Cavs, che paura con i Pacers in gara 1, sorprese Bucks e Jazz

Basket Nba risultati della notte, i Cavs battono con grande fatica i Pacers, Raptors sconfitti in casa dai Bucks, nessun problema per gli Spurs, i Jazz perdono Gobert ma espugnano Los Angeles

EASTERN CONFERENCE

I Cavs ritrovano la vittoria, ma che brivido con i Pacers – Iniziano i playoff e LBJ indossa la corona del sovrano. E’ lui a trascinare i Cavs alla prima vittoria nella serie 109-108 contro Indiana, ma alla Quicken Loans Arena si suda freddo fino alla sirena. A venti secondi dalla fine i Pacers sono ancora a meno uno e trascinati da un George strepitoso hanno il possesso della vittoria. La stella di Indiana nell’ultimo possesso viene raddoppiato e la palla finisce nelle mani di Miles, che sbaglia il jumper che avrebbe ribaltato il fattore campo. Respiro di sollievo per i campioni, che però mostrano i difetti già visti in regular season. Difesa intermittente e incapacità di chiudere la partita, attacco che tende a isolarsi nei possessi chiavi nelle mani di James e Irving. I campioni fanno la partita, stanno avanti praticamente sempre e volano a più dodici nel finale di terzo periodo spinti da una tripla di Williams, ma di questi tempi non sono in grado di chiudere la pratica senza complicarsi la vita. Indiana torna con un sorprendente Stephenson, con Young e con due triple di Teague che la mandano addirittura avanti 105-103. Sono una schiacciata di James e una magia di Irving a dare di nuovo il più due a Cleveland, ma George da nove metri trova la tripla del meno uno e i Pacers hanno l’ultimo possesso per vincerla. LeBron James gioca 42 minuti e segna 32 punti con 13 assist e 6 rimbalzi, tirando 12/20 ma sbagliando troppo vicino al canestro nel finale Irving ne segna 23 con 6 assist ma con 11/27 dal campo. Love è intermittente in attacco e quasi impalpabile vicino a canestro, 17 punti e 4 rimbalzi. Serve la presenza di Frye per dare profondità dentro l’area. I Pacers concedono il 54% dal campo ma tirano 11/24 dall’arco. Ricostruiscono la partita con 29 punti e 6/8 da tre di George, che aggiunge 5 rimbalzi e 7 assist, altri cinque uomini in doppia cifra con uno Stephenson da 16 punti, 7 rimbalzi e 3 assist in 26 minuti. Sarebbe bastato un Teague più preciso al tiro, 15 punti con 3/10 dal campo, per confezionare la sorpresa. Invece Cleveland esce indenne dal pasticcio in cui si era cacciata ma dimostra che non è la stessa squadra dello scorso anno. E che tirare il 52% ai liberi, 14/27, può essere molto pericoloso in partite del genere.

I Bucks ribaltano il fattore campo – Ma a Est arriva comunque la prima sorpresa dei playoff. I Bucks vincono a Toronto 97-83 e si prendono subito il fattore campo. Per i Raptors una delle peggiori prestazioni offensive stagionali proprio al culmine di una striscia di quattro vittorie consecutive. Kidd la vince con una difesa asfissiante e mettendo palla in mano ad Antetokounmpo in attacco.

Il risultato è che i canadesi nel secondo tempo segnano 19 punti nel terzo periodo, 13 nel quarto, totale 32 punti e Milwaukee scappa a più 19 senza guardarsi indietro. Sembra una partita di college per intensità e percentuali e ai Raptors non basta un DeRozan da 27 punti e 8 rimbalzi, tira 7/21 dal campo ma ha supporto solo da Ibaka, 19 punti e 14 rimbalzi, unico a segnare con precisione e costanza. Manca enormemente Lowry, fermo a 4 punti e 6 assist con 2/11 dal campo e anche la panchina di Toronto, praticamente ridotta a tre uomini, non dà contributi. I padroni di casa tirano con il 36% dal campo, 5/23 dall’arco. I Bucks hanno dalla loro stella una notte onnipotente da 28 punti, 8 rimbalzi, 3 assist, 2 stoppate e 13/18 dal campo, sarà la chiave della serie. Ma altri cinque vanno in doppia cifra, tra cui gli esperti Monroe e Dellavedova, il primo con 14 punti e 15 rimbalzi, il secondo con 11. Brogdon piace in regia con 16 punti e 6 rimbalzi, 4/7 dall’arco, le sue triple e quelle di Snell aprono il campo e adesso per Toronto la serie è subito in salita.

