio del campionato italiano

La nostra rubrica sul meglio e il peggio del campionato italiano.

10 – La Juve e la regola dello zero – Zero punti concessi finora agli avversari allo Stadium e zero gol subiti in casa. Il derby era il primo vero appuntamento insidioso, doveva esserlo. Si è trasformato nel più semplice sfruttando assiomi nuovi e antichi. Dybala è alimentato a doppiette in questo campionato e si prende la copertina, Allegri ha sempre ragione quando lascia fuori un pezzo da novanta. Dopo Bonucci la scorsa stagione, è Higuain a rimanere escluso dalla sfida più sentita in città. Risultato 4-0, nessuno ne sente la mancanza e fuga a braccetto col Napoli che continua. Con 18 gol segnati in 6 partite, media esatta di 3. Il numero perfetto.

9 – Il Napoli e la regola del 3,6 – Che sono i gol di media segnati in sei partite dalla squadra di Sarri, attacco più prolifico della serie A con 22 realizzati. Sul campo della Spal è fatica e sudori freddi, ma l’undicesima vittoria consecutiva arriva di nuovo con il timbro di un uomo alternativo, Ghoulam, che non fa parte del tridente offensivo ma il suo destro è una magia che vale tre punti e percorso netto che continua. Gli azzurri vincono le partite sporche, come non succedeva un tempo, e questa lo era. Potrebbe essere duello ravvicinato con la Juve fino alla fine della stagione.

8 – Dze-Gol e il Faraone – E la Roma sulle ali dell’entusiasmo, nel senso che tra Benevento e Udinese è stata a tratti devastante sugli esterni con Kolarov a sinistra e con Florenzi e Perotti sulla destra. Il bosniaco è a quota 6 gol in quattro partite e veste anche i panni dell’uomo assist per propiziare stavolta una doppietta non sua, quella di El Shaarawy. Partite facili, ma i giallorossi hanno segnato 10 gol con Verona, Benevento e Udinese subendone uno solo. E la striscia di vittorie consecutive è aperta. L’unica che si infrange, sul palo, è quella dei rigori consecutivi segnati da Perotti in serie A. Erano 14 di seguito. Nessuno ricorderà il suo errore. Menzione qui per l’altra metà della città, si scrive Lazio ma si legge Immobile, che in piena emergenza trascina i suoi con una doppietta e un assist a Verona. Nel campionato degli attaccanti prolifici è protagonista assoluto e costante.

7 – La Sampdoria continentale – Più dell’Atalanta, meglio del Torino, quasi come la Lazio e con una partita in meno. Dei blucerchiati come candidati forti per l’Europa League non parla nessuno, ma la squadra di Giampaolo è solida, è imbattuta, ha fantasia e gioca un calcio pulito ed efficace. Oltre la vittoria con il Milan, la sensazione di un processo di crescita che procede spedito anche se ogni tanto come a Verona si inceppa. Da tenere d’occhio.

6 – Lo squillo del Crotone – Vero, era la sfida tra le ultimissime, ma Boskov avrebbe detto che tre punti vale tre punti indipendentemente da avversario che si batte. Perciò i calabresi approfittano per vincere la prima partita della stagione davanti ai propri tifosi e in un colpo solo scavalcano anche Verona, Genoa e Udinese. Primo gol in carriera di Mandragora e assist più bello della stagione, di tacco, di Trotta per completare la festa. La prima domenica felice del campionato va oltre le più rosee previsioni. E apre nuovi scenari sulla lotta salvezza.

5 – Il Milan soporifero – Due esami in trasferta impegnativi e due bocciature per Montella. All’Olimpico era stato travolto dalla Lazio, a Marassi la Sampdoria si prende il mezzogiorno domenicale e Puggioni in 94 minuti non viene chiamato in causa una singola volta. Non è ancora un problema di classifica, anche se la zona Champions inizia ad allontanarsi, ma di competitività. Record mondiale di passaggi sbagliati a centrocampo e sbavature difensive assortite che aprono spifferi sull’abbinamento autunno-inverno Bonucci e Romagnoli. E il prossimo appuntamento è contro la Roma, stessi punti in classifica ma una partita in meno. A San Siro ci sarà già odore di ultimo appello.

4 – L’Udinese confusa – Delneri dopo la galleria degli orrori di mercoledì tiene fuori Scuffet e Halfredsson ma le cose in difesa mica migliorano. Altri tre gol incassati di sabato pomeriggio, tutti nel primo tempo, fanno sei in quattro giorni. La classifica piange, ma l’assetto difensivo di più. Un gol all’Olimpico lo merita, la sostanza non cambia. Classifica che piange.

3 – Il granata pallido – Mihajlovic aveva messo in mezzo suggestioni da sfida di classe, potere contro popolo, ma alla prova del campo il Torino da Europa League si sgonfia al fischio d’inizio. E rimane pure in dieci perché Baselli dopo 24′ si iscrive a giochi senza frontiere e con un cartellino rosso senza senso decide di rendere ancora più difficile la serata del suo popolo. Perdere il derby è consuetudine granata, ma perderlo 4-0 e ringraziare Sirigu per non averne presi il doppio è contrario alle previsioni della vigilia. Il popolo stavolta non ha nemmeno partecipato.

2 – Verona ammutolito – Tutti presi a narrare del Crotone che non segnava mai e del Benevento che non fa mai punti. Intanto però il Verona ha segnato solo un gol all’esordio con il Napoli, ha due punti frutto di due 0-0 contro Crotone e Sampdoria e l’ultima volta che la squadra di Pecchia ha festeggiato un gol (e anche l’unica) è stato il 19 agosto. Da quel momento 11 gol subiti e 14 in totale. Nemmeno contro la Lazio decimata in difesa riesce a invertire la tendenza. Peggiore attacco e seconda peggiore difesa. Vedi sotto.

1 – Benevento fanalino di coda – La sconfitta nello scontro diretto contro il Crotone chiude una delle settimane più nere della sua storia. Prima la statistica che vede il Benevento peggiore squadra d’Europa, 0 punti dopo cinque giornate. Poi la positività al doping del capitano Lucioni. Quindi la sconfitta sul campo dei calabresi che porta il parziale a 1 gol fatto alla prima giornata contro la Sampdoria e 16 subiti. Peggiore difesa del torneo. Unica consolazione è che Spal, Udinese, Verona e un Genoa che riesce negli ultimi cinque minuti a incassare gol decisivo e due cartellini rossi, possono essere raggiunte in qualsiasi momento. Ma qui si sta surclassando il Pescara della scorsa stagione, e nessuno credeva che fosse possibile.

0 – La sfortuna di Milik – Accontentato chi voleva Mertens sempre in campo, nella maniera peggiore. Il belga che segna sempre dovrà fare gli straordinari almeno fino a gennaio perché il polacco sfortunato si è fatto male un’altra volta. L’autunno per lui è stregato. Lo scorso anno fu il ginocchio sinistro, stavolta è il destro, c’entrano di nuovo i legamenti e forse l’operazione chirurgica. Di nuovo ai box e di nuovo a lungo. Nel frattempo De Laurentiis ha venduto Pavoletti e Zapata, ha lasciato Inglese in prestito al Chievo (a proposito, guardate chi ha segnato a Marassi e Cagliari) e non ci sono alternative. Se a uno dei tre davanti viene il raffreddore, Sarri sarà di nuovo costretto a inventare un’altra forma di calcio.