LBJ segna sulla sirena il canestro della vittoria, avanzano i Rockets

LeBron James è padrone della notte, 44 punti, stoppata e tripla decisiva per dare ai Cavs il 3-2 sui Pacers. Vincono anche Raptors e Thunder, i Rockets con un altro terzo periodo devastante eliminano 4-1 i Wolves

I risultati della notte NBA.

Cleveland-Indiana 98-95 (3-2)

I soliti Cavs, il solito LeBron James. Gara 5 è lo snodo fondamentale della serie e Cleveland sembra farlo suo con un terzo periodo da 32-17 nel quale va avanti di dodici e sembra un quarto periodo tranquillo per la Quicken Loans Arena. Ma i Pacers non si arrendono, sfruttano l’intermittenza dei padroni di casa e a 33 secondi dalla sirena pareggiano 95-95 con un canestro di Sabonis. Torna in scena LBJ che prima stoppa il probabile tiro della vittoria di Oladipo a 3.3 secondi dalla sirena (con conseguenti polemiche perché la palla sembra toccare il tabellone prima della stoppata e sarebbe stata interferenza) e poi esattamente allo scadere del tempo confeziona la tripla della vittoria. Dimostrazione di onnipotenza dentro una notte da 44 punti, 10 rimbalzi, 8 assist e 14/24 dal campo. A parte Korver (19 punti, 6 rimbalzi e 5/9 dall’arco) e Love (11 punti e 10 rimbalzi) è una vittoria quasi esclusivamente firmata dal re e Indiana la rimpiangerà a lungo soprattutto per il 30% dall’arco e la pessima notte in attacco di Oladipo (12 punti con 2/15 al tiro e 1/7 da tre). Sabonis si conferma uomo di rotazione pregiato (22 punti, 5 rimbalzi, 2 assist e 8/12 dal campo). Con il loro attaccante di riferimento fermo a 12/50 nelle ultime tre partite i Pacers provano ad allungare la serie sul proprio parquet, ma il numero 23 dei Cavs continua a dimostrare che può vincere anche da solo.

Toronto-Washington 108-98 (3-2)

Altra serie che continua a vedere rispettato il fattore campo, ma gara 5 è un lungo equilibrio spezzato solo nel finale da un 12-0 dei Raptors negli ultimi quattro minuti che manda la partita dalla parte dei canadesi. Qui è Delon Wright a segnare sette punti consecutivi (18 alla fine con 5 rimbalzi e 2 recuperi) e completare il lavoro di DeRozan (32 punti e 12/24 dal campo) e Lowry (17 punti e 10 assist). I padroni di casa tirano con il 44% da tre e i Wizards soltanto con il 19.2% ma dominano a rimbalzo prima di rovinare un piano gara perfettamente eseguito tirando 8/24 nell’ultimo periodo. Nel momento in cui si potrebbe decidere la stagione mancano Wall (26 punti, 9 rimbalzi e 9 assist ma 0/4 dall’arco e 7 perse) e Beal (20 punti e 3 assist con 8/20 al tiro) in una serata in cui solo Gortat (10 punti e 12 rimbalzi) ha continuità offensiva. La capitale ha Morris e Oubre Jr che insieme tirano 5/19 dal campo e si perde ancora una volta nel momento chiave. Anche in questo caso gara 7 è una soluzione probabile.

Houston-Minnesota 122-104 (4-1)

I Rockets approfittano del ritorno al Toyota Center per chiudere il discorso con i Wolves e aspettare di sapere chi affronteranno tra Jazz e Thunder. La resistenza di Minnesota dura il primo tempo, poi come in gara 4 è il terzo periodo a fare la differenza. Houston lo chiude 30-15, segna 37 punti nell’ultimo quarto e gli ospiti non trovano antidoti efficaci in area e sul perimetro. Ancora una volta James Harden ci mette l’autografo (24 punti di cui 15 nel solo terzo periodo con 12 rimbalzi e e 2 stoppate) e Capela completa l’opera vicino al canestro (26 punti e 15 rimbalzi). I Rockets, che la scorsa stagione ai playoff faticavano a segnare da tre, mandano a bersaglio 18 triple e ne hanno segnate più di 15 in quattro partite della serie, con Gordon (19 punti e 3/7 dall’arco), Tucker (15 punti e 5/7) e Ariza (16 punti e 4/7) che compensano lo 0/8 di Paul (12 punti e 9 assist). La squadra di D’Antoni tira con il 51.1% dal campo, perde solo 4 palloni e i Wolves perdono partita e stagione nella propria metà campo vivendo un’altra notte trasparente di Butler (8 punti e 4/10 al tiro in 30 minuti). Non basta Towns (23 punti, 14 rimbalzi e 4 assist) né un Crawford (20 punti e 8/10 dal campo) prolifico dalla panchina. I Rockets mettono il primo tassello verso una possibile finale di Conference contro i Warriors.

OKC-Utah 107-99 (2-3)

I Thunder annullano il primo matchpoint dei Jazz ma tornano dal baratro dopo essere finiti sotto 71-46 a inizio terzo periodo. Serve un enorme parziale di 37-22 e un secondo tempo da 66 punti segnati per completare la rimonta ed emergere nell’ultimo quarto, approfittando dei problemi di falli di Gobert (11 punti e 10 rimbalzi) e Favors (10 punti e 5 rimbalzi) che fino a quel momento avevano dominato in area. Utah è perfetta fino a metà del secondo tempo con Mitchell (23 punti ma 1/7 dall’arco) e Crowder (27 punti e 8 rimbalzi) che però esauriscono la spinta propulsiva e lasciano spazio a Westbrook e George. Il primo è devastante (45 punti, 15 rimbalzi, 7 assist anche se con 17/39 dal campo) e stavolta trova supporto dal secondo (34 punti, 8 rimbalzi e 12/26 al tiro). La vincono loro due con Carmelo Anthony ormai disperso nelle proprie incertezze (7 punti e 5 rimbalzi in 25 minuti) in una serata nella quale si tira come al solito con basse percentuali dal campo e i Jazz non riescono a chiuderla proprio nel momento in cui erano sicuri della qualificazione. Discorso rimandato a gara 6 sul parquet di casa.