WESTERN CONFERENCE

San Antonio senza problemi – Gli Spurs scherzano per un tempo con i Grizzlies, poi accelerano a cavallo dell’intervallo e vincono 111-82. La difesa di Popovich concede 30 punti nel primo periodo ma appena 34 tra secondo e terzo periodo. Qui un parziale di 32-15 indirizza la notte e nel quarto periodo il divario toccherà anche i 36 punti. I Grizzlies sono travolti con l’intensità difensiva e sapevamo che la chiave sarebbe stata la metà campo di San Antonio contro una squadra che nell’ultimo mese fatica enormemente a segnare ed è anche priva di Tony Allen, problema al polpaccio, pedina difensiva nevralgica. I padroni di casa decidono di lasciare libertà a Gasol, che segna 32 punti (ma solo 7 nel secondo tempo) con 5 rimbalzi e 11/18 dal campo, ma di non farsi battere da tutti gli altri. Funziona, con Conley che chiude a 13 punti e 7 assist ma con 5/14 al tiro, Randolph da 3/13 in 26 minuti, Carter da 2/6. In casa degli Spurs tirare il 39% dal campo è sinonimo di sconfitta e dall’altra parte devi anche contenere Leonard. Che è immarcabile con 32 punti, 3 rimbalzi, 5 assist, 2 recuperi e 11/14 dal campo, un chirurgo all’opera. Aldridge segna 20 punti con 6 rimbalzi, Parker 18 con 2 assist, nessun altro in doppia cifra per gli Spurs che finiscono al 53.2% dal campo e tirando con 10/19 dall’arco, qui Mills fa un trattato di balistica con 3/3 nei suoi 17 minuti. Difficile immaginare come questa serie, forse la più scontata dei playoff, possa cambiare nelle prossime partite.

Colpo Jazz a Los Angeles – I Jazz non affrontano i Clippers ai playoff dal 1997, esattamente vent’anni. E alla prima azione della partita perdono Rudy Gobert. Contatto con Mbah a Moute e ginocchio sinistro che salta. Probabile stagione finita per lui e Utah perde il suo centro, uomo chiave della serie in area. E nonostante l’inizio traumatico vincono 97-95 allo Staples Center ribaltando subito il fattore campo. E’ una notte ricca di intensità nella quale la partita non prende un vero padrone. I Clippers stanno avanti nel primo tempo, i Jazz vanno a più 8 nell’ultimo periodo ma il finale è in volata. A 13 secondi dalla fine un’invenzione di Paul conclusa con un jumper vale il 95-95. Ultimo possesso Jazz e Joe Johnson si gioca l’isolamento da sinistra, attacca l’area, batte con un arcobaleno l’aiuto tardivo di Jordan e sulla sirena inventa il canestro della vittoria.

E’ lui l’uomo inaspettato dalla panchina, migliore marcatore tra i suoi con 21 punti, 3 assist, 9/14 dal campo e 3/4 dall’arco in 21 minuti. I Jazz hanno anche un Favors da 15 punti e 6 rimbalzi con 7/10 al tiro pescando nella rotazione, Hayward è solido con 19 punti, 10 rimbalzi e 3 assist anche se faticando al tiro, 7/18. Hill produce 16 punti con 4 rimbalzi e 7/13 dal campo, i Jazz tirano con il 48% dal campo e 8/19 dall’arco. La partita è decisa da un episodio ma i Clippers sono tenuti a basso punteggio dalla difesa degli ospiti e non hanno impatto dalla panchina, Crawford fermo a 8 punti e 4/12 dal campo in 29 minuti. Non bastano i 25 punti e 11 assist di Paul e i 26 e 7 rimbalzi di Griffin, Jordan è poco coinvolto in attacco così come Redick e i Clippers devono trovare alternative ai titolari se vogliono battere la difesa di Snyder. Ma l’assenza di Gobert peserà sui destini della serie.