
Spagna Italia Isco ci umilia, l’ultima volta al Bernabeu era il 1982…
Il collegamento parte con largo anticipo, come sempre, e tra uno spot e l’altro dallo studio Bruno Gentili ricorda improvvidamente che la nostra ultima apparizione al Santiago Bernabeu risale all’11 luglio 1982. Quel giorno la maglia numero 7 la indossava Gaetano Scirea, oggi Leonardo Spinazzola. Bene. Si parte.
Ore 20.19 Bruno Gentili non ha dubbi: “Abbiamo ottime possibilità ma solo se giochiamo a calcio e non a pallone”. Io pensavo esattamente il contrario.
Ore 20.30 Giochiamo noi la prima palla, scelta saggia quella di Buffon perché ci garantisce il vantaggio nella percentuale di possesso palla per i primi 10 secondi. L’Inno di Mameli non viene salutato da fischi, il pubblico del Bernabeu li riserva tutti a Pique.
Ore 20.38 Già in affanno, la Spagna ci affronta con la spavalderia che una squadra di Serie A riserva alla selezione di boscaioli in occasione della prima amichevole. Zaccheroni ci rincuora: “Noi dobbiamo essere bravi a non far fare a loro quello che vogliono fare”.
Ore 20.43 Isco ci punisce dal limite dell’area, punizione che Buffon vede tardi e intercetta tardissimo: 1-0 sul campo. Insigne rassicura i compagni: “Non è successo niente”. Ha ragione, purtroppo. Il peggio arriverà dopo.
Ore 20.48 Giampiero Ventura passeggia imperturbabile a bordo campo. Dietro di lui in alcuni momenti la panchina Azzurra, in altri i vigili del fuoco in tenuta arancione. Non si notano grandi differenze.
Ore 20.55 Il possesso palla recita 98-2 per la Spagna, Alberto Rimedio la butta lì: “Non abbiamo ancora trovato gli equilibri giusti”.
Ore 21.07 Zaccheroni profetico: “Dobbiamo rimanere tranquilli, non preoccuparci del fatto che ora dobbiamo segnare tre gol”. “Due”, lo corregge Rimedio.
Ore 21.10 Isco ci buca di sinistro dal limite dell’area: quando vede quelli di Real e Barcellona Buffon entra in modalità finale di Champions. Zaccheroni sorride: “Visto che erano tre…”.
Ore 21.12 L’Italia è scossa, i telecronisti in confusione. Sciocchezza Verratti-Buffon e calcio d’angolo regalato. Zaccheroni: “E’ pericoloso perdere la palla al limite dell’area”. Un po’ come bere molto e non uscire alle 13.00 col piumino quando fuori fa 45 gradi.
Ore 21.35 La catastrofe si palesa al momento in cui Antinelli ci comunica i movimenti delle due panchine. Per la Spagna si scalda Morata, per l’Italia Bernardeschi e Parolo. Ah.
Ore 21.42 All’ennesimo disimpegno difettoso, iniziamo a capire i motivi per i quali Marotta ha parlato di Spinazzola definendolo “un caso umano”.
Ore 21.49 Lampo di Zaccheroni, che invoca l’ingresso di un centrocampista per passare al 3-5-2: “Ora sta a noi prendere l’iniziativa, lo 0-2 non ci sta bene”. Neanche alla Spagna, purtroppo.
Ore 21.58 Siamo a inizio stagione, Ventura teme il ritardo di condizione e quindi sceglie di schierare diversi giocatori che finora si sono riposati. Ma Darmian e Spinazzola non bastano, dentro anche Bernardeschi ed Eder.
Ore 22.02 Morata su assist millimetrico di Sergio Ramos. Se non fosse il gol dello 0-3, ci sarebbe da ridere.
Ore 22.10 La partita è andata ma puntiamo a imporci nella percentuale di possesso palla col primo esperimento di tiki-taka introdotto sullo 0-3. Mancano solo gli olè del Bernabeu.
Ore 22.12 La strepitosa striscia di quattro vittorie consecutive ottenuta umiliando Albania, Macedonia e Liechtenstein potrebbe interrompersi. Maledizione.
Ore 22.17 Finisce 3-0 per la Spagna, palla mai vista, spazzati via per 90 minuti. Ma non erano meglio i coccodrilli, a ‘sto punto?









