
Roma Kolarov piega l’Atalanta e regala ai giallorossi una settimana tranquilla.
Tra una pessima punizione calciata sulla barriera e il primo gol della stagione che ha spalancato le porte a un preziosissimo colpo esterno balla l’idea degli atalantini di saltare per evitare il colpo a giro sotto la traversa.
Tra una convincente prova difensiva esterna dopo il disastro di Vigo e la solita Roma che si ritrae nella propria metà campo per incassare il gol del pareggio allo scadere, ballano i 5 centimetri che impediscono a Ilicic di bucare Alisson a un passo dalla riga di porta.
All’esordio i giallorossi passano a Bergamo senza lo straccio di un tiro in porta e un po’ devono ringraziare la Dea, non solo quella bendata. Una settimana a parlare dei dogmi di Di Francesco, della sua deriva zemaniana che avanza la linea difensiva a metà campo, pressa per 90 minuti e poi viene umiliata dal Celta Vigo in trenta minuti da incubo.
A difesa del territorio ti aspetti una Roma propositiva ma fragile, spavalda ma morbida dietro e ti ritrovi a commentare la prestazione più cinica degli ultimi dieci anni della società giallorossa.
Con Defrel terzino destro aggiunto a sostegno di Bruno Peres per contenere il Papu Gomez, con Dzeko sacrificato alla difesa di ogni pallone rilanciato nella metà campo nerazzurra e gli inserimenti intermittenti di Strootman e Nainggolan, i due più in difficoltà nel trovare un equilibrio efficace tra i movimenti richiesti da Di Francesco e le letture contingenti delle fasi della partita.
Eppure, alla vigilia della prima casalinga che sabato testerà le ambizioni dei giallorossi al cospetto di Luciano Spalletti, la Roma è tornata da Bergamo con tre punti fondamentali per lo sviluppo della squadra, la fiducia dell’ambiente, la crescita individuale di qualche elemento perennemente in discussione. Tra questi Juan Jesus, inatteso Mvp all’esordio e colonna portante di una retroguardia che ha ballato solo negli ultimi dieci minuti, con Manolas terzino destro e la benzina esaurita.
L’ambiente capitolino già si era fatto incandescente, con Di Francesco già sulla graticola e dubbi sparsi su tutti i reparti, a cominciare da Alisson. Ecco perché brutta, sporca e cattiva, la Roma di Bergamo ha completato una missione non impossibile ma tutt’altro che scontata. Basta ricordare quanto accaduto nelle scorse stagioni sul campo dell’Atalanta, alla squadra giallorossa ma anche ad altre grandi.
Sabato l’Inter di Spalletti e servirà un’altra squadra con un’altra qualità complessiva, ovviamente, e forse qualche altro interprete. Ma questo è un altro discorso.









