
10 – Ezekiel Elliott – I Dallas Cowboys hanno fatto bingo. Sono bastate dieci partite per capirlo. Ezekiel Elliott, il rookie running back selezionato da Ohio State, non solo si è preso la squadra, ma domina gli avversari. Nessuno come lui fino ad ora, più di 1000 yards corse in dieci gare, più di 200 solo nella partita di ieri, condita anche da tre touchdowns. Non a caso Dallas vola, e si coccola il suo esordiente preferito.
9 – Tennessee Titans – La piacevole sorpresa del 2016 è ormai Tennessee. Quando segni 47 punti ai Green Bay Packers e ti rimetti in carreggiata per i playoffs meriti solo applausi. Una squadra che finalmente funziona, dalle corse, alla linea offensiva ma soprattutto, al quarterback. Marcus Mariota è l’uomo giusto che cercavano a Nashville, e, come dimostra la sua precisione letale quando si tratta di mettere punti sul tabellone (nelle ultime 20 yards di campo l’ex Oregon ha lanciato 12 touchdowns a fronte di 0 intercetti) i Titans adesso ci credono sul serio, per i playoffs.
8 – L’intercetto di Kiko Alonso – Un pò di gloria per un giocatore molto talentuoso quanto fragile. Kristian Alonso ha di fatto chiuso il match tra Chargers e Dolphins con un intercetto ritornato in end zone che ha sbloccato una partita ferma sul 24 pari. Dopo le ottime cose mostrate a Buffalo, diversi infortuni lo hanno fatto cadere in disgrazia, e dopo un anno tra alti e bassi a Philadelphia, il 47 sembra aver trovato la sua dimensione nella difesa dei Dolphins, che ieri ha rivisto a sprazzi il talento di questo linebacker.
7 – Dan Bailey – I kicker fanno notizia solo quando sbagliano, e mai quando fanno il loro lavoro. Il kicker di Dallas è “l’affidabilità” in persona, essendo, statistiche alla mano, uno dei migliori nella storia della NFL, per percentuale realizzata di field goals. Nella vittoria dei Cowboys contro gli Steelers, il suo contributo è passato molto inosservato, ma quei tre calci, di diversa difficoltà ciascuno, hanno permesso all’America’s team di rimanere in carreggiata e poi eventualmente vincere.
6 – Houston Texans – La squadra texana sta facendo quello che ogni altra squadra nella loro posizione dovrebbe fare; vincere la division. Probabilmente l’AFC South è la peggiore division al momento, e i Texans stanno amministrando la situazione, non sembrando nè troppo forti, nè troppo deboli. La perdita per tutta la stagione di JJ Watt è un duro colpo, ma finchè Osweiler & co. vincono le partite da vincere, nessun problema. Il discorso sarebbe da fare su “perdono le partite da perdere…..”
5 – Le conversioni dei Pittsburgh Steelers – Chi è tifoso giallonero lo sa, a Mike Tomlin ogni tanto piace rischiare. E dunque perchè calciare per un punto dopo il touchdown, quando posso farne due giocandomi un’azione? Discorso logico, se lo si prova una o due volte. Ma quattro, tutte nelle stessa partita, è esagerato. E infatti quello “0-4” sulla voce “Two point conversions” è un indiretto motivo della sconfitta degli Steelers. Potevano essere otto punti in più, e invece si son rivelati quattro punti in meno. E intanto Baltimore vince….
4 – Philip Rivers – Quattro come gli intercetti di Rivers contro Miami. Non è la prima volta che il 17 perde da solo le partite, perchè quelle quattro palle consegnate ai defensive backs dei Dolphins sono sanguinose, una più dell’altra. La pick six di Alonso è solo la ciliegina sulla torta in una giornata totalmente da dimenticare per i fan di San Diego. Ennesima gara che, con qualche accortezza in più, si poteva tramutare in vittoria.
3 – Il giocattolo di Carolina – Forse si è rotto. La squadra da 15-1 è stata l’eccezione. Neanche noi ci crediamo; i Panthers sono a un passo dal non fare i playoffs. Avrebbero dovuto vincerle tutte, ma il KO contro Kansas City li mette in condizione di dover vincerle veramente tutte da qui a gennaio. Abbastanza impensabile, per ciò che hanno dimostrato questa stagione. Rimarrà come uno dei tracolli più evidenti della storia nella NFL.
2 – Blake Bortles – Dietro al fallimento dei Jaguars c’è anche lui. L’uomo dall’intercetto facile. Almeno un intercetto a partita Blake ce lo regala, sempre. E non sarà forse un caso se è secondo nella lega per intercetti lanciati, dietro all’ormai panchinato Fitzpatrick nei Jets? Quello che doveva essere l’uomo della provvidenza a Jacksonville, non è certamente aiutato dal sistema, e per il momento ogni sua decisione sbagliata si paga caro, parlando di vittorie/sconfitte. Next year, Blake. Forse.
1 – La sfida tra Jets e Rams – Non si sa se è demerito degli attacchi o merito delle difese. Il 9-6 tra Rams e Jets non ha visto neanche un touchdown segnato. E’ stata una grande sfida tra kickers, con quello dei Rams, Zuerlein, a prevalere. Difese a dir poco perfette, non c’è che dire, ma gli attacchi dove son finiti? Nelle mani dell’esordiente Bryce Petty e dell’eterna riserva Case Keenum. Allora non è il caso di stupirsi poi così tanto……
0 – Il ruolo di Jay Cutler – Eppure senza di lui i Bears qualcosa hanno combinato. Poi è tornato e…..niente, Chicago ha perso di nuovo. Partita orribile dell’uomo ricoperto d’oro e invocato anni fa come possibile trascinatore dei Bears. Due intercetti, una palla persa, e Chicago sprofonda ulteriormente in classifica. Non c’è da lamentarsi, in fondo è la squadra più giovane della NFL, ma se le partite vengono perse dall’uomo più esperto, allora qualcosa non va. Si chiama Windy City non per nulla, sarà che il vento dovrà portare qualche nuovo quarterback in Illinois?





