
La Roma inceppata di dicembre, Schick ora è un problema?
Il 18 novembre 2017 la Roma si è inceppata, colta da vertigini nel momento più alto della sua stagione. Dalla fine del derby vinto con la Lazio, tre vittorie (due soffertissime per 1-0 con Qarabag e Cagliari), tre pareggi e tre sconfitte: indolore la prima con l’Atletico Madrid, inattesa quella col Toro che è costata l’eliminazione in Coppa Italia, pesante per la classifica quella di misura maturata al cospetto della Juventus. Nove partite, 8 gol fatti (ma tre con la Spal ridotta in dieci dopo dieci minuti) e 8 subiti, in pratica uno ogni 90 minuti.
In poche settimane, la squadra che nei primi mesi della stagione aveva impressionato per solidità ed equilibri, si è appannata, opacizzata, spenta, nel momento in cui col rientro di Schick sembrava sul punto di spiccare il volo.
E così ora la distanza da Napoli e Juventus si è ampliata e la Coppa Italia è svanita troppo presto. Un ridimensionamento inatteso e che può avere diverse chiavi di lettura. Si è nuovamente spento Edin Dzeko e paradossalmente i tentativi di inserire Schick, ancora in evidente ritardo di condizione, hanno frenato la fluidità della manovra giallorossa. Che ora segna pochissimo e costruisce meno. Aggiungeteci qualche legno, gli errori clamorosi sottoporta e le acrobatiche parate di piede di Sorrentino, Szszesny e Consigli e il quadro è completo.
Va ritrovata brillantezza fisica, in queste settimane di pausa, e va trovata velocemente una collocazione credibile a Schick, che finora largo a destra ha mostrato solo impacci. Pasturando zone di campo non di sua competenza, sbagliando scelte e misure, sbattendo addosso a Dzeko spesso e malvolentieri. Mentre col Liverpool Salah viaggia a una media di un gol a partita, la Roma fatica a trovare un partner o un’alternativa al proprio centravanti bosniaco. Sempre più solo. Sempre più malinconico.
Monchi ha ammesso di aver scelto Schick in estate senza badare troppo alla tattica, perché quando hai la possibilità di portare a casa un campione lo fai e poi un modo di farlo giocare lo trovi sempre. Due problemi. Schick non ha ancora dimostrato di essere il top player da 40 milioni di euro e, soprattutto, la coesistenza con Dzeko sembra a oggi improponibile.
Sabato arriva l’Atalanta e sarà fondamentale andare alla pausa con qualche certezza ritrovata. Un altro passo falso sarebbe davvero complicato da digerire per tutto l’ambiente giallorosso.







