Wall è leggendario, Celtics e Wizards avanti, i Clippers costringono i Jazz a gara 7

Basket Nba risultati della notte, i Celtics completano la rimonta, Wizards avanti con un super Wall, i Clippers portano i Jazz a gara 7

EASTERN CONFERENCE

Celtics missione compiuta, 4-2 sui Bulls – Avevano perso le prime due gare in casa e sembravano sul baratro. Erano saltati nervi e sicurezza, ma una volta saltato anche il pollice di Rondo la serie è girata e i Celtics hanno ritrovato prima la loro comunità, da Garnett in giù a spingere per la rimonta, e poi le loro certezze. Gara 6 allo United Center dimostra che Boston è tornata e la vittoria 105-83 è un chiaro segnale per i Wizards e per i Cavs all’orizzonte. Non c’è partita e non ci sono nemmeno i Bulls, che incassano 54 punti nel primo tempo segnandone 41 e non trovando leadership e regia affondano verticalmente. Va anche peggio nel terzo periodo, quando un parziale di 34-18 spinge i Celtics a più 30 ed è un dominio su due lati del campo che viene solo parzialmente ricucito in un ultimo periodo senza significato. Già senza Rondo, i Bulls perdono in corso d’opera anche Wade che si ferma a 19 minuti con 2 punti e 3 assist, 1/10 al tiro e tutto l’attacco ricade sulle spalle di Butler che ripaga con 23 punti e 7 rimbalzi ma ha il deserto intorno. Niente da Canaan e Mirotic, spedito in quintetto, 10 e 5 rimbalzi da Lopez che progressivamente nella serie è stato ammaestrato dalla difesa di Stevens. Dalla panchina Zipser e Lauvergne producono 15 punti con 4/13 al tiro e Hoyberg abbandona i playoff vedendo la sua squadra tirare il 39% dal campo e il 21% dall’arco. Boston e il suo quintetto piccolo completano la rimonta mandando cinque uomini in doppia cifra. E non ha nemmeno bisogno di Thomas, 12 punti e 6 assist con 1/7 dall’arco, perché il trascinatore lo fa Bradley con 23 punti, 9/12 al tiro, 3/4 dall’arco e una presenza offensiva che apre spazi a Crowder e Green, 28 punti e 7 rimbalzi in coppia. Horford aggiunge 12 punti, 6 rimbalzi, 7 assist e una presenza in area che i Bulls non riescono a contenere e la panchina produce 30 punti con Smart e Rozier che chiudono insieme a 4/5 dall’arco. I Celtics tirano il 48.8%, sono solidi a rimbalzo, perdono appena 9 palloni, mandano a segno 16 triple e somigliano alla squadra vista in regular season. Washington è il prossimo ostacolo verso la finale di Conference.

Wall è super, Washington elimina Atlanta – La prima vittoria in trasferta della serie è anche quella che manda avanti i Wizards ed elimina gli Hawks. Finisce 115-99 per Washington, che prima domina andando avanti di 22 a inizio secondo tempo, poi si fa recuperare da Atlanta incassando 36 punti nel terzo periodo e infine è presa per mano da un gigantesco Wall che confeziona quasi da solo un ultimo quarto leggendario. La stella della capitale dentro una notte da 42 punti ne segna 19 solo nel quarto periodo, stoppa un tiro di Schroder che avrebbe riportato Atlanta a un possesso di distanza e mette la firma, in entrata e dalla linea, sugli ultimi punti dei Wizards. Condite il tutto con 8 assist, 4 recuperi, 2 stoppate, 16/25 dal campo e 9/10 ai liberi e avrete forse la prestazione più eccitante e decisiva dei playoff.

