
10 – La carica dei 101 – I 101 gol di Higuain in serie A, inseriti nella doppietta che stende il Milan e conferma che l’argentino anche appesantito fisicamente continua a fiutare gol da assoluto fuoriclasse. Il primo è una fiondata di destro in un minuscolo spazio vitale, il secondo è una pepita confezionata in connubio con Asamoah e Dybala. La Juve vince il primo scontro diretto della sua stagione, Allegri aggiorna il conto dei gol a 12 nelle ultime tre partite, la difesa per la prima volta resta illibata e la trasferta portoghese in Champions League può essere affrontata con il pieno di fiducia. I cannibali stanno tornando.
9 – Il Napoli desassuolizzato – Per continuare a correre solitari in testa alla classifica gli azzurri abbattono anche il tabù del Sassuolo, che lo scorso anno sottrasse a Sarri quattro punti che di fatto costarono scudetto e secondo posto in campionato. C’è anche una dose di buona sorte, tipo il 3-1 che rimbalza sul petto di Mertens che passava da lì per caso o l’incrocio dei pali colto da Cassata che poteva riaprirla, ma fa dieci vittorie in undici gare e 32 gol segnati, secondo attacco dopo la Juve. Il Napoli 3.0 ha imparato a vincere in tutti i modi, anche quelli meno ortodossi.
8 – La striscia esterna della Lazio – Era l’impegno più facile, contro il Benevento rassegnato di questo autunno, ma la striscia di Inzaghi in trasferta non si ferma più. Fa otto vittorie consecutive lontano dall’Olimpico, la Lazio quando va in gita sa solo vincere e al Vigorito ci mette dodici minuti a rendere il mezzogiorno una formalità con Immobile che si riprende quello che i pali di Bologna gli avevano sottratto. E se per l’ultimo posto in Champions League fosse un duello che si consuma all’interno del raccordo anulare?
7 – L’implacabile Sampdoria di Marassi – In trasferta i blucerchiati balbettano, ma in casa sono un meccanismo implacabile. Cinque partite giocate e cinque vittorie, unica squadra insieme all’Inter che finora ha fatto percorso netto in casa. Nel facile successo sulla squadra di Maran la copertina è di Torreira, doppietta di grande pregio, e nelle ultime tre uscite a Marassi sono arrivati il 3-1 sull’Atalanta, il 5-0 sul Crotone e il 4-1 sul Chievo. Il parziale fa 12 gol segnati e 2 subiti, il totale da inizio campionato 16 gol segnati e 2 incassati. Ovvero migliore attacco casalingo insieme alla Juve e migliore difesa casalinga insieme al Napoli. L’Europa League è una visione nitida.
6 – La Roma essenziale – A parte la vendemmia contro il Chelsea, le ultime quattro partite giocate dalla Roma in campionato sono tutte finite 1-0. La sconfitta con il Napoli e le ultime tre vittorie consecutive contro Torino, Crotone e Bologna. Nella capitale la sequenza è ormai acquisita. Il tecnico va di turnover, moderato o massiccio, i giallorossi hanno la migliore difesa del campionato e chiudono la settima di dieci partite giocate senza subire gol con Alisson re dei miracoli, e i suoi attaccanti trovano gol strepitosi di sinistro al volo. Dzeko lo fece a Stamford Bridge, il piatto di El Shaarawy tiene la Roma in scia al treno di testa. E Di Francesco batte il figlio e conferma che lui, dalla cintola in giù, con Zeman non ha niente in comune.
5 – La kryptonite del Bologna – E’ la capitale. In sequenza Donadoni si trova di fronte Lazio e Roma e ne esce con zero punti, allungando a tre la striscia di sconfitte consecutive. Considerato anche l’1-0 subito dall’Atalanta gli emiliani hanno segnato appena un gol nelle ultime tre giornate e cinque nelle ultime sei. Il Bologna non demerita ma neanche merita, si prende gli applausi ma lascia per strada i punti. Trattasi di sterilità accentuata dall’assenza di Palacio, che andrà risolta prima del panettone.
4 – E l’Atalanta da trasferta? – A studiare le statistiche si scopre che la squadra di Gasperini al momento è l’unica squadra della parte pregiata della classifica che ancora non ha mai vinto in trasferta in campionato. Finora due pareggi e tre sconfitte, le ultime due consecutive con Sampdoria e Udinese, 5 gol segnati e 10 incassati. E’ il prezzo da pagare per l’impegno europeo. Ed è un percorso esterno condiviso soltanto con Crotone, Verona, Spal e Benevento. Non una compagnia particolarmente esaltante.
3 – Il tramonto del Milan – L’alba di Chievo è durata tre giorni, il tempo di perdere l’ennesimo scontro diretto. Contro Lazio, Sampdoria, Roma, Inter e Juve i rossoneri hanno segnato 3 gol, ne hanno incassati 13, non funziona niente appena il livello si alza. Soprattutto Kessiè e Biglia sono tendenti all’imbarazzante, non c’è l’alibi di Bonucci, non c’è la mano di Montella. La sconfitta contro la Juve probabilmente toglie la panchina al tecnico, se non ora nel prossimo futuro, e toglie al diavolo ogni ambizione di Europa pregiata, ora distante 12 punti. E non c’è niente da recriminare.
2 – Il Chievo svagato – Pare che l’ora legale abbia confuso Maran e il Chievo, interpretando l’ora di sonno aggiuntiva come un segnale di letargo anticipato. Una squadra da quattro Under tra metà settembre e metà ottobre improvvisamente scopre gioie, ma soprattutto dolori, di salire sulla giostra del gol. Il 3-2 nel derby è stato solo preludio a due rovesci netti e insindacabili, il 4-1 incassato in casa dal Milan e il medesimo risultato rimediato a Marassi contro l’Atalanta. Fa 10 gol incassati in 180 minuti a conferma che non esistono più le mezze stagioni.
1 – Il grifone imbrigliato – La sconfitta sul campo della Spal e la vittoria del Crotone sulla Fiorentina dicono ufficialmente che il Genoa non solo lotta ufficialmente per la salvezza, ma al momento è una candidata credibile per la retrocessione. Se il campionato finisse oggi sarebbe discesa agli inferi, l’unica vittoria a ottobre è arrivata a Cagliari e il pareggio con il Milan frutto più dell’espulsione di Bonucci che di meriti propri. E se la Sampdoria non sbaglia un colpo in casa, la squadra di Juric a Marassi ancora non ha mai vinto. Rischi Preziosi.
0 – Il presepe del Benevento – Come è noto dopo Ferragosto è Natale, quando siamo nei pressi di Halloween ci sono già in giro gli addobbi e i panettoni. Sarà per questo che il nuovo tecnico De Zerbi schiera la sua difesa a zona e i suoi giocatori per celebrare la festa si dispongono a statuine del presepe. Statici sul calcio d’angolo che genera il gol di Bastos e immobili contro Immobile che dopo dodici minuti ha già chiuso il conto. Non sono tanto le undici sconfitte consecutive, comunque nuovo record assoluto eguagliato (ci riuscì il Grenoble nel 2009) del dopoguerra, quanto la totale docilità con la quale i campani si arrendono alle prime difficoltà. Sarà un inverno lungo e pieno di carbone.





