
In attesa di capire come Monchi e Pallotta decideranno di spendere i soldi sul mercato incassati con la cessione di Alisson e la beffa Malcom, la Roma ha sciolto una delle telenovela dell’estate. Alessandro Florenzi ha rinnovato fino al 2023 per una cifra superiore intorno ai 3 milioni, bonus compresi, e senza clausola rescissoria.
Rinnovo tutt’altro che scontato e siglato alla fine di una trattativa lunga e complicata, come ammesso da entrambi le parti. Di Francesco può così continuare a contare su un giocatore in ogni zona del campo, con la speranza che il rendimento di Florenzi sia migliore rispetto a quello intermittente della passata stagione, la prima dopo il doppio infortunio al ginocchio.
Anche la conferenza stampa non è stato il classico incontro celebrativo con la stampa, non sono mancate le spigolature. Negli ultimi mesi, infatti, il rapporto con parte della tifoseria giallorossa si è incrinato: nella prima amichevole dell’anno a Latina ci sono stati cori pesanti nei suoi confronti, chiamato “30 denari”. L’annuncio del rinnovo per altri cinque anni è arrivato a Boston, la città di James Pallotta. “Sono molto felice della decisione di Alessandro – ha commentato Monchi – Eravamo entrambi determinati a continuare insieme questa bellissima storia. Per noi non rappresenta solo un calciatore importante, è una delle nostre bandiere”.
Così Florenzi. “So di non essere Totti o De Rossi ma so che volevo restare alla Roma, rinunciando anche a dei soldi. Non posso piacere a tutti, ma io oggi sono felice. So che ci sono tifosi che pensano che io non dovessi rinnovare per le mie prestazioni dello scorso anno. E so che ci sono tifosi che non saranno felici a prescindere, sono state dette cose che mi hanno fatto male ma ad un certo punto mi sono detto: Alessà, non puoi piacere a tutti. Per me l’eredità di Totti e De Rossi non è un peso, anzi. Loro mi hanno insegnato tanto. So di non avere le qualità di Francesco o il carattere viscerale di De Rossi ma anche io ho sempre dato tutto per questa maglia e continuerò a farlo”.
Il ruolo non è e non sarà mai un problema Terzino destro fino a quando Karsdorp non torna al 100%, mezzala all’occorrenza, esterno destro nelle giornate in cui Di Francesco sceglierà un assetto più prudente. “Va bene tutto, anche portiere o magazziniere. È stata una trattativa lunga: da una parte avevo offerte con più soldi, ma ha vinto l’amore per questa maglia e questa città. Adesso penso solo a migliorarmi con la Roma, abbiamo lo stesso allenatore dello scorso e sappiamo cosa vuole, è un grande vantaggio. Chiedo solo un po’ di equilibrio. Abbiamo tanti giovani in gamba ora, troppi elogi e troppe critiche dopo due partite non fanno bene a nessuno”.









