Inter, fine del sogno Champions League?

Vittoria meritata della squadra di Spalletti, più forte e matura dei nerazzurri che però non hanno giocato al meglio le loro carte

Due missili scagliati da Radja Nainggolan si abbattono sui sogni di Champions League dell’Inter di Pioli, sconfitta a San Siro dalla Roma per 3-1.

Sono i giallorossi quindi ad approfittare del passo falso del Napoli, ipotecando il secondo posto e restando, solitari, in scia alla Juve, seppur nettamente staccati.

Classifica Serie A dopo 26 giornate

Inter sesta dopo 26 giornate

I nerazzurri ora sono sesti, sempre a sei punti dal terzo posto ma con il fiato del Milan sul collo e preceduti da Lazio e Atalanta.

Fine del sogno Champions League dunque? Non necessariamente. Napoli e Atalanta dovranno venire a Milano fra marzo e aprile, e lo stesso può dirsi dei cugini rossoneri, dato che giocheranno il derby di ritorno come squadra ospite. Resta anche lo scontro diretto con la Lazio, il 21 maggio all’Olimpico. Diciamo quindi che il traguardo è più lontano, che la salita si è fatta più ripida, ma la cima non è ancora un pallido miraggio.

Mi preoccupa però il fatto che le sconfitte dell’era Pioli siano arrivate tutte contro squadre di alta classifica: Napoli, Lazio, Juventus, Roma. Senza dimenticare il derby pareggiato in extremis.

Pioli: non si fa che parlare di lui è delle sue scelte di ieri sera. Normale che sia così. Ecco gli undici iniziali, nella grafica dell’account ufficiale del club nerazzurro su Twitter.

Le scelte di Pioli

E’ facile parlare dopo, ma questo non significa che non si possa fare. Bisogna però cercare di evitare il dopopalismo (nel gergo delle scommesse ippiche, identifica chi ‘spiega’ solo dopo che i cavalli hanno tagliato il traguardo, ossia dopo il palo).

Mi sono tenuto alla larga dalle chat e dai siti di riferimento della beneamata sino al tardo pomeriggio. Oltre che preso dal disappunto causato dal fatto che mi pioveva in casa, volevo anche evitare di leggere le solite cose. Oltrechè evitare certi gufi saccenti.

Ho appreso delle inedite scelte del nostro allenatore sul tardi. Le ho condivise: la difesa a tre non mi piace ma senza Miranda, e con un Dzeko così, era l’unica opzione logica. Ora i gufi saccenti criticano il povero Medel, ma del Pittbull non solo non hanno la grinta, ma nemmeno l’intelligenza. Nel primo tempo è stato uno dei migliori in campo, e il compito affidatogli non era certo dei più semplici. Lo ha svolto con arguzia, mettendo l’acume dove il fisico non poteva arrivare. Nel finale è franato sul gigante bosniaco causando il rigore che ha chiuso il match. Vero, ma la partita era ormai messa in un certo modo. Ha fatto qualche errore ma meno di molti altri.

Sta di fatto che difendendo a tre, e con due esterni che impiegati a tutta fascia soffrono e perdono di efficacia, l’Inter è stata nulla o quasi in fase di costruzione. Per larghi tratti della gara la squadra è stata infatti costretta al lancio lungo alla sperindio.

Brozovic osceno e chiaramente non pronto, sia di testa che di gambe. Non andava schierato. Capito l’errore, il tecnico ex Lazio lo ha cambiato con Eder, scelta anche questa nell’ordine delle cose.

Pioli ha perso il duello con Spalletti, non si discute, così come il pur ottimo Gagliardini quello con Nainggolan. Ma le scelte dell’allenatore nerazzurro avevano una logica. Non hanno pagato. Potevano essere fatte altre scelte, forse migliori? Può essere, ma dopo il palo, son buoni tutti.

Gagliardini, per me il migliore in campo insieme a Icardi, ha semplicemente trovato uno più forte e smaliziato di lui. Ci sta nel calcio, ci sta nella vita.

Essere forte non comporta necessariamente essere il più forte, o esserlo sempre.

Se non avesse causato il rigore, tra i migliori avrei messo anche Medel. I miei peggiori? Oltre a Epic Brozo indico Candreva, ma quella posizione è una mezza condanna per lui.

Conclusione: la Roma è più forte e matura, e l’Inter ha sbagliato partita. Non si sa come sarebbe finita se Pioli avesse fatto altre scelte, ma chi non ha capito quale tra le due squadre sia la più attrezzata meglio che si dedichi ad altro nella vita, perché per il pallone non è proprio portato.

Ci si è messo anche l’arbitro, con qualche svarione che ha favorito la Roma. Ma non abbiamo perso per colpa di Tagliavento.