
Knicks Warriors senza musica, Draymond Green non ci sta.
Le stanno provando tutte quest’anno i New York Knicks, per provare a dare un senso alla propria stagione. In occasione della partita con Golden State, il management della squadra blu arancio ha deciso di non utilizzare musica o intrattenimento nei tempi morti del primo tempo. Gli unici suoni che si potevano ascoltare erano le voci dei giocatori, il contatto tra scarpe e parquet e i (pochi) incitamenti dei tifosi.
Il motivo? I Knicks l’hanno spiegato col messaggio comparso sui maxi-schermi dell’Arena più famosa del mondo. “Il primo tempo della gara di oggi sarà presentato senza musica, video o altri tipi di intrattenimenti. Così, potete sperimentare il gioco nella sua forma pura. Godetevi i suoni della partita”. Tra questi, molti canestri dei Warriors e pochi dei Knicks.
Il risultato, però, non è piaciuto ai protagonisti in campo, in particolare al sempre loquace Draymond Green. La cui voce è certamente risuonata al Garden nel corso del primo tempo: “È stato patetico e ridicolo, ha modificato il flusso della partita. Siamo abituati a giocare in un certo ambiente e questa scelta l’ha cambiato, è stato irrispettoso nei confronti di tutti. Il primo tempo è stato orrendo, confuso, senza ritmo. E che ci crediate o no, queste cose fanno la differenza in una partita, la musica ti aiuta a entrare in uno stato mentale e fisico diverso”.
Knicks Warriors senza musica, Draymond Green non ci sta.
Green ha chiuso la conferenza stampa dichiarando che dopo tutti i progressi che ci sono stati nel gioco e nella NBA, non c’era bisogno di questo ritorno al passato. Kerr ha chiuso la vicenda con un laconico “Sembrava di stare in chiesa”. Gli stessi giocatori dei Knicks non hanno apprezzato. Porzingis ha confessato di non aver gradito, Courtney Lee ha aggiunto che “ha tolto il fattore campo, il pubblico non era coinvolto e non ci ha dato energia”.
Knicks Warriors senza musica, Draymond Green non ci sta.
Un esperimento coraggioso e che probabilmente non verrà mai più ripetuto. Chi ha avuto la fortuna di seguire una partita NBA sa che, piaccia o no, gli stacchetti musicali che accompagnano una partita sono entrati a far parte del gioco. Ma si sa, il mondo ha accelerato troppo velocemente e inizia a guardarsi indietro in maniera preoccupante.
La Nokia ha rimesso sul mercato il 3310, in rete è possibile acquistare il Commodore 64 e lo Spectrum per tornare a giocare con 16 colori sullo schermo, le macchine d’epoca non hanno perso il loro fascino neanche ora che si viaggia in vetture elettriche, si è tornati a mangiare il farro e a guardare i film e le foto in bianco e nero.
Knicks Warriors senza musica, Draymond Green non ci sta.
Anche il calcio italiano si è adattato velocemente al momento revival. Rieleggendo la strana coppia Tavecchio-Lotito per il suo secondo mandato. Chissà come commenterebbe Draymond Green…






