
Gp Singapore 2017 pagelle – Per la F1 quattordicesima gara della stagione a Singapore.
PROMOSSI
- Hamilton – Battuto nettamente al sabato, i tecnici Mercedes lo informano che hanno installato un altro bottoncino magico sul cruscotto. ‘Spingilo al via e vedi che succede’ gli dicono prima della partenza. Lui lo fa e magicamente da quinto si ritrova primo mentre davanti si eliminano a vicenda alla prima curva. Il fattore C quest’anno lo sta non solo premiando, ma idolatrando. Al via si tiene lontano dai guai e firma l’unico sorpasso che conta, quello su Ricciardo che gli manda in discesa la gara. Doveva essere il fine settimana più difficile, ne viene fuori un cappotto da tre vittorie consecutive che lo porta a più 28 su Vettel.
- Ricciardo – Fa la strana coppia con Verstappen e lui è quello saggio e assennato. Quasi non si vede in partenza, si tiene lontano dai guai, capisce quando rischiare e quando è bene portare la macchina al traguardo in condizioni infide con la lattina altalenante che si ritrova. Si prende un altro podio e conferma di essere l’unico pilota Red Bull ad avere sale in zucca. La sua stagione silenziosa somiglia sempre di più a un capolavoro.
- Vettel – Per il capolavoro del sabato. Quando arriva a Singapore invece della solita Ferrari i meccanici gli fanno trovare la 313 di Paperino. Nella notte tra sabato e domenica la trasformano in un bolide che frantuma il record della pista, pole position di talento puro. Poi non ha colpe se il meteo come a Monza diventa il peggiore nemico della rossa generando pioggia per la prima volta nella storia del gran premio di Singapore. Ne ha qualcuna sulla partenza. Ma il suo mondiale adesso sarà un’odissea. ‘Shit happens’ è la sua chiosa. Però a senso unico nelle ultime settimane.
- Sainz (ma anche Palmer, Stroll e Vandoorne) – La lotteria orientale mette in mano il biglietto vincente a gente che in condizioni normali sarebbe rimasta in mezzo al gruppo. Il montepremi più corposo se lo prende Sainz che porta al quarto posto inaspettato la Toro Rosso ed è una posizione che vale milioni in prospettiva classifica costruttori. Anche Palmer e Vandoorne fanno il migliore risultato della stagione e Stroll dimostra che in condizioni difficile lui è saldo di mente e di piede.
- Lo scambio Renault-Honda – Alonso, come tutti i vecchietti presi dalla nostalgia, a un certo punto fa: ‘Non sarebbe bello avere il motore con il quale ho vinto i mondiali nel 2005 e 2006?’. Aggiungendo pure che se non lo accontentano se ne va davvero a giocare a tressette con i pensionati in Asturia. La McLaren lo accontenta e dall’anno prossimo monterà propulsori Renault mentre la Honda se ne va in periferia a fare danni che non intaccano il prestigio e l’onore alla Toro Rosso. Così in un colpo solo l’anno prossimo avremo ancora un pilota competitivo e forse una quarta scuderia in grado di giocarsela per qualche vittoria. Il che è notizia positiva.
BOCCIATI
- Verstappen – Non c’è verso, finita l’epoca dell’esaltazione verso il pischello che pareva Senna, è iniziata la fase nella quale se parte davanti rovina la gara a tutti. In Ungheria fu Ricciardo, a Singapore con un capolavoro genera l’autoscontro con le Ferrari alla prima curva che probabilmente indirizza indelebilmente il mondiale. La penalità ricevuta a Spa ha avuto lo stesso effetto che ha una ramanzina su un discolo recidivo. Voleva essere protagonista nella lotta iridata, finisce per condizionare quella degli altri. Non ha tutte le responsabilità, ma non può essere un caso se in mezzo ai grovigli più intricati ci finisce sempre lui. Qualcuno dovrebbe insegnargli che a volte il piede dall’acceleratore si può anche alzare e che farsi sorpassare non è uno sgarro inaccettabile, soprattutto dopo cento metri dalla partenza.
- Raikkonen e Vettel – Per onestà non è colpa solo del biondo se la partenza si trasforma in una corrida che ha le rosse come vittime. Il finlandese parte euforico come se invece che acqua piovesse birra, sceglie il giorno sbagliato per fare la migliore partenza della carriera e costringe Arrivabene a improvvisarsi imbonitore politico per lenire milioni di cuori rossi spezzati dal botto iniziale. Il tedesco chiude troppo presto la traiettoria ossessionato dall’idea di essere davanti alla prima curva, Verstappen ci si trova in mezzo. Tutti e tre hanno una parte di responsabilità. E la notte che doveva essere quella del sorpasso diventa quella del rimpianto che durerà mesi.
- Bottas – Finisce sul podio solo perché davanti fanno roulette russa ma stavolta si prende paga pesante da Hamilton in gara e in qualifica. Dove conta il manico più della vettura, non fa una bella figura. Secondo blackout della stagione proprio in concomitanza del rinnovo di contratto. Annacquato.
- Whiting e Fia – Un minimo di coerenza? A Monza qualifiche rimandate all’infinito perché le monoposto moderne sotto l’acqua non riescono a girare, a Singapore dove per la prima volta nella storia c’è pioggia in una gara notturna si parte regolarmente. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. E una parte di responsabilità se il mondiale viene deciso da circostanze del genere è anche sua.
- Massa – Senza pioggia che scombina le gerarchie, Massa e Stroll il sabato sembrano nonno e nipotino al parco a guardare girare le macchinine. Qualcuno li informa che a guidarle dovrebbero essere loro ma nel frattempo entrambi sono fuori dalla Q2 e il loro sabato dura quanto un ghiacciolo nel deserto. Ma il ragazzino la domenica prende punti, il brasiliano ne resta fuori e scalpita perché dopo essersi messo in pensione lo scorso autunno adesso ha scoperto che ci ha preso gusto e vorrebbe un altro anno di contratto. Alla Williams, dove hanno come sponsor Martini ma non sono completamente ubriachi, giustamente tergiversano.