Ma Washington ha anche un Beal da 31 punti e 3 assist, con 11/17 dal campo. E se la tua combo segna 73 punti su 115, il 63% del totale, tirando 27/42, Atlanta non ha nessuna possibilità di prolungare la serie. Infatti gli Hawks non stanno mai avanti nel punteggio, subiscono Morris (17 punti e 8 rimbalzi) e Bogdanovic (10 e 2) dentro l’area e concedono il 53.8% dal campo. Brutto epilogo per una squadra che dimentica la difesa in una notte decisiva e ancora una volta è tradita da Howard. Il centro segna 9 punti con 7 rimbalzi in 22 minuti ma la sua presenza passa inosservata e non basta un gigantesco Millsap, 31 punti con 10 rimbalzi, 7 assist, 4 recuperi, a vincere la battaglia in area. Schroder segna 26 punti con 10 assist ma tira 8/18 dal campo, Hardaway fa 13 ma con 2/11 dall’arco e gli Hawks perdono la partita a causa di una balistica balbettante, 9/32 dall’arco. La panchina aggiunge solo 16 punti, 9 di Bazemore e 6 di Calderon e la partenza di Korver è la tassa più salata in una notte dove servivano tiro e gestione oculata dei possessi e sono mancate entrambe le cose, 28% da tre e 22 palle perse. I Wizards volano a casa dei Celtics per la battaglia tra i due migliori play della Eastern Conference.

Boston Chicago  4-2
Cleveland Indiana 4-0
Toronto Milwaukee 4-2
Washington Atlanta  4-2


WESTERN CONFERENCE

CP3 non finisce mai, Clippers e Jazz a gara 7 – La serie che è finita molte volte senza finire mai vive un giusto epilogo e si andrà alla bella. Con le spalle al muro, senza Griffin, con il pubblico di Salt Lake City a urlare nelle orecchie, con la possibilità concreta di una rifondazione radicale i Clippers trovano la forza di imporsi 98-93 e giocare gara 7 allo Staples Center. E’ una battaglia fisica e a basso punteggio, nella quale c’è equilibrio costante per tre quarti ma Los Angeles fugge nella seconda parte del terzo periodo grazie a Paul e Crawford, i protagonisti più attesi. I Jazz non hanno energie per recuperare, finiscono sotto di 14 nell’ultimo quarto e solo con l’orgoglio e a cinque punti consecutivi di Hayward, una schiacciata e una tripla, tornano a meno tre a 43 secondi dalla fine. Il finale è intensissimo, Paul e Jordan sbagliano i tiri che darebbero due possessi di vantaggio, il rimbalzo è di Hayward e i Jazz possono costruire il possesso per pareggiare. Disegnano una tripla per Joe Johnson, uomo decisivo in due partite di questa serie, ma stavolta il ferro la respinge e Paul in lunetta a un secondo dalla fine segna i liberi della vittoria. Se i Clippers ribaltano per l’ennesima volta il fattore campo lo devono a ingredienti che erano mancati a Rivers per cinque partite. Il ritorno in quintetto del figlio vale 13 punti e 4 rimbalzi, Mbah a Moute ha finalmente impatto con 13 e 6, Jordan è un leone in area da 13 punti e 18 rimbalzi anche se il suo 3/11 ai liberi complica la gestione del finale. E soprattutto anche Crawford contribuisce al parziale del terzo periodo chiudendo a 12 punti e 3 assist. Il resto lo fa il solito magnifico Chris Paul, 29 punti, 8 assist, 2 recuperi, 10/20 al tiro, perfetto nella gestione dei ritmi e capace di pungere nei momenti nevralgici della partita. I Clippers su ferri ostili tirano il 49.3% dal campo e il 43% dall’arco, e sono le triple che fanno la differenza. I Jazz si fermano a 7/26 dall’arco con gli esterni che non approfittano del lavoro di Gobert e Hayward. Ingles e Hill fanno 1/7 da tre, Hood da solo 0/6 e Hill, 22 punti e 3 assist con 8/13 al tiro, è l’unico tra gli esterni a dare sostanza. Ma fa anche 5/9 ai liberi e in una serata da 22/33 dalla linea per Snyder è una mancanza di mira fatale. Gobert segna 15 punti con 9 rimbalzi e 3 stoppate, Hayward sale a 31 con 7 rimbalzi e 4 assist ma anche per lui 3/9 dal’arco. Serie decisa dai dettagli e dalle difese, gara 7 sarà una corrida nella quale i rimbalzi offensivi e la percentuale ai liberi faranno la differenza.

Golden State Portland  4-0
San Antonio Memphis  4-2
Houston Oklahoma City 4-2
Los Angeles Utah 3-3