Nazionale, Ventura vuota il sacco: “Spero che almeno Mancini trovi persone sincere…”

L'ex CT della Nazionale è tornato a parlare di quanto accaduto negli ultimi mesi, ospite di Fabio Fazio su Rai1. Diversi gli spunti polemici.

Il silenzio è finito, Giampiero Ventura è tornato a parlare a qualche mese dall’eliminazione dal Mondiale e dal divorzio dalla FIGC. L’ex commissario tecnico, da quel 15 novembre, non aveva già aperto bocca. Ieri sera, ospite di Fabio Fazio su Rai 1 a “Che tempo che fa”, ha vuotato il sacco. Estraendo diversi sassolini dalle proprie scarpe.

Quando siamo partiti lo scenario era chiaro, c’era una sola squadra pronta a qualificarsi, non eravamo testa di serie. Siamo arrivati alla partita con la Spagna da imbattuti, primi in classifica. O li battevamo o andavamo agli spareggi, abbiamo perso perché siamo più forti, sia dal punto di vista tecnico che fisico. Volevamo provare a vincerla, ma ciò che è successo dopo è stato difficile da capire. Un minuto dopo il fischio finale c’è stata una violenza inaudita verso di me, tutti volevano le mie dimissioni”.

Ventura si è sentito tradito, anche rispetto al supporto di Marcello Lippi che gli era stato promesso. “Il progetto prevedeva la presenza di Marcello come direttore tecnico. Eravamo entrati insieme in Nazionale, ma dopo la mia firma non c’era più. E’ sparito per motivi di regolamento, ho fatto il doppio ruolo per un anno. Poi a fine stagione Tavecchio avrebbe ufficializzato la mia presenza come direttore tecnico, quindi avere un po’ di potere per gestire una situazione simile. Ma si è ribaltato tutto, sono stato delegittimato. Successivamente è stato nominato Ulivieri. Ho pensato di dimettermi poi ho sperato che bastasse la squadra. Sbagliando”.

Nello sfogo di Ventura, anche un velato mea culpa. “Ho sbagliato a non dimettermi la partita dopo la Spagna, nella vittoria su Israele 1-0 perché dopo 10 minuti lo stadio fischiava la Nazionale e ho capito che qualcosa si era rotto. Dopo la partita con la Macedonia mi sono dimesso perché il clima si era fatto devastante ma quelle dimissioni non sono state accettate. E comunque il mio staff sapeva che sarei mai andato ai Mondiali, anche in caso di qualificazione con la Svezia”.

Infine, gli ultimi chiarimenti e la voglia di tornare sul campo: “Non è vero che ho abbandonato il ritiro, è una cosa da querela. Sono diventato il capro espiatorio di tutti i mali del calcio, basta pensare a ciò che è stato detto, scritto. Ho rinunciato a molte cose per andare in Nazionale, ho perso la partita con la Spagna e con la Svezia, le uniche sconfitte in un anno e mezzo. Porterò per sempre questa sofferenza dentro di me, spero che Mancini abbia a che fare con persone che dicono quello che pensano, cosa che a me non è capitata. Voglio allenare, ho voglia di rimettermi in gioco: tre mesi non possono cancellare 35 anni di carriera”. 

Foto Ufficio Stampa FIGC