Serie A senza giovani, gli Under 22 non giocano

Serie A senza giovani, uno studio svizzero dimostra come i nostri Under 22 non abbiano spazio nel massimo campionato. Una statistica che spiega la scarsa competitività del calcio italiano negli ultimi anni

Il centro studi svizzero Cies, che è specializzato nell’incrociare dati tecnici ed economici del mondo del calcio, ha pubblicato uno studio interessante. Ovvero la media dei minuti giocati in Serie A dagli Under 22 dei principali campionati europei in relazione a quelli giocati dai loro colleghi stranieri.
Serie A senza giovani, le statistiche sul minutaggio – In assoluto, i giocatori Under 22 italiani nel 2015-16 hanno giocato il 3,3% dei minuti complessivi delle partite. I pari età stranieri del nostro campionato hanno giocato il 4,2% dei minuti. Questo dato, in assoluto, è il peggiore d’Europa.
Quasi sullo stesso piano statistico, ma leggermente meglio, l’Inghilterra. In Premier League gli Under 22 locali giocano il 4% dei minuti totali. In Spagna il 6,9%. In Francia e in Germania si sale in doppia cifra, 10,7%. Mentre la Croazia ha il campionato più aperto ai giovani con il 17,6% dei minuti giocati. In pratica, dall’altra parte dell’Adriatico, un giocatore su quattro ha meno di 22 anni.
Serie A senza giovani, le statistiche complessive – Uscendo dal minutaggio e guardando soltanto il numero di Under 22 tesserati, si scopre che le cose non vanno meglio. In Serie A la percentuale di giocatori italiani Under 22 tesserati è del 7,5%. La stessa dell’Inghilterra.
La Spagna fa meglio con il 9,6%. Ancora, Francia e Germania sono avanti con il 13,7% e il 14,5%. Quindi sono lontane anni luce Olanda, con il 24,1%, e Croazia con il 28,7%. La percentuale dell’Italia la colloca al quart’ultimo posto nel continente in questa classifica.
Serie A senza giovani, conseguenze – Se prendiamo come punto di riferimento i risultati delle nazionali, è facile individuare una corrispondenza tra queste statistiche e il grado di competitività internazionale. Italia e Inghilterra, che hanno percentuali simili, negli ultimi dieci anni hanno risultati simili anche nei grandi tornei. A parte la finale a Euro 2012, gli azzurri dal 2006 hanno collezionato due eliminazioni ai gironi ai Mondiali. E quella ai quarti di finale contro la Germania a Euro 2016.

L’Inghilterra ha perso agli ottavi contro l’Islanda. Un’eliminazione che ha fatto scalpore, ed è stata eliminata insieme a noi ai gironi ai Mondiali 2014. Non è un caso. Come non è un caso che la Germania sia campione del mondo. E che la Francia, sconfitta in finale dal Portogallo agli Europei, continui a sfornare grandi talenti.

Serie A senza giovani, i talenti – Ed ecco che quando si parla di talenti, il discorso è ancora diverso. Ha colpito la finale raggiunta agli Europei Under 19 dai nostri azzurri. Ha ha fatto discutere anche il netto 4-0 con cui è uscita sconfitta dalla Francia. Distacco notevole per esperienza e abitudine a giocare a certi livelli.

La Croazia non ha un campionato competitivo nelle coppe europee. Ma sforna talenti che vengono pagati a peso d’oro nel continente e pronti subito all’uso (Pjaca alla Juve è l’ultimo esempio). Discorso simile per l’Olanda. Qui ci si potrebbe riferire agli scarsi risultati dei balcanici e degli orange nelle ultime competizioni continentali, ma il discorso cambia.

Un altro studio effettuato dalla società di consulenza Soccerex ha dimostrato come tra i 25 migliori talenti Under 21 del mondo, solo uno sia italiano. E’ Gigi Donnarumma. Che non casualmente ha già alle spalle una stagione da titolare, protagonista, nel Milan a 17 anni. Di questi 25 giocatori, 9 giocano nella Bundesliga. Il campionato in assoluto più aperto ai giovani, sia autoctoni (5 di questa lista sono tedeschi) che stranieri. Dietro c’è la Francia con 3. Incrociate questo dato con la finale Under 19 e andrete a dama.

La sostanza è che, come fece proprio la Germania dopo la disfatta agli Europei del 2000, una vera riforma del calcio italiano deve nascere dalla base. Dalle scuole calcio federali prima, quindi da un utilizzo più convinto e coraggioso dei giovani talenti. Altrimenti il nostro calcio continuerà a vivere di exploit momentanei.