
Basket Nba risultati, la legge dell’Oracle Arena – Non poteva essere Charlotte, striscia perdente aggiornata a sei partite consecutive, a fermare i Warriors in casa loro. Il finale dice 126-111 e il punteggio dice che gli Hornets non sono mai stati avanti nel punteggio dalla palla a due alla sirena. Il primo periodo finisce 41-21 per Golden State e il resto si scrive di conseguenza. O meglio, per come si è messo l’inverno da quando Steph Curry è stato invitato a giocare come sa: seratina da 39 punti, 5 rimbalzi, 8 assist, 3 recuperi, 14/20 dal campo, 11/15 dall’arco. L’Mvp è tornato, i Warriors sono a quattro vinte consecutive, e Klay Thompson ne aggiunge 29 con 6/10 dall’arco.
Cosa fai se gli Splash Brothers fanno 68 punti in coppia con 17/25 dall’arco, record per compagni di squadra eguagliato, mentre l’intera Charlotte da tre fa 9/30? Niente, come non puoi fare niente contro 35 assist su 47 canestri dal campo. Gli Hornets provano a dare più minuti alla panchina e i migliori sono Kaminsky, 24 punti e 7 rimbalzi, e Belinelli con 16 e 7 assist. Walker si ferma dopo 25 minuti e i playoff sono a rischio.
Basket Nba risultati, Thomas non si stanca mai – Ne parliamo la settimana prossima, promesso, perché la sfida tra Celtics e Raptors doveva dire chi è la vera antagonista dei Cavs nella Eastern Conference. Finisce 109-104 per Boston ed è il trionfo di Isaiah Thomas. E’ lui che prende per mano i compagni dopo tre quarti abbondanti passati a rincorrere i canadesi ed è lui il protagonista nel finale. Trova l’entrata del primo vantaggio e mette la tripla decisiva a 48 secondi dalla sirena. Il tabellino dice 44 punti, 19 solo nell’ultimo periodo, 7 assist, cinque triple, 15/16 dalla linea e l’Nba ha un nuovo, assoluto, entusiasmante protagonista.
Crowder di questi tempi è solido, 14 punti e 8 rimbalzi, ma i Celtics ringraziano anche la scarsa mira dei Raptors dall’arco, il 25%, e la caviglia malandata di DeRozan che lo costringe a saltare la partita. Lowry combatte con onore, 32 punti e 12/20 dal campo, i Raptors mandano altri quattro uomini in doppia cifra ma vedono Boston staccarsi e Washington avvicinarsi minacciosamente.
Basket Nba risultati, i Cavs abbondanti – A Cleveland si attendono ogni giorno risposte. Dal mercato la mattina e dal campo la sera. Il re voleva un play e Kyrie Irving lo accontenta, fissando il proprio massimo in carriera per assist, 14, in meno di tre quarti di gioco. Per lui anche 14 punti e facile vittoria 125-97 sui Wolves. Love è ancora in naftalina, James segna 27 punti con 12 assist, quattro del quintetto in doppia cifra compreso un Thompson da 18 e 14 rimbalzi e per una sera non ci sono affanni per i campioni. I Wolves concedono il 53% dal campo ma in attacco sono solo Towns, 26 punti e 12 rimbalzi, Wiggins da 23 e Rubio da 14 e 13 assist, cattiva idea giocarsela al tiro al bersaglio quando i Cavs sono in vena di mandare segnali al resto della Lega.
Basket Nba risultati, le altre partite – Ecco i Nuggets che non riescono a trovare continuità e perdere la seconda partita consecutiva. Contro i Grizzlies al Pepsi Center finisce 119-99 e stavolta l’attacco tradisce coach Malone, che vede i suoi segnare 18 punti nel primo periodo e non riuscire a reagire tanto che Memphis va avanti di 25 nell’ultimo quarto. La vittoria la firmano Conley e Gasol, 18 e 5 assist il play e 24 con 3/4 dall’arco per il centro, ma ci sono anche 59 punti di una panchina prolifica con Randolph e Carter e il 46% dall’arco. Denver ha un Gallinari impreciso, 4/12 al tiro per 14 punti e un problema all’inguine che potrebbe tenerlo fuori dal campo a lungo. In serate del genere non ha un uomo a indicare la strada, tira il 40% dal campo e l’assenza di una stella conclamata è il suo limite più grande.
L’incredibile serie di vittorie consecutive degli Heat sale a nove e ne fanno le spese anche gli Hawks, triturati 116-93 in una partita che ha storia solo nei primi quattro minuti. Poi Miami prende il controllo e va in porto tranquillamente con cinque uomini in doppia cifra, 18 e 18 rimbalzi di Whiteside che sta alzando la voce dopo l’infortunio e 27 con 5 assist di Dragic. Per Atlanta povertà diffusa in area dove Millsap e Howard non incidono, Schroder fa 12 punti e 2 assist, gli uomini di Budenholzer tirano il 27% dall’arco e si scoprono ormai la quinta forza nella Eastern Conference.
