
Gp Stati Uniti 2018 – La F1 in America per un triplo appuntamento tra Stati Uniti e Messico prima di spostarsi in Brasile e prima opportunità per Hamilton di chiudere matematicamente il discorso per il titolo grazie ai 67 punti di vantaggio su Vettel. Vediamo protagonisti e quote.
Il circuito
Il Circuito delle Americhe è stato disegnato dall’architetto tedesco Hermann Tilke e lo si vede anche dal disegno del tracciato. Suggestiva e tecnica la partenza, con il rettilineo iniziale che si impenna in salita e genera un tornante senza visuale che spesso è teatro di sorpassi e bagarre al via. Circuito medio veloce di 5513 metri, con curve veloce che ricordano Silverstone nella prima parte e due lunghi rettilinei. Finito di costruire nel 2011, è tracciato che ogni tanto in questa stagione è sottoposto a violente sferzate di vento o acquazzoni che possono cambiare le qualifiche e la gara. Qui come a Dubai e a Interlagos, si gira in senso antiorario. E’ circuito utilizzato anche dalla MotoGp proprio per le sue caratteristiche, le ampie vie di fuga e la carreggiata larga.
Albo d’oro
Agli albori della F1 si correva a Watkins Glen, negli anni Ottanta arrivò la moda dei circuiti cittadini. Prima Dallas, poi Detroit e Phoenix per tre stagioni ciascuna fino a un interruzione dal 1992 al 2000, quando lo scarso appeal degli americani verso il circus portò il mondiale lontano dagli Stati Uniti. Si provò in seguito ad abbinare la F1 a un simbolo delle corse a stelle e strisce, Indianapolis, correndo a metà sull’anello e in parte su un circuito costruito al suo interno. Andò avanti fino al 2007 e poi altri cinque anni di pausa. Con la costruzione del Circuito delle Americhe si è tornati in Texas, dove si corre dal 2012. E’ un circuito targato Lewis Hamilton. L’inglese qui ha vinto all’esordio, nel 2012, e poi nel 2014, 2015, 2016 e 2017 in epoca dominio Mercedes che ad Austin ha una striscia aperta di quattro vittorie consecutive. Con la vittoria dello scorso anno e contando anche il successo del 2007 l’inglese è il pilota più vincente negli Stati Uniti con sei vittorie davanti alle cinque di Senna e Schumacher. L’unica vittoria altrui sul circuito delle Americhe risale a Sebastian Vettel, che vinse su Red Bull nel 2013 in un tracciato sul quale hanno vinto solo campioni del mondo, lui e l’inglese.
I protagonisti
Quante possibilità ha la Ferrari di almeno ritardare la festa di Hamilton e della Mercedes per il quinto titolo mondiale? Il campione del mondo ha 67 punti di vantaggio e ne restano 100 da assegnare nelle ultime quattro gare. Significa che gli basterebbe guadagnare 8 punti su Vettel per confermarsi iridato con tre gare di anticipo. Vincendo e con un secondo posto del tedesco andrebbe a più 74 e non sarebbe campione per un punto. Lo sarebbe vincendo con Vettel terzo e perciò è chiaro che l’obiettivo Mercedes ad Austin è quello della doppietta, già vista a Sochi e a Suzuka.
Con queste premesse l’idea di una Ferrari competitiva per la vittoria è al momento puramente virtuale. La rossa ha vissuto un fine settimana terrificante in Giappone due settimane fa, con il disastro strategico in qualifica, la rabbia di Arrivabene e l’ennesima gara di rimonta rovinata da un nuovo errore di Vettel che continua a faticare nella lotta corpo a corpo in mezzo al gruppo. Con Raikkonen ormai immerso nel suo mondo solitario il cui futuro è Alfa Romeo, a Maranello al momento hanno una squadra a pezzi che ha poco fiuto al muretto, una monoposto in crisi nella gestione delle gomme a determinate temperature, due piloti emotivamente provati per motivi differenti e un futuro pieno di incognite.
La Mercedes ha risolto magicamente i suoi problemi con le gomme da Monza in avanti, Hamilton ha una striscia aperta di quattro vittorie consecutive, ne ha vinte sei delle ultime sette con il secondo posto di Spa e il suo quinto titolo è ampiamente meritato. Il dominio tedesco sta assumendo proporzioni che non si vedevano dal 2016 e lasciano interrogativi per la prossima stagione, con la Ferrari che di nuovo in autunno si è smarrita e la cui guida, dopo la scomparsa di Marchionne, sembra improvvisamente priva di un uomo forte nelle decisioni nevralgiche. Ad Austin si capiranno meglio anche i progressi della Red Bull, positiva in Giappone, e di Verstappen che continua a crescere nella gestione della gara anche se non si fa mancare alcune scelte impulsive (vedi contatto con Raikkonen alla S finale con cinque secondi di penalità) che ne condizionano le prospettive.
Aggiornamento 20 ottobre: Momento nero per Sebastian Vettel che nelle FP1 incappa nell’ennesimo errore della stagione, non rallenta come da regolamento durante il regime di bandiera rossa causata dalla necessità di pulire la pista dalla ghiaia e viene penalizzato di tre posizioni sulla griglia di partenza. Un altro regalo a Lewis Hamilton che vede avvicinarsi ulteriormente il quinto titolo mondiale.
Quote massime dei piloti principali
Le quote sono relative alle 3:45 del 20.10.2018 e potrebbero essere soggetto a variazione, consultare sempre il book di riferimento.
Gara
| Pilota | Bet365 | Matchpoint |
| Hamilton | 1.33 | 1.35 |
| Vettel | 7.00 | 6.00 |
| Bottas | 7.50 | 7.50 |
| Raikkonen | 19.00 | 16.00 |
| Ricciardo | 34.00 | 25.00 |
| Verstappen | 12.00 | 12.00 |







