
10 – Dzeko e la Roma – Niente, doveva essere l’attaccante spuntato e ripudiato nella squadra incompleta e incompiuta del solito ciclo americano. In due giornate Dzeko e la Roma hanno fatto fuori Inter e Napoli. Conquistato sei punti. Il secondo posto in campionato. E l’attaccante bosniaco ha segnato 3 dei 5 gol messi a segno dai giallorossi (che, en passant, in serie A sono la squadra che sforna più assist vincenti: 12 su 19 reti segnate e miglior attacco del campionato. C’è un abisso con la seconda, il Napoli, fermo a 8). Di rapina, di anticipo, di testa. Tra i bomber protagonisti in questo inizio di stagione lui è il primo.
9 – La difesa del Milan – Ricordate la difesa imbambolata che nelle prime due gare di campionato subiva 6 gol da Torino e Napoli? Ecco, fate che ne abbia incassati 4 nelle successive sei giornate (di cui 3 nella pazza sfida col Sassuolo e un altro su calcio piazzato contro il Chievo). Il secondo posto del Milan di Montella si spiega soprattutto così. Con Donnarumma che vale almeno quattro punti in classifica con le sue parate, Paletta che funziona a meraviglia con Romagnoli, Calabria che si è preso la fascia destra. Il diavolo verde e italiano cresce. Probabilmente non è ancora pronto per le posizioni di vertice, ma intanto i campionati si fanno con le difese solide.
8 – Dybala è tornato – Tutti a dire ‘Vedrai che con Higuain il pupo argentino sarà costretto ad allontanarsi dalla porta e segnerà meno’. Infatti: doppietta vincente contro l’Udinese, gol a Empoli, sigillo a Zagabria. Quattro gol nelle ultime tre partite giocate. Allegri cavalca una striscia aperta di cinque vittorie consecutive. Mica sarà un caso che in mezzo c’è la Joya che ha ripreso a buttarla dentro.
7 – Cagliari, silenzioso ed efficace – C’è di mezzo Icardi e la curva e la pazza Inter d’autunno, per questo non si guarda che la squadra di Rastelli è in striscia di tre vittorie consecutive. Nove punti con Sampdoria, Crotone e Inter. 13 punti in classifica, gli stessi del Chievo, e settimo posto. Zona retrocessione già distante sette punti. L’inizio, stentato, fu firmato da Borriello. Adesso che hanno preso a segnare gli altri, nell’isola si sogna.
6 – Viviano salva Sampdoria e Giampaolo – La Sampdoria non vince dal 28 agosto contro l’Atalanta. Ma almeno viene da due risultati utili, 1-1 in fotocopia contro Palermo e Pescara. In tutto questo l’eroe è Viviano, che para un rigore a Caprari. Fate anche che per questo gli abruzzesi rimandano ancora la prima vittoria sul campo in campionato. Ma fate soprattutto che Viviano da agosto 2015 ha parato 5 rigori sugli 11 che gli sono stati calciati contro. Il 45.4%. Numeri da cestista più che da portiere.
5 – Fiorentina, non vinci mai – Ecco un’altra squadra impantanata in una classifica sgradita. I viola hanno 9 punti, non vincono dal 18 settembre contro la Roma, poi solo tre pareggi e una sconfitta a Torino. In quest’arco di tempo, 3 gol fatti e 4 subiti, due 0-0 casalinghi con Milan e Atalanta e un evidente problema offensivo per Paulo Sousa, 6 gol fatti, terzo peggiore attacco del campionato. Che d’altra parte l’aveva pronosticato in estate. Inascoltato, come da buona tradizione dei Della Valle.
4 – Napoli, dissolto senza Milik – E fosse solo l’infortunio del polacco. Fase offensiva in bambola: Gabbiadini non può fare la punta titolare, Insigne a questo punto della stagione l’anno scorso aveva segnato cinque gol e oggi zero, il centrocampo dà già segnali di stanchezza. Due sconfitte consecutive, scettro di anti Juve consegnato alla Roma. Sarri dice che è dura, De Laurentiis tace. Il che è preludio a terremoti quando aprirà di nuovo bocca.
3 – Empoli, la squadra che non segna – Voi ve lo ricordate l’ultimo gol segnato dall’Empoli? Noi sì, era il 12 settembre e fu l’unica vittoria del campionato, 2-1 sul Crotone. Ecco, quelli sono stati gli unici gol segnati dalla squadra di Martusciello in serie A quest’anno. Una partita con gol, sette a bocca asciutta. Peggior attacco del torneo, penultimo posto in classifica, retrocessione che si avvicina ad ampie falcate.
2 – Buffon, doppietta al contrario – Capita raramente di incontrare qui il padrone dei numeri uno, ma tra nazionale e Udinese non è il momento del portierone. Due papere, una più brutta dell’altra, e tutti a fare muro intorno a Gigi. Squadra, società, tifosi. Ogni tanto incappa in qualche blackout. E pensare che nonostante la sua eclissi, quella bianconera è la difesa meno battuta, 5 gol in 8 giornate, al pari del sorprendente Genoa di Juric. Se torna la solita saracinesca, a Natale si pensa già al prossimo campionato.
1 – Icardi, che domenica bestiale – La cantava Fabio Concato, per ben più rosei motivi. Invece l’attaccante argentino fa legge di Murphy, con filotto centrale. Litigio coi tifosi dopo avere litigato col mondo intero, società infuriata con lui, rigore sbagliato con il Cagliari, sconfitta e minaccioso striscione trovato sotto casa e recapitato dagli ultrà. Non è detto che lui, a Milano, mangi il panettone. Capace che De Laurentiis, invece di parlare ai microfoni, chiami la Wanda e provi a portarlo a Napoli per sostituire Milik.
0 – Inter, l’apoteosi del nonsense – E come potrebbe essere altrimenti? Squadra data a De Boer due ore prima dell’inizio del campionato, vittoria illusoria contro la Juve, San Siro tabù, il caso Icardi che spacca le opinioni. Ausilio e Zanetti che si schierano contro il loro capitano, perché ‘i tifosi vanno rispettati’ (o temuti?). Classifica: undicesimo posto, 11 punti, 10 gol fatti e 10 subiti. Ovvero, zero identità. In attacco, in difesa, in serie A. Tutto normale, no?







