Ferrari, perché Leclerc-Sainz è la scelta corretta

Dopo l'addio di Vettel è ufficiale l'arrivo di Sainz: perché la Ferrari affidandosi a Leclerc potrebbe avere fatto la scelta giusta

Proprio ieri avevamo riportato le quote del prossimo pilota Ferrari con Sainz ampiamente favorito. Non c’era motivo di dubitare della scelta dello spagnolo così come non era realistico immaginare una scelta potenzialmente rischiosa come Ricciardo, che infatti ha abbandonato la Renault per una McLaren in crescita, o un ritorno di Alonso che finché ci sarà Binotto a Maranello appartiene a un futuro distopico. Il cerino resta in mano a Vettel, che adesso ha soltanto la Renault come poco intrigante ultimo approdo a meno che Toto Wolff non decida di spargere pepe sul 2021 licenziando uno scudiero sicuro come Bottas per portare il tedesco sulla Mercedes a giocarsela alla pari con Hamilton. Ma non succederà. Comunque l’ufficialità è arrivata e il pilota di Madrid ha firmato con il cavallino un contratto inizialmente biennale per il 2021 e 2022. Queste le sue parole.

Sono molto felice di avere l’opportunità di correre per la Scuderia Ferrari dal 2021 in avanti e sono entusiasta pensando al mio futuro con questa squadra, ho comunque ancora un anno importante da trascorrere con McLaren Racing e non vedo l’ora di tornare a gareggiare in questa stagione‘.

E anche il commento di Mattia Binotto.

Abbiamo iniziato un nuovo ciclo che ha come obiettivo ultimo tornare al vertice della Formula 1, sarà un percorso lungo e non privo di difficoltà, soprattutto nello scenario di un quadro economico e regolamentare che sta cambiando in maniera repentina. Siamo convinti che una coppia di piloti ricca di talento e personalità come quella formata da Charles e Carlos, la più giovane negli ultimi 50 anni di storia della Scuderia, sia la miglior combinazione possibile per consentirci di arrivare agli obiettivi che ci siamo prefissati‘.

Il futuro

Al netto delle dichiarazioni di facciata, la svolta Ferrari è epocale e decisa. Tramonta l’epoca dei campioni del mondo trascinati sulla rossa puntando sul binomio dollari e tradizione. Non ha funzionato con Alonso che finì per spaccare la squadra tanto da rendere necessario il ritorno da emolliente di un altro iridato come Raikkonen, non ha funzionato con Vettel che doveva emulare Schumacher ma ha scoperto nel corso delle stagioni che il confronto con Hamilton era un pane troppo duro per i suoi denti. Perciò per la prima volta dal 2007 la Ferrari all’inizio della stagione 2021 non sarà guidata da un pilota che ha già conquistato un titolo in carriera, a meno che Leclerc non trionfi in quello che resta del 2020 (se ci sarà un 2020 e anche se ci fosse è difficile immaginare che si possa interrompere il dominio Mercedes). All’epoca furono Raikkonen e Massa i piloti ufficiali e il successo del finlandese, propiziato anche dalla guerra tra Alonso e Hamilton e dalla spy story che coinvolse la McLaren, è stato l’ultimo della rossa. Ci sono due considerazioni da condividere sulla base delle quali è possibile dire che la Ferrari ha fatto la scelta giusta. La prima. Per diverso tempo, dentro e fuori dal paddock, si è detto che rinunciare a un quattro volte campione del mondo come Vettel fosse un azzardo insostenibile, visto che la scuderia va in mano a un giovane talento che in carriera ha vinto solo due gran premi. Punto di vista rispettabile, ma che non prende in considerazione due elementi che fanno la differenza. Il primo è che Vettel nel 2022, quando con il cambio regolamentare potrebbero cambiare anche le gerarchie consolidate dal 2014 in pista, avrà 34 anni e Leclerc 24. E’ impensabile affidare a un pilota nella fase discendente della carriera il ruolo di prima guida in una nuova era regolamentare, soprattutto se ha già dimostrato di non riuscire a sostenere la pressione del ruolo. Se dovete giocarvi il futuro, lo mettete in mano a uno che ha dimostrato di non essere in grado di garantirvelo o a uno che ha le carte in regola per farlo? E’ certezza contro possibilità ed è logico andare con chi potrebbe riuscirci anziché con chi non ci è riuscito. Il secondo è che Vettel è un pilota di una generazione di piloti precedente a quella di Leclerc e Verstappen. Il mondo cambia velocemente, la F1 sempre di più, la Ferrari come la Red Bull va con i talenti migliori di questa epoca ed è una scelta lungimirante anche se rischiosa. Raramente una visione conservatrice paga. Nel 2006, nell’ambito della telefonia, tutti avrebbero investito per il futuro su Nokia e quasi nessuno su Apple e Samsung che facevano tutt’altro, ragionando con lo stesso criterio dei titoli mondiali di Vettel opposti alla scarsa esperienza di Leclerc. La storia ha dimostrato chi aveva ragione.

Le prospettive 2021

La seconda considerazione è che Sainz è stato scelto perché sembra disegnato apposta per fare da secondo a Leclerc. Ha esperienza con 102 gran premi disputati, conosce il circus perché ha guidato per Toro Rosso, Renault e McLaren, è veloce, è affidabile in gara, non è ingombrante ed è social con un ampio bacino di tifosi in Spagna (elemento che può non piacere ma che incide nelle scelte delle scuderie nella F1 contemporanea). Inoltre tende a essere più lento dei suoi compagni di squadra il sabato (battuto nel 52% delle qualifiche) ma più veloce la domenica. Leclerc ha già dimostrato di essere un purosangue del giro secco e per questo è facilmente ipotizzabile ritrovarlo spesso davanti a Sainz sulla griglia di partenza, con la possibilità di disegnare la strategia su di lui senza scontentare un ingombrante campione del mondo come Vettel. In altre parole la Ferrari si allinea alla strategia dominante nei top team in questa epoca storica. Sia Mercedes che Red Bull hanno una prima punta assoluta e incontestabile (Hamilton e Verstappen) e due scudieri a cui viene chiesto di fare gioco di squadra (Bottas e Albon) senza disdegnare di finire sotto i riflettori se capita la possibilità giusta. L’epoca delle due guide di alto livello e allo stesso livello non solo è finita, ma non ha praticamente mai pagato negli ultimi trenta anni (Prost e Senna dovettero essere separati in McLaren, Hamilton e Alonso durarono un anno, Leclerc e Vettel hanno già fatto scintille e nessuno dei due era in lotta per il mondiale). Per questo la scelta della Ferrari, anche se andrà di traverso a molti opinionisti, è lungimirante. Senza dimenticare che nella F1 contemporanea la macchina continua a fare la differenza. E che per vincere dal 2022 Leclerc dovrà avere quella migliore, o almeno alla pari con Mercedes e Red Bull. In caso contrario, anche i discorsi sul suo compagno di squadra diventeranno velocemente sterili.