Premier League, contratti e il nodo per la conclusione dei campionati

Come verrà risolto il nodo dei contratti che scadono il 30 giugno se si continuerà a giocare oltre quella data? Il piano della Fifa

La prima grande incognita del calcio dopo un mese di primavere nel 2020 è capire se le stagioni potranno essere riprese e rivedere il campo dopo la quarantena. Il secondo passo è capire in che modo i campionati possano essere portati a termine e non è solo un discorso legato alla salute e alla sicurezza di giocatori e staff ma anche contrattuali. Se si dovesse giocare oltre il 30 giugno, il che pare al momento più una certezza che un’ipotesi, bisognerà capire cosa succederà con tutti quei contratti, definitivi o prestiti, che scadono in quella data che rappresenta il confine tra la stagione appena conclusa e quella che sta iniziando. Questo in un periodo normale. Con l’eccezionalità dell’emergenza il rischio è che molte società possano andare incontro a contenziosi con i loro tesserati che vedrebbero scadere l’accordo il 30 giugno.

La Premier League

Il caso viene discusso in prima battuta dalle società di Premier League, che hanno valutato l’ipotesi di chiudere la stagione entro il primo luglio indipendentemente da quante partite si saranno giocate fino a quel momento. In Inghilterra diverse fonti riportano l’ipotesi che i club possano vedersi chiamare in causa (nel senso legale del termine) da alcuni giocatori in scadenza di contratto il 30 giugno. Alcuni dei quali, Pedro e Willian del Chelsea, Vertonghen del Tottenham, Fraser del Bournemouth e molti altri meno famosi, avrebbero comunque intenzione di lasciare il club in quella data, indipendentemente dalle indicazioni della Fifa sulla possibilità che gli accordi vengano prolungati oltre la naturale scadenza. Questo perché per quanto la Fifa cercherà accordi collettivi nell’ambito di contratti e stipendi con le federazioni nazionali o anche con i singoli club, tali accordi non sono vincolanti nei sistemi giuridici nazionali. La Fifa prevede la risoluzione di eventuali conflitti davanti ai propri organi giudicanti, ma il calciatori dal punto di vista del diritto al lavoro sono assoggettati ai paesi in cui giocano e possono rivolgersi al giudice del lavoro per risolvere un contenzioso. Confusione amplificata dal fatto che la legislazione specifica varia da nazione a nazione. Per questo la Premier League, per scongiurare il pericolo, potrebbe decidere di congelare la classifica al primo luglio o comunque dopo un numero minimo di partite che permettano al Liverpool di diventare ufficialmente campione, valutando per le restanti posizioni di classifica altri criteri come la media punti che abbiamo già esplorato per la Championship. La situazione non è chiara visto che nelle ultime ore dopo una riunione tra le squadre della Premier League è emersa l’impossibilità di tornare in campo prima di metà giugno e questo naturalmente significherebbe giocare oltre il primo luglio.

Le mosse della Fifa

La Fifa ha anche in ballo la questione del taglio agli stipendi dei giocatori e potrebbe valutare una scrittura privata tra calciatori e società per risolvere eventuali conflitti. Un’altra mossa della Fifa potrebbe essere quella di permettere a chi voglia svincolarsi dopo il 30 giugno di farlo liberamente, ma con la condizione di potere tornare a giocare soltanto all’inizio della nuova stagione. Stesso discorso per i giocatori in prestito. Società e atleti potrebbero trovare un accordo per allungare il prestito fino al termine del 2019-20 (in una sorta di messa in coda dei mesi eccedenti che si sta vedendo tra palestre e iscritti nel periodo in cui le prime sono chiuse e impossibilitate a erogare il servizio), ma se un giocatore vorrà uscire dal prestito alla scadenza naturale potrà farlo ma senza potere giocare per la società di appartenenza prima della prossima stagione. Questa strategia della Fifa è volta di fatto a scoraggiare i giocatori ad andarsene prima che i campionati siano completati, anche per evitare di falsare le competizioni con le rose delle squadre soggette a cambiamenti in corso. Nel caso in cui invece si tornasse a giocare dopo l’estate la Fifa potrebbe autorizzare una finestra di mercato con i campionati in corso, non diversamente da quello che succede a gennaio.