
La nostra rubrica sul meglio e il peggio del campionato italiano.
10 – La Juve romanista – Szczesny, Benatia, Pjanic. In campo allo Stadium ci sono tre ex romanisti, almeno due dei quali decisivi nella solita vittoria bianconera sulla Roma a dicembre. Il difensore la sblocca nel primo tempo, il portiere la salva due volte nel secondo e nel finale ipnotizza Schick, l’uomo che la Juve d’estate ha sedotto e rifiutato. Ottava gara consecutiva senza prendere gol e i campioni sono in scia del Napoli. Al momento sono loro le candidate principali allo scudetto.
9 – La smorfia del Napoli – Smorfia di piacere, visto il primato solitario festeggiato sotto l’albero, ma anche smorfia napoletana per l’ampia simbologia rappresentata dalla vittoria sulla Sampdoria. Gli azzurri recuperano due gol ai blucerchiati, incassano un rigore da un celebre ex come Quagliarella, pareggia la seconda volta con il ritrovato Insigne e sorpassa definitivamente con Hamsik che a sua volta sorpassa definitivamente Maradona nella classifica dei marcatori più prolifici nella storia della società. Sei gol segnati nelle ultime due giornate e una resistenza stoica dopo l’espulsione di Mario Rui. Con tutti i pezzi sulla scacchiera Sarri corre che è una meraviglia.
8 – Lasagna pregiata – Piatto natalizio per eccellenza, l’attaccante più caldo del campionato gioca nell’Udinese. Cinque gol nelle ultime cinque partite giocate e la firma di carambola, traversa e gol, nella quaterna dei friulani sul Verona. Per Oddo le vittorie consecutive in campionato sono quattro, Crotone, Benevento e Inter le precedenti vittime, con 12 gol fatti e 1 subito. Il cambio di marcia più poderoso della stagione e propellente per chi sostiene che i cambi in panchina possano rivoltare completamente l’approccio e il rendimento di una squadra.
7 – Il settebello di Pioli – Silenziosamente la Fiorentina cavalca una striscia di sette risultati utili consecutivi dopo la vittoria di misura a Cagliari. I viola dopo la sconfitta 4-2 in casa il 5 novembre contro la Roma hanno messo insieme tre vittorie contro Sampdoria, Sassuolo e Cagliari e quattro pareggi contro Spal, Lazio, Napoli e Genoa. Segnano poco, un gol nelle ultime due gare, ma incassano meno, porta inviolata in quattro delle ultime cinque gare giocate con l’unica eccezione nella vittoria 3-2 al Franchi contro la Sampdoria. Anche i numeri legittimano ambizioni di Europa League per il nuovo anno.
6 -Verdi e il Bologna – La prima vittoria dopo quasi un mese arriva in un pomeriggio spumeggiante al Dall’Ara con altre magie assortite di Verdi, che si conferma uomo su cui fare affidamento per la rifondazione azzurra. Dopo le sconfitte con Milan e Juve tre punti che mantengono pregiata la classifica di Donadoni. Dentro la partita più divertente del turno che porta al Natale.
5 – L’ambo dell’Inter – Spalletti le cose le fa bene. Imbattuto e primo in classifica fino alla settimana scorsa, due sconfitte di seguito con Udinese e Sassuolo e cinque punti di distanza dal Napoli capolista. Al Mapei Stadium altro pomeriggio oscuro coronato dal rigore sbagliato da Icardi. Senza l’attaccante argentino, le alternative offensive non si accendono. Un solo gol segnato nelle ultime quattro partite giocate contro Juve, Pordenone, Udinese e Sassuolo testimonia un problema di prolificità evidente. Niente di drammatico, ma piccole crepe si intravedono nel muro nerazzurro in chiave scudetto.
4 – La strenna del Chievo – Che non vince in campionato dal 25 novembre contro la Spal e ha collezionato tre sconfitte e un pareggio nelle ultime quattro giornate. Al Bentegodi la vittoria manca da quasi un mese e la classifica, da rassicurante che sembrava a inizio autunno, rischia di mandare di traverso il panettone a Maran. Con Sorrentino che alterna prestazioni da supereroe Marvel a giornate nelle quali passa a raccogliere palloni nella propria rete.
4 bis – La Roma e gli scontri diretti – Traversa di Florenzi e Schick ipnotizzato davanti al portiere farebbero pareggio, in un mondo ideale. Ma questo universo è bianconero e la Roma allo Stadium dal 2012 non fa altro che collezionare sconfitte. Che peraltro si sommano a quelle, nel girone di andata, contro Inter e Napoli. Ovvero 0 punti contro le tre squadre che la precedono in classifica. Sono sconfitte che faranno la differenza in primavera in ottica scudetto. E confermano insieme la bontà della squadra di Di Francesco e al tempo stesso il processo non ancora completato per diventare competitiva al massimo livello.
3 – Gli intoppi dei granata – Il Torino proprio non ce la fa a trasformare le scintille prodotte all’Olimpico in un’accelerazione poderosa. Aveva battuto la Lazio ed è stato travolto dal Napoli. Ha eliminato la Roma dalla coppa Italia e spreca una doppia magia di Iago Falque facendosi recuperare due gol sul campo della Spal. La squadra di Mihajlovic non vince due partite consecutive dal 10 settembre contro Sassuolo e Benevento. La svolta non arriva.
2 -Le uscite di Zenga – Diciamoci la verità, Zenga come portiere e come allenatore ha delle lacune quando esce. In porta ci fece perdere un mondiale nel ’90 e sulla panchina del Crotone finora in due uscite lontano dallo Scida ha collezionato due sconfitte. Di misura a Sassuolo, fragorosa all’Olimpico contro la Lazio. L’equilibrio non è mai stato il suo pezzo forte. Ora Spal e Crotone sono appaiate a 15 punti e il girone di ritorno, in chiave salvezza, sarà da brividi.
1 – Il buio di Lopez – Ecco un’altra squadra che non ricorda più il sapore della vittoria. Il Cagliari ha perso quattro delle ultime sei partite, le ultime due consecutive di misura contro Roma e Fiorentina, non segna dal 9 dicembre contro la Sampdoria e non vince dal 19 novembre sul campo dell’Udinese. Per ritrovare una vittoria casalinga bisogna risalire al 5 novembre, 2-1 sul Verona, sull’isola si andava ancora al mare. Urge svolta prima di Capodanno.
0 – Il carbone del Milan – Anche se le feste devono ancora cominciare, la calza rossonera è già piena. E dentro non ci sono dolci. Dopo il 3-0 in casa del Verona il 2-0 incassato a San Siro dall’Atalanta è forse il capitolo che chiude il libro di questa stagione. Zero gol segnati e 5 incassati nelle ultime due giornate, nonostante il cambio in panchina, la cena di Natale annullata, il ritiro ad libitum. Anche l’Europa League scompare dal radar e non è detto che vi ricompaia. Cocci dappertutto e nessuno sembra avere la colla per rimettere insieme i pezzi di un campionato sciagurato.





