
I Cavs dovevano al mondo una risposta: la Finale 2016 può essere almeno equilibrata come quella del 2015? La risposta l’hanno data i Warriors: no. Almeno non quando si gioca a Oakland. Golden State smantella ciò che rimane dei Cavs e il +33 finale dimostra chiaramente quale sia il divario esistente oggi tra Est e Ovest nella Nba. Gli ospiti resistono un tempo (52-44 all’intervallo) ma a fine terzo periodo Golden State è già a +20 e scorrono i titoli di coda.
E il bello è che i campioni continuano a fare a meno di Steph Curry, che stavolta è stato frenato nel minutaggio da problemi di falli. Continuano ad avere in Iguodala uno specialista difensivo come nessun altro e stavolta trovano in Draymond Green il protagonista di giornata: per l’ala 28 punti, 7 rimbalzi e 5 assist e c’è ancora un Leandro Barbosa chirurgico dalla panchina. E quindi è una notte nella quale gli Splash Brothers possono permettersi per la seconda partita consecutiva di rimanere sotto i venti punti segnati (Curry 18 con 4 triple in 24 minuti, Thompson 17, insieme combinano per 8/16 dall’arco). Ma la chiave principale, come dichiarato da coach Steve Kerr, è la difesa: se i Warriors tengono Cleveland a 77 punti in 48 minuti con 18 perse e dominando a rimbalzo, la finale è già finita.
Anche perché non soltanto i Cavs continuano ad avere briciole dal cast di supporto (solo Jefferson, 12 punti e 5 rimbalzi, ha dato un contributo credibile dalla panchina) ma stavolta hanno perso anche il contributo dei Big Three: Kyrie Irving annega in 3 palle perse e 5/14 al tiro, Kevin Love si procura una commozione cerebrale nel terzo periodo e rischia di saltare la prossima partita, dopo che in 20 minuti aveva prodotto 5 punti e 3 rimbalzi. In questo deserto, anche LeBron James predica a metà: arriva ancora una quasi tripla doppia da 19 punti, 9 assist e 8 rimbalzi, ma è impossibile anche per lui vincere da solo, contro questi Warriors, con questi compagni: sono le sue 7 palle perse l’indice di un giocatore che proprio non riesce a coinvolgere il resto della squadra.
Gara 3 a questo punto diventa decisiva: il pubblico dell’Ohio e la disperazione dell’ultima chiamata fanno sì che questo sia il vero snodo della serie. Anche per i bookmakers, che nonostante il dominio assoluto dei Warriors quotano in leggero vantaggio i Cavaliers.
Qui le quote aggiornate per gara 3.







