
Gp Brasile 2019 – La F1 si sposta a Interlagos per la penultima gara della stagione nella quale Hamilton ha chiuso il discorso per il mondiale su Bottas e la Ferrari cerca la reazione dopo la pessima prestazione negli Stati Uniti ma avrà Leclerc penalizzato di dieci posizioni in griglia. Vediamo protagonisti e quote.
Il circuito
Il circuito intitolato a Carlos Pace fu costruito a Interlagos, quartiere di San Paolo, nel 1940. La F1 ci sbarcò in pianta stabile nel 1990, dopo avere lasciato spazio a Jacarepaguà dal 1981, e non è più uscito dal calendario. Inizialmente apriva la stagione come prima o seconda gara del campionato, nell’ultimo decennio invece è stato spostato in autunno e prima di Abu Dhabi era il teatro dell’ultima gara stagionale. La configurazione sulla quale corre la F1 è lunga 4309 metri ed è uno dei tre circuiti del calendario sul quale si corre in senso antiorario insieme a Singapore e Austin. Tracciato che intervalla tre lunghi rettilinei tra la parte iniziale e quella finale, la parte centrale è guidata e ricca di chicane e curve a gomito che tendono a portare verso l’esterno le vetture. Per questo è richiesta un’aerodinamica efficiente ma anche la capacità di scaricare a terra i cavalli. Un circuito completo che piace ai piloti, anche se l’averlo spostato avanti nella stagione lo sottopone al rischio di veri e propri monsoni che ogni tanto condizionano qualifiche e gara.
Albo d’oro
A Interlagos nelle ultime stagioni si è parlato solo tedesco e inglese. Quattro delle ultime sei edizioni sono state vinte da un pilota teutonico: Vettel nel 2013 e nel 2017, Rosberg nel 2014 e 2015. Considerate le vittorie di Hamilton nel 2016 e 2018 e di Button nel 2012, due piloti britannici, l’unico pilota vincente in epoca recente di un’altra nazionalità è stato Mark Webber nel 2009 e nel 2011. E’ un tracciato sul quale non c’è mai stato un vero dominatore. Lo stesso Michael Schumacher è l’unico ad averci vinto quattro volte, ma due successi sono stati conquistati da tanti piloti. Da Felipe Massa a Juan Pablo Montoya, da Mark Webber a Mika Hakkinen passando proprio per Vettel e Rosberg. Il pilota con più vittorie nel Gp del Brasile è Prost con sei, ma solo l’ultima arrivata su questo tracciato, a Jacarepaguà le altre.
Ayrton Senna a Interlagos fu capace di vincere due volte. La prima indimenticabile nel 1991, quando aveva il cambio bloccato e si impose davanti ai suoi tifosi con i crampi alle braccia. La seconda nel 1993 dopo un’acquazzone iniziale. Per la Ferrari ricordi poco positivi. Nel 2006 arrivò la prima vittoria di Massa in terra brasiliana, ma la gara è ricordata per la grande rimonta di Michael Schumacher che non servì a conquistare l’ottavo mondiale dopo la rottura del motore in Giappone e il titolo andò per il secondo anno consecutivo a Fernando Alonso. Nel 2008 la grande illusione dello stesso Massa, che vinse la gara e arrivò ai box convinto di avere conquistato il mondiale salvo scoprire qualche secondo dopo che il sorpasso di un Hamilton in difficoltà a Glock nella penultima curva consentì all’inglese di arrivare quinto e di centrare il primo titolo della carriera. Una delle gare più drammatiche di sempre. E’ stata l’ultima vittoria di un pilota che non parlasse inglese come prima lingua. Anche nel 2012 fu giornata di pioggia e sfortuna per il Cavallino. Con Alonso in lotta con Vettel per il titolo, il tedesco al via si girò e fortunosamente non fu centrato dalle altre vetture. Rimonta, secondo posto che non serve ad Alonso e terzo titolo consecutivo con tre punti di vantaggio sull’asturiano. Ricordo dolce nel 2017 con Vettel che interrompe un digiuno lungo nove anni in un finale di stagione nel quale però è costretto ad arrendersi a Hamilton per il titolo mondiale.
Protagonisti e quote
La Ferrari ad Austin improvvisamente è ripiombata nelle incertezze di prima della sosta, a Budapest quando prese un minuto dalle Mercedes, distacco simile a quanto visto due settimane fa. La gara americana in tre giorni ha ricordato i motivi per i quali in questa stagione non c’è stata storia per il titolo. Problemi di affidabilità a entrambe le vetture, power unit di Leclerc il sabato e sospensione posteriore destra di Vettel la domenica, fatica nella gestione delle gomme e della media in particolare, mancanza totale di competitività in gara. Una batosta che dovrà essere cancellata in Brasile, in un fine settimana che per il francese parte già in salita. L’unità saltata nelle qualifiche negli Stati Uniti non può essere riparata e la sostituzione costerà a Leclerc dieci posizioni sulla griglia di partenza. Una necessità che si trasforma in opportunità per la Ferrari che avrà la possibilità di sperimentare soluzioni in ottica 2020.
Che sia stato solo un weekend negativo o il segnale di un malessere più diffuso si vedrà in Brasile e a Interlagos sarà la prima gara di Hamilton da sei volte campione del mondo. Ad Austin è stato Bottas a trovare un fine settimana da fenomeno ma il britannico ha vissuto un’altra gara di gestione illuminata con le gomme bianche, il segreto della Mercedes nella parte finale della stagione e un’altra interpretazione impeccabile di una giornata che partendo dalla quinta posizione poteva essere difficile. Fa impressione che in 19 gare siano arrivate nove doppiette della scuderia tedesca. Per batterla il prossimo anno servirà una Ferrari perfetta, obiettivo ancora lontano per la rossa che deve anche rispondere ai sospetti e alle polemiche generati intorno alla precisazione Fia sul flussometro del carburante che ha portato Verstappen a parlare apertamente di Ferrari che bara e generando la dura reazione di Binotto.
E’ in crescita costante la Red Bull con la power unit Honda sempre più consistente, della bontà aerodinamica della monoposto si sa da anni e a Interlagos la potenza e la velocità possono avere incidenza solo sul rettilineo finale. Verstappen potrebbe essere la mina vagante per pole position e vittoria senza dimenticare che Albon fuori dai riflettori sta vivendo una parte finale di stagione consistente che gli varrà la conferma per il 2020, l’ufficialità dell’accordo è arrivata in settimana. In crescita anche Renault e McLaren in lotta per le posizioni di rincalzo al podio, ma per la vittoria della gara non si esce dal sestetto dei tre top team.
Hamilton favorito per la vittoria a 2.37 davanti a Verstappen a 3.75 e Bottas a 4.00, più staccato Vettel a 6.50 e ovviamente Leclerc a 11.00.