Con il rischio di essere sorpassati anche dai Pacers, vincenti 98-88 a Orlando e alla quarta vittoria consecutiva. L’ex coach Vogel avrebbe preferito una prestazione migliore ma i suoi Magic giocano una partita scialba e non hanno la forza di cambiare una serata che Indiana lascia sempre aperta. I padroni di casa tirano il 25% dall’arco, Ibaka per 20 punti e 9 rimbalzi fa 6/16 dal campo, Vucevic per 15 e 15 fa 6/15, la panchina fa tappezzeria. I Pacers hanno sei uomini in doppia cifra e tra questi non c’è Paul George, serata di sciopero con 3/14 al tiro, ma Jefferson e Glenn Robinson III fanno 24 e 14 rimbalzi in coppia dalla panchina e in questo momento i Pacers sono in salute.
Terza sconfitta consecutiva per i Thunder, stavolta in casa contro i Bulls. Non c’è partita nel 128-100 finale, non in un secondo tempo nel quale Chicago segna 73 punti e OKC 53. Di qua ci sono 28 punti e 5 assist di Butler, 18 e 7 rimbalzi di Wade, anche McDermott e Felicio in doppia cifra e finalmente una serata da 40% dall’arco, chiave delle fortune offensive di Hoiberg da inizio stagione. Di là Westbrook predica nel deserto, 28 punti e 8 assist con 10/23 dal campo ma se la tua spalla più affidabile è Jerami Grant e non hai nessuno nel quintetto al quale affidarti c’è poca allegria in vista dei mesi che verranno. Il 38% complessivo dal campo lo testimonia.
I Clippers vincono 124-114 a Phoenix e i Suns sono a cinque sconfitte consecutive. La storia si riassume così: la parte rossa di LA segna 38 punti nel primo periodo e comanda le operazioni, Bledsoe prova disperatamente a raggiungerla e a fine partita scopre che i suoi 41 punti con 4 rimbalzi e 8 assist sono massimo in carriera eguagliato. Per vincere non bastano i 20 e 6 assist di Booker, i Clippers ritrovano un Griffin da 29, 8 rimbalzi e 5 assist e Rivers da play non dispiace con 14 punti, 4 assist e 3 recuperi. La squadra di Rivers padre tira con il 52% dal campo ma finché non torna Paul non darà indicazioni sulla sua forza effettiva in primavera.
I Pistons vincono 118-98 sui Pelicans e si decide tutto nell’ultimo periodo. Detroit fino a lì aveva sofferto ma il parziale di 35-17 riassume il credo di Van Gundy. Difesa asfissiante e in attacco darla a Caldwell-Pope, che ripaga firmando il massimo in carriera con 38 punti, 12/18 dal campo, un folle 8/11 dall’arco. Drummond gli fa da spalla, 17 e 6 rimbalzi, Harris e Smith sono robusti dalla panchina. Per New Orleans è la terza sconfitta consecutiva nonostante un Davis da 21 punti e 12 rimbalzi e 22 punti con 11 assist di Holiday. Ma tirare il 23% dall’arco in trasferta complica la vita nell’ultimo quarto.
Vittoria dei Mavs 113-95 sui Sixers, che smettono di giocare a metà del secondo periodo. Per Dallas cinque uomini in doppia cifra con un Mejri inaspettato da 16 punti, 17 rimbalzi e 7/9 dal campo in 21 minuti. La panchina sposta, Curry giovane fa 22 punti con 4 recuperi e Philadelphia si ferma al 27% dall’arco con 13 punti e 10 rimbalzi di Ilyasova e l’assenza di Embiid che pesa enormemente. La squadra di Carlisle è sette vinte e tre perse nelle ultime dieci, striscia di vittorie che sale a tre consecutive.
I Bucks sono seriamente intenzionati a rovinare la loro corsa playoff e perdono la quarta partita consecutiva, o più precisamente la nona nelle ultime dieci giocate, a casa dei Jazz. Finisce 104-88 e il secondo periodo, 31-16 per la squadra dei mormoni, chiude la notte. Hayward sale a 27 punti, 5 assist e 3 recuperi, per Gobert 26 e 15 rimbalzi, un Joe Johnson in versione vintage segna 14 punti con 5 assist. Milwaukee non ha più nemmeno lo smalto di Antetokounmpo, 2/10 dal campo in 38 minuti, deve chiedere sostanza a Parker e Maker che fanno 29 punti e 12 rimbalzi in due, perde 17 palloni e Kidd non riesce a invertire la rotta.
Il derby della mela, tra le due squadre più bizzarre della Lega, finisce 95-90 per i Knicks. Da tradizione i Nets trovano il modo di rovinarlo sul proprio parquet dopo avere comandato per 38 minuti. Subiscono un parziale di 31-21 nell’ultimo periodo e l’eroe lo fa Willy Hernangomez, pescato dalla panchina più profonda, autore di 16 punti, 16 rimbalzi, 7/12 dal campo e il canestro del più cinque a meno di un minuto dalla fine. Visto che Anthony si ferma a 6/22 dal campo, il resto ce lo mette un Porzingis da 19 e 12 rimbalzi.
Non serve altro visto che Brooklyn tira il 20% dall’arco, manda cinque uomini in doppia cifra tra cui 15 e 7 rimbalzi di Bogdanovic, ma mette in mano ai Knicks i palloni decisivi e ne perde 20. Settima sconfitta consecutiva.







