
‘Na Manica de Nzonzi.
La sensazione a fine partita, ma anche prima del gol di Cutrone, era questa, guardando gli undici in maglia gialla. ‘Na Manica de Nzonzi.
Perché complessivamente a San Siro puoi sempre andare e perdere ma questa volta la sconfitta, meritatissima, è l’aspetto meno avvilente dell’imbarazzante avvio di campionato della Roma. Insieme alla classifica, che tutto sommato è benevola per una squadra che a Torino ha vinto al 90’, con l’Atalanta ha rischiato di chiudere il primo tempo sull’1-5 e ieri ha perso meritando di perdere. Per non parlare dei gol annullati dalla VAR a Iago Falque e Higuain per uno scarpino in fuorigioco.
Il più in confusione sembra proprio Di Francesco, che con l’Atalanta ha dato un pugno alla panchina e ieri ne ha dato un altro più doloroso al proprio credo calcistico. Difesa a tre mai provata nelle amichevoli, centrocampo a due con Nzonzi in debito di ossigeno (“Non ha 90 minuti nelle gambe” ma poi non esce…), Pastore preso per fare la mezzala da trequartista e Schick accanto a uno Dzeko che sbuffa perché sente i propri piedi pestati. Nessun “velocista” in campo, preparazione fisica da Ufficio Inchieste e tirata in ballo proprio da Di Francesco, una squadra senza capo né coda, che non cambia mai passo, non dà mai un segnale di vita, subisce 26 tiri e se procura 6, è lenta, apatica, insopportabile anche negli atteggiamenti.
E meno male che Monchi aveva virtualmente chiuso la campagna acquisti a giugno, consegnando la squadra a Di Francesco con largo anticipo. Meno male che quest’anno il ritiro era stato pensato nei dettagli, prima a Trigoria e poi negli Stati Uniti. Meno male che l’organico era stato smantellato e rimodellato per renderlo più congeniale al calcio di Di Francesco.
Lo sconcerto più cupo aleggia sul popolo giallorosso, anche perché se da una parte la consapevolezza è che questa Roma sia talmente brutta da non poter essere quella vera, dall’altra il sospetto che la scelta di rinunciare a gente di spessore e personalità sia stata un’immensa sciocchezza. Olsen spaventa compagni e tifosi ogni volta che il pallone gravita dalle parti dell’area giallorossa, Cristante è indietro, Pastore impalpabile e gli altri finora sono quelli della passata stagione. Anche se non sembrano. A cominciare da Fazio, che gol a parte è stato preso in giro per 180 minuti dagli attaccanti di Atalanta e Milan.
Ora il calendario sorride alla Roma. Chievo e Frosinone in casa e in mezzo il Bologna, prima del derby. Meno male che qualcuno sorride…







