
10 – La Roma fa sul serio – Hai visto che bella la Roma di Di Francesco, dicevamo, però adesso vediamola contro avversari veri. Il Milan lo è come minimo per blasone e i giallorossi escono da San Siro vincendo 2-0 grazie a chi c’era l’anno scorso, il solito Dzeko, e a chi non c’è stato quasi mai, Florenzi che sembra essere l’acquisto più prezioso della nuova stagione. E il tecnico, tacciato di zemanianità, esce ancora una volta con la porta inviolata. In trasferta 7 reti segnate e 0 subite. Meglio di lui, nessuno.
9 – Il graffio di Hamsik – Mancava solo lui alla vendemmia abbondante di Sarri e puntualmente, anzi precocemente nei primi minuti della partita contro il Cagliari, arriva anche il gol dello slovacco. E’ l’unica notizia di rilievo nel mezzogiorno che con il rigore di Mertens dopo quaranta minuti è già finito. Sette vittorie consecutive quest’anno, dodici di fila dallo scorso, altri libri dei record da aggiornare. La fuga continua e a fine giornata il Napoli si ritrova da solo in testa alla classifica.
8 – Inzaghi nella stratosfera – E con lui la Lazio, che pare a proprio agio nell’indossare i panni della quarta forza del campionato. La reazione contro il Sassuolo è da squadra vera e le risposte che cercava il tecnico arrivano da De Vrij, simbolo dell’emergenza infortuni in difesa, da Parolo che all’Olimpico con il gol ha più che un vizio, da Luis Alberto che fa doppietta e potrebbe essere la nuova pepita scoperta da Tare e Lotito. Dopo la scoppola con il Napoli tre vittorie consecutive. Per la Champions League c’è anche l’aquila.
7 – L’Atalanta irriducibile – E insomma Gasperini. Gli vendono tutti i gioielli in estate, uno dei restanti è già della Juve, eppure l’Atalanta è sempre la stessa. Vincente contro l’Everton, solida contro il Lione, irriducibile contro la Juve alla quale rimonta due gol costringendola al pareggio sul suo campo, e con lo stesso risultato, per il secondo anno consecutivo. Papu Gomez è caricato a pile Duracell e non si ferma nemmeno dopo il fischio finale, il doppio impegno non sembra influire su testa e gambe. Squadra che non smette di stupire.
6 – La doppietta di Donadoni – Proprio a ridosso di chi si contende l’Europa spunta il Bologna. E lo fa conquistando sei punti dalle due trasferte consecutive contro Sassuolo e Genoa, in classico stile Donadoni. Due vittorie di misura, a Marassi la risolve l’ex Palacio che nella città dotta ha ritrovato il fiuto del gol, striscia aperta di tre risultati utili consecutivi contando anche il pareggio con l’Inter e classifica che sorride. A 11 punti la lotta salvezza sembra già lontanissima.
5 – Meno Montella, più Ancelotti? – La settimana storta dell’aeroplanino che non decolla è composta di tre tappe. Sconfitta sonora contro la Sampdoria, esonero di Ancelotti dal Bayern che fa partire mille spifferi sulla sua panchina, sconfitta altrettanto sonora contro la Roma anche se passi avanti sul piano del gioco. Ma tre sconfitte in sette partite non sono passo da Champions. Zero gol segnati e quattro subiti in sette giorni sono passo da retrocessione. Un gol segnato e otto subiti contro Lazio, Sampdoria e Roma, ovvero con gli avversari più ostici incontrati finora, fanno ambiente depresso e spaccato sul futuro di Montella. E la pausa non farà bene a nessuno.
5 bis – Il giallo della Juve gialla – Dieci partite giocate delle quali cinque in casa e cinque in trasferta. Allo Stadium la Juve non ha preso gol. In trasferta ne ha incassati 11. Può giocare in maglia tradizionale o giallo canarino, eppure incassa che è una bellezza. Si fa recuperare due gol dall’Atalanta, gliene viene annullato uno giustamente dal Var, il rigore invece rimane inesistente anche riguardandolo mille volte ma Dybala, con un senso più alto di giustizia, decide di sbagliare il primo della sua stagione, rimane all’asciutto e consente al Napoli di andare in fuga solitaria. Allegri sbraita, ma una pezza in difesa ce la dovrà mettere. Dall’addio di Bonucci finora non ci ha guadagnato nessuno.
4 – Il poker al contrario della Sampdoria – Tutti a tessere le lodi di Giampaolo e della sua Sampdoria imbattuta finora e questi trovano il modo peggiore di interrompere la striscia positiva. Perdere alla Dacia Arena non è un dramma. Perdere contro un’Udinese che veniva da tre sconfitte consecutive è almeno inaspettato. Prenderne quattro, senza segnarne, contro una squadra che non segnava così tanto dal 19 marzo contro il Palermo sfocia nell’imbarazzante. Come l’uscita di Puggioni che regala il rigore che sblocca il risultato e il cartellino rosso di Barreto dopo quaranta minuti. Battuta a vuoto nel momento del decollo.
3 – Il Cagliari sparito – Tre sconfitte consecutive. Quella di Napoli era in preventivo, le due casalinghe contro Sassuolo e Chievo chiuse senza segnare. Una volta il Cagliari prendeva una quantità enorme di gol e ne segnava con costanza. Adesso ne prende pochi, a parte quelli del San Paolo, ma ne segna ancora di meno. I tifosi sardi tra le due opzioni preferivano la prima, almeno si divertivano di più. Gli scommettitori anche, una volta era Over e Gol garantito, adesso sono quattro No Gol consecutivi. Vacci a capire.
2 – Il Sassuolo travolto – L’anno scorso di questi tempi gli emiliani si baloccavano in Europa League, oggi sono in piena lotta salvezza e rimediano una figuraccia tennistica all’Olimpico. Ed erano pure andati in vantaggio con il ritorno al gol di Berardi. Secondo tempo di vocazione surreale nel quale segnano tutti, dai convalescenti ai centrocampisti ai capocannonieri. Pare proprio il copione di Roma-Longobarda 5-1 de l’Allenatore nel Pallone. E Bucchi pare iniziare a somigliare ad Oronzo Canà nel modo di stare in campo della sua squadra.
1 – Il tramonto di Juric – Nel senso che la sua seconda esperienza sulla panchina del grifone potrebbe essere al capolinea. Non è colpa sua se (giochi poco) Preziosi gli ha consegnato una rosa ancora più povera della seconda parte della scorsa stagione. A Marassi in quattro uscite un solo pareggio contro il Chievo e tre sconfitte contro Juve, Lazio e Bologna. Un solo gol segnato nelle ultime tre partite e una zona retrocessione che al momento legittimamente è abitata anche dal Genoa. Stagione lunga e stavolta non è detto che arrivi il lieto fine sul filo di lana.
0 – Il Benevento sempre più solo – Altri record da aggiornare per la squadra peggiore d’Europa. Il secondo gol segnato in stagione, frutto di un altro virgulto romanista come D’Alessandro, non rende più dolce la pillola della settima sconfitta consecutiva. Nemmeno l’Inter più debooeriana che spallettiana regala ai campani il primo punto del campionato, pure provandoci insistentemente. Troppo poco e troppo brutto.





