Un panettone per Frank de Boer

Tirar fuori la retorica del panettone già ad agosto non è buon segno. Prima di tutto per chi vi scrive. Forse. Troppa brutta l'Inter per non farsi qualche domanda e dare a Frank un indirizzo di quelli giusti.

Tenete un panettone per Frank de Boer.

La speranza dei tifosi nerazzurri è di non doverglielo recapitare direttamente in Olanda. I più malfidenti, e forse anche qualche milanista, consigliano all’allenatore olandese l’ottima Pasticceria Marchesi. Un monumento alla milanesità: oltre a fare panettoni buonissimi, li sforna tutto l’anno, non c’è bisogno di aspettare Natale.

“Frank”, gli sussurrerà forse qualcuno, “Provalo! Forse ti aiuterà a capire che la Serie A non è la Eredivisie”.

Anche se il Chievo è una piccola squadra, non si può inventare. Non è mica il Groningen o l’Heracles Almelo. E Maran è un tipo sveglio.

Che idea quel 3-5-2 mai visto, provato, assimilato dalla maggior parte dei giocatori. Che infatti non vanno oltre un possesso sterile.

Il piè veloce dei clivensi mette in difficoltà un’Inter impacciata. Che sia la condizione fisica il problema? 

Ai microfoni di Sky il nuovo tecnico interista lo dichiara apertamente, pur senza accusare direttamente il suo predecessore. “Non è colpa sua”, afferma.

Però lo dice che si è messo a tre dietro perché molti sono in ritardo di condizione e poi “il Chievo gioca a rombo, pensavo di liberare un uomo”.

Frank de Boer è stato un ottimo giocatore, e di difesa se ne intende. Ha vinto 4 campionati olandesi in sei anni: anche se non ha esperienza di calcio italiano non si può certo dubitare della sua competenza.

Le sue dichiarazioni risuonano quindi persino più allarmanti, in ottica nerazzurra. Soprattutto se si ricorda quanto trapelato poche ore dopo le dimissioni di Mancini sull’intensità del lavoro atletico e tattico svolto durante la tormentata preseason.

Il tira e molla tra Il Mancio e la dirigenza nerazzurra è stato lungo. Non è dato di sapere, almeno a noi, cosa sia successo davvero tra Luglio e Agosto.

Un D’Ambrosio, forse sin troppo sincero, alle domande dei giornalisti circa i problemi di condizione fisica ha risposto: “Quello lo sapevamo”.

Certo, la tournée negli Stati Uniti non ha giovato. Ma tutte le grandi squadre hanno viaggiato in lungo e in largo per il globo in cambio di laute prebende. E allora?

Il sospetto è che ci sia qualcosa in più. O in meno, dipende da che punto la si osserva. Anche se le scelte tattiche di de Boer non sono parse brillanti, sia nella scelta del modulo che nei cambi, egli dispone di informazioni alle quali altri non possono certo avere accesso.

Siamo solo alla prima di campionato, parlare di panettone forse è fuori luogo, non solo perché è agosto.

Ma è meglio che Frank capisca bene che siede su una delle panchine più bollenti d’Europa. Quelli del ‘Primo rosso’, appollaiati dietro di lui nelle gare interne, lo attendono al varco.

Inter – Palermo è già un match ad alta tensione. Da non poter quasi fallire. La corsa verso il panettone per Frank de Boer ricomincia domenica prossima.

Welkom in Italië, Frank!

Via Santa Maria alla Porta, 11a. Segnatelo, non si sa mai.