Da zero a dieci, Higuain sentenzia il Napoli e il loop infinito dell’Inter

La nostra rubrica sul meglio e peggio del campionato italiano: Higuain che batte il Napoli ma non esulta, l'Empoli che continua a non segnare

10 – Higuain che stende il Napoli – In fondo era tutto scritto e facile. Partita dell’ex, qualche tonnellata di pressione sulle spalle, 90 milioni di euro, quattro gare senza segnare. Dentro quella fucilata di sinistro, teso e rasoterra come un passato che non si dimentica, c’è la regola stessa del calcio. Quello più forte risolve le partite più importanti. Higuain segna al Napoli e la Juve scappa in classifica.

9 – Kurtic e Gasperini – Cinque vittorie e un pareggio nelle ultime sei giornate. Quattro delle ultime cinque giornate senza subire gol. Gasperini funziona, Kurtic segna, Kessiè è una certezza. A 19 punti, in piena zona Europa League, davanti a Fiorentina, Torino, Inter. Rivelazione d’autunno.

8Bonucci per tutti – Vi serve un difensore impeccabile? Eccolo. Volete uno che imposti la manovra con lanci da quaranta metri in contumacia di Pjanic, che rimane evanescente? Pronto. Vi serve l’uomo che nel big match sblocca i risultati o li decide con bordate al volo di rara precisione? Servito. Molto più che un difensore. Un pacchetto completo di prima classe, e ce l’hanno i cannibali.

7 – Crotone d’assalto  Un punto in nove partite. Quattro nelle ultime due. A Firenze aveva approfittato dell’acquazzone e di un regalo di Tatarusanu. Con il Chievo, altra squadra vera, un 2-0 storico firmato Falcinelli e Trotta. Non solo perché riapre il discorso promozione, ma anche perché è la prima indimenticabile vittoria in serie A. Un po’ di pepe anche in coda non guasta.

6 –  Immobile e Inzaghi – L’altra parte di Roma è quarta, a due punti dalla Roma. Merito di Immobile, in gol per cinque giornate consecutive. Nella sponda biancoceleste della capitale non succedeva dal 2001 con Crespo, mica uno qualsiasi. Il Sassuolo matato fa sei risultati utili consecutivi, quattro vittorie e due pareggi. Il tutto senza De Vrij e Biglia, che sarebbero colonne portanti di Inzaghi. A proposito, criticato per aver accettato il dopo Bielsa e chiamato aziendalista e tappetino di Lotito. Adesso li guarda dall’alto al basso.

5 – La campana suona per De Boer – Cinque sconfitte su undici partite fa quasi il 50% tondo in campionato. La sconfitta di Genova, il caso Eder che ignora De Boer che lo sostituisce, un allenatore che rimane ma forse se ne va ma forse gli viene data un’altra partita di fiducia, tipo check point nei videogiochi da bar anni ’80. Ed è un loop autoalimentante che non finisce mai e funziona così: l’Inter perde e fa una brutta figura e ti fa perdere una scommessa, tu pensi ‘la prossima si rifanno’ e la giochi di nuovo e così via all’infinito. Solo che adesso qualcosa succederà.

4 – La tipica Roma d’autunno – Ovvero come battere Napoli e Inter, Sassuolo in trasferta e poi fermarsi in casa della squadra col peggior attacco d’Europa. Tu sei quella che segna più gol nel campionato e da chi ti fai fermare in novanta minuti senza nemmeno un gol? Ovviamente da un portiere di tua proprietà, Skorupski, che diviene una sorta di infuso di Yashin e Buffon. Lasciato in provincia per fare esperienza, motivo principale per il quale Spalletti si ritrova a meno quattro da Allegri nelal giornata che doveva essergli più favorevole.

3 – Bologna la grassa – Ma in realtà dimagrisce, in autunno e in classifica. La squadra di Donadoni non ingrana e al Dall’Ara sgrana. Non vince in casa dal 21 settembre, che è anche l’ultima vittoria in campionato. Poi due sconfitte e un pareggio. Fa quattro pareggi (tutti 1-1 tra l’altro) e due perse nelle ultime sei giornate di campionato. Manca Destro e manca l’attacco. Da inizio stagione non ha mai segnato più di due gol nella stessa partita e in nove partite su undici ha segnato uno o meno gol. Bocca asciutta, altro che grassa.

2-  Napoli, vedi Higuain e poi muori – Ovvero come incasinare una giornata già difficile con il gol dell’uomo che fa più male. Ma non è solo questo. E’ meno sette dalla Juve a un quarto di campionato giocato, è una difesa che continua a commettere errori, è un Insigne nervoso per la sostituzione, è un Sarri che rimbrotta a voce alta i suoi attaccanti sui quali aggiunge ulteriore pressione oltre a quella scaturita da dovere sostituire Milik. E’ quinto posto in una mossa e davanti ci sono pure Milan e Lazio. Poco da ridere.

1 – La missione epica dell’Empoli  Aggiorniamo i numeri. Nel pareggio a reti bianche con la Roma, altro passo avanti nel tentativo di essere la squadra che segna meno nella storia della serie A. Parziali aggiornati: l’ultima squadra a segnare solo due gol nelle prime undici giornate fu il Mantova nel 1964-65, c’erano i Beatles. Nuovo record eguagliato: Verona del 1979 che non riuscì a segnare per otto partite di seguito. Eppure ci sarebbero Gilardino e Maccarone, gente che fiuto del gol ce l’ha. Mistero toscano.

0 – Higuain che non esulta contro il Napoli – Peccato che dopo quella fucilata di sinistro ci sia anche il dopo. Quelle mani tese prima ancora che la palla sia in rete come a chiedere scusa, due volte: agli ex ai quali ha segnato e ai compagni che non possono condividere la gioia con lui. Noi siamo per il politicamente scorretto, e non esultare dopo un gol è come un coito interrotto. Ed è il contrario di quello che sembra: una mancanza di rispetto, invece che un rispetto postumo per chi non è più tuo tifoso né datore di lavoro.