I Warriors vincono anche a Toronto, Clippers e Lakers non si fermano più

I Warriors segnano 81 punti nel primo tempo, gestiscono il ritorno dei Raptors e vincono anche a Toronto, Clippers e Lakers vincono la quarta partita consecutiva

I risultati della notte NBA.

Toronto-Golden State 125-127

Emozioni all’Air Canada Centre. I Warriors che ritrovano Steph Curry giocano il primo tempo più prolifico della loro stagione, segnano 81 punti e all’intervallo sono avanti di 27 punti. Pare chiusa ma i Raptors in casa non si arrendono nemmeno ai campioni, segnano 71 punti nel secondo tempo e con un parziale di 36-19 nell’ultimo periodo tornano a contatto. Sul 123-122 firmato da un jumper di DeRozan sono Durant (25 punti e 6 rimbalzi) e Curry (24 punti e 9 assist) a firmare la vittoria con il contributo di Thompson (26 punti e 11/16 dal campo). I Warriors perdono Iguodala a fine primo tempo per un problema ai fianchi ma tirano con il 58%. Toronto ha un meraviglioso DeRozan (42 punti di cui 17 nel primo periodo) ma troppo poco dalla panchina, tira con il 32% dall’arco e perde la terza partita stagionale in casa.

San Antonio-Denver 112-80

Gli Spurs approfittano del momento di appannamento offensivo dei Nuggets, alla sesta sconfitta nelle ultime dieci gare, e dominano per 48 minuti dilagando nel secondo tempo con un quarto periodo da 30-11. La squadra di Popovich è 19-2 in casa, migliore record della Nba, sfruttando il migliore Leonard visto fino a questo momento (19 punti, 8 rimbalzi, 4 assist e 4 recuperi) e tirando con il 52.6% dal campo e con il 51.9% dall’arco. Denver non difende e non trova soluzioni offensive al di fuori di Jokic (23 punti, 9 rimbalzi e 7 assist), senza contributo dagli altri giocatori d’area e una panchina trasparente. Per i Nuggets il 34.9% dal campo, 7/28 dall’arco e un Lyles da 1/9 al tiro.

Charlotte-OKC 91-101

Gli Hornets non riescono a cambiare passo per avvicinare un posto ai playoff, ci riescono invece i Thunder nell’ultimo periodo con un parziale di 28-15 che decide la partita. Nel finale Charlotte si scioglie e con un parziale di 13-4 firmato da Raymond Felton gli ospiti si prendono la partita. Ma la squadra di Donovan continua a tirare male, il 40.2% dal campo e il 30.8% dall’arco, con il solito Westbrook (25 punti, 10 rimbalzi e 7 assist) e la solita fatica offensiva di Anthony (7 punti e 3/14 al tiro) e George (17 punti e 8 rimbalzi). Gli Hornets fanno anche peggio tirando con il 39.8% e fermandosi a 32 punti segnati nel secondo tempo. Walker (19 punti e 3 rimbalzi) e Howard (11 punti e 17 rimbalzi) non sono in grado da soli di sopperire all’assenza di una panchina incisiva e in casa adesso Charlotte è 11-12.

Washington-Brooklyn 119-113 OT

Anche i Wizards di questi tempi non sono brillanti e hanno bisogno di un overtime per piegare i Nets alla Capital One Arena. La partita la spedisce al supplementare Quincy Acy con una tripla a nove secondi dalla fine ma nella continuazione Brooklyn segna appena 6 punti e si arrende a una sfuriata di Beal (24 punti e 3 recuperi) e Wall (17 dei suoi 23 punti tra secondo tempo e supplementare, record stagionale eguagliato con 17 assist). La capitale rischia di sprecare tutto con un quarto periodo spensierato difensivamente nel quale concede 33 punti ma i Nets non ne approfittano tirando 12/43 dall’arco e trovando poca precisioni dagli uomini del perimetro (Dinwiddie e Crabbe chiudono con 9/31 dal campo). Il solo Hollis-Jefferson è prolifico in area (22 punti, 4 rimbalzi e 7 assist) e per la prima volta in stagione Washington vince al supplementare.

Chicago-Detroit 107-105

I Bulls festeggiano il ritorno di Zach LaVine (14 punti e 2 assist in 19 minuti) e la vittoria con una giocata decisiva di Markkanen (19 punti e 4/7 dall’arco) che a un minuto dalla fine segna il decisivo 106-105. I Pistons non riescono più a segnare e il risultato lo sigilla Dunn (18 punti, 8 assist e 3 stoppate), prima in lunetta e poi con la stoppata su Bullock che cercava il layup del supplementare. Chicago firma un nuovo record di franchigia con la diciassettesima partita consecutiva da almeno dieci triple a referto, Detroit ha poco dalle ali del quintetto, si appoggia ai soliti Drummond (21 punti e 15 rimbalzi) e Bradley (26 punti e 6/10 dall’arco) ma arriva stanca nel finale con una panchina ridotta a quattro uomini.

LA Clippers-Sacramento 126-105

I Clippers sono caldissimi, travolgono i Kings con il solito Lou Williams (26 punti e 4 recuperi) e con la quarta vittoria consecutiva, l’ottava nelle ultime dieci giocate, si portano 21-21 e vedono di nuovo i playoff. Per non farsi mancare niente la parte rossa di Los Angeles perde anche DeAndre Jordan, sostituito in maniera eccellente in quintetto da Reed (14 punti e 13 rimbalzi), ma ritrova Griffin (11 punti e 9 assist) e Teodosic (11 punti e 5 assist). I padroni di casa tirano con il 56.1% dal campo e Sacramento è alla quinta sconfitta consecutiva contro i Clippers, l’ottava nelle ultime nove partite giocate. Solo Cauley-Stein è efficace su due lati del campo in quintetto (23 punti, 13 rimbalzi, 4 assist) e al momento i Kings con 13-29 sono la peggiore squadra della Western Conference.

Dallas-LA Lakers 101-107 OT

Anche all’American Airlines Center serve un supplementare e alla fine i Lakers festeggiano la quarta vittoria consecutiva. E’ Julius Randle, nativo di Dallas, il protagonista dell’overtime con un rimbalzo offensivo e un canestro a 18 secondi dalla sirena decisivi per la parte gialla di Los Angeles. Per lui 23 punti, 15 rimbalzi e 9/15 dal campo in una partita a strappi nella quale i Lakers hanno poco dal quintetto a parte Caldwell-Pope (17 punti e 5 rimbalzi) ma ottime risorse in Kuzma (18 punti e 10 rimbalzi) e Clarkson (19 punti e 4 assist) dalla panchina. I Mavs pagano il 25.6% dall’arco e non riescono a chiudere la partita nonostante Smith Jr (23 punti e 3 assist) sia ispirato e un Ferrell (11 punti, 10 rimbalzi e 4 assist) illuminato in regia. I Lakers adesso sono 15-27.