
10 – Dzeko e Immobile, bomber della capitale – Il bosniaco a dieci, il napoletano a otto, doppietta entrambi. Nessuno segna più di loro. L’attaccante della Roma ribalta da solo il Sassuolo e consente alla Roma di vincere per la quarta volta consecutiva a casa di Squinzi. Segna di testa, si procura il rigore, lo trasforma e fa quarta vittoria consecutiva per Spalletti in una serata però triste per il tremendo infortunio a Florenzi (crociato, fuori quattro mesi). E Immobile porta la Lazio al quinto posto segnando lui pure di testa e su rigore, quarta partita consecutiva in cui va a bersaglio. Chi ha detto che nella capitale mancano i bomber veri?
9 – Icardi salva De Boer – E non poteva che essere così. L’allenatore traballante salvato dall’uomo che la curva odio nel giorno in cui i bonus sono finiti. Icardi non è uno stinco di santo, ma di stinco ci segna perché il fiuto del gol lo porta sul rimpallo di un Joe Hart in veste classica, incerto in un’uscita quasi innocua. E poi la difende, si gira senza guardare e la mette nel sette sul finale per riportare l’Inter alla vittoria dopo quattro partite a bocca asciutta. Capocannoniere anche lui insieme a quelli di sopra. Ora togliergli di mano la penna e mettergli sui piedi più palloni giocabili possibile.
8 – Ninkovic & Pavoletti – Ovvero come rovinare i piani di vetta del Milan segnando il primo gol in carriera in serie A (dopo 63 minuti giocati in totale compresa l’esperienza al Chievo), e come trasformare una squadra da 9 gol in 9 partite in una macchina da reti in venti minuti di secondo tempo, sia pure con un uomo in più. Nikola Ninkovic pare Chris Hemsworth, quello che fa Thor al cinema. Leonardo Pavoletti torna, ispira il secondo gol, scherza Romagnoli e realizza il terzo. Poi, siccome è Pavoletti, manco mette i tacchetti sull’erba che si fa ammonire. Ma il Genoa sogna grazie a loro (e a Rigoni, di cui non parla nessuno, ma si sacrifica per tutti).
7 – I gol subiti in campionato dal Genoa – Tutti a parlare di Pavoletti e Ninkovic e delle tre pere al Milan. Ma intanto il grifone ha la migliore difesa del campionato insieme alla Juve. Voi lo credevate, con una linea composta da Izzo, Burdisso, Munoz, Edenilson? Se non ci credevate, siete come noi. Invece il lavoro di Juric è prezioso e a Crotone si disperano per averlo perso. 15 punti in classifica e una partita in meno. Piena, potenziale, zona Europa League.
6 – Mandzukic e Chiellini, questione di testa – Allegri l’aveva detto, che in questo ciclo di partite sarebbe servita la testa per gestire gli impegni. Seguito alla lettera dalle sue torri: tre gol su quattro alla Sampdoria con capocciata vincente. Per il difensore ruvido addirittura doppietta di testa. La Juve vince sempre, basta che non giochi a Milano. E per quest’anno ha finito.
5 – Chievo senza mezze stagioni – Pare sempre più un format tipico della serie A: partenza forte dei gialli, punti accumulati per la salvezza, poi flessione quando si iniziano a indossare le maniche lunghe. Terza partita senza vittorie con il pareggio 1-1 con il Bologna. Un punto al Bentegodi nelle ultime due partite. Due reti segnate nelle ultime tre e tanti problemi in attacco anche per via degli infortuni.
4 – Pescara ed Empoli a braccetto (verso la retrocessione) – I toscani hanno preso sul serio la missione epica, diventare la squadra con meno gol segnati in un’intera stagione di serie A. Napoli non era il campo giusto per cambiare la tendenza ma insomma si sono giocate dieci partite e l’Empoli non ha segnato in nove di esse. E almeno ha vinto una partita. Il Pescara no, solo a tavolino. Continua a segnare col contagocce, tre gol nelle ultime sette partite, terza sconfitta nelle ultime quattro gare. Male, perdio (cit. Il secondo tragico Fantozzi, non bisogna neanche specificarlo).
3 – Un, due, tre, stella: la difesa del Milan – Quindi ricapitolando. Tre pere prese dal Genoa di cui il primo rievocando vecchi giochi dell’infanzia da belle statuine mentre Ninkovic colpisce indisturbato. Espulsione di Paletta che pare Giochi Senza Frontiere per quanto è scomposta la sua entrata su Rigoni. Autogol di Kucka, remake di tutti giù per terra. E Romagnoli che nell’uno contro uno con Pavoletti m’è crollato come Gesù Cristo (cit., immortale, Mario Brega). Il grifone a Montella il sangue dal naso glielo fa uscire. Striscia di sei risultati utili consecutivi interrotta e umiltà ritrovata.
2 – Le avventure acquatiche della Fiorentina – Pregevole esibizione di tuffi dal trampolino da un metro al Franchi di Firenze, con vittoria di Babacar che si produce in un doppio carpiato nell’area del Crotone prima dell’inevitabile sospensione a metà primo tempo. I viola, dopo il rinvio di Marassi con il Genoa, per la seconda volta incappano in calamità naturale che interrompe la partita. Stavolta almeno si ricomincia. Ed è abbastanza per regalare al Crotone il secondo punto stagionale, con l’attacco di nuovo inceppato. Polveri bagnate, è proprio il caso di dirlo.
1 – Brozovic e l’errore del millennio – Era stato messo fuori rosa per storie tese con De Boer. E’ tornato titolare contro il Torino. E’ 1-1 a metà del secondo tempo. Icardi sponda di testa per lui dalla linea di fondo. Deve solo spingerla dentro di testa. Da trenta centimetri, ma anche meno, in uno specchio di sette metri. E colpisce la schiena di Moretti, che è lì per caso. E’ proprio vero che i giocatori slavi se non fanno le cose più difficili non si divertono.
0 – L’allegra retroguardia sarda – A circa il 27′ del primo tempo contro la Lazio, la difesa del Cagliari contava otto palloni raccolti alle spalle di Storari in meno di una partita e mezzo. Poi aggiornati a nove al fischio finale. Va bene le assenze, va bene Bittante e Barella in campo, bella la cassapanca, bella la boiserie, bello tutto. Sul gol di Felipe Anderson sembrano miniature del Subbuteo. Però dopo tre vittorie consecutive uno sbraco così fragoroso non se lo aspettava nessuno, Rastelli in primis. Exploit che vale la peggiore difesa del campionato, scavalcato il Crotone.









