Cinque sostituzioni, in che direzione sta andando il calcio?

Le cinque sostituzioni nel calcio diventano permanenti, dal Var all'allargamento delle rose in che direzione sta andando lo sport che conoscevamo?

In principio erano due. Poi sono diventate tre nel 1994, con l’obbligo che una di esse fosse riservata al portiere. Vincolo rimosso appena l’anno successivo. Le cinque sostituzioni sono nate come conseguenza del calcio che nell’estate 2020 riprendeva dopo la pandemia, con l’esigenza di giocare ogni due giorni in estate per completare i calendari interrotti a marzo e la necessità di utilizzare tutti gli elementi delle rose introducendo la regola dei tre slot più l’intervallo tra primo e secondo tempo.

Doveva essere un cambiamento momentaneo per tornare alle tre sostituzioni una volta finita l’emergenza, ma non soltanto indietro non ci si è tornati, le cinque sostituzioni sono diventate una costante delle ultime due stagioni ed entrano ufficialmente nel regolamento Fifa dop che l’International Football Association Board le ha approvate in maniera permanente. Una decisione che lascia spazio a diverse considerazioni.

In che direzione sta andando il calcio?

Naturalmente le cinque sostituzioni non sono servite soltanto a mettere in campo giocatori più freschi, potenzialmente dieci ovvero la metà di quelli presenti in campo, ma hanno avuto un effetto evidente sulle scelte tattiche degli allenatori e sui ritmi di gioco. Il motivo per cui diventano permanenti ha a che fare con una combinazione di calcio e affari più che di spirito del gioco, che obiettivamente era stato modificato con le tre sostituzioni e con le cinque viene stravolto.

Dall’estate 2020 in avanti, i calendari internazionali non hanno concesso soste alle squadre. I campionati che si erano conclusi in uno sprint di due mesi sono ricominciati a settembre, una volta finiti si sono giocati gli Europei e la Copa America e nella stagione 2021-22 è stata introdotta la terza coppa europea con la Conference League. Dal 2024-25 andrà in scena la nuova Champions League allargata, di cui parleremo in un articolo dedicato, e dal 2026 anche i mondiali vedranno allargare le squadre partecipanti a 48. Si gioca sempre di più in tutto il mondo e la direzione verso cui si sta andando è di aumentare ancora il numero delle partite, non certo diminuirlo. La dimostrazione plastica è la stagione 2022-23 che inizierà con una settimana di anticipo e finirà due settimane dopo il calendario tradizionale a causa dei mondiali che si giocheranno in Qatar. Se aggiungete che la Nations League è stata traslocata per quattro giornate a giugno, avrete che molti giocatori delle nazionali europee sono andati in vacanza dopo la metà del mese, più o meno quando le squadre che giocano gli Europei e i mondiali vengono eliminate nella fase a gironi, torneranno all’opera a metà luglio e saranno in campo tra campionati, coppe e mondiali per gli undici mesi successivi. La prossima stagione potrebbe essere la più condizionata di sempre non solo dagli infortuni, ma anche dalla stanchezza, dalla fatica, da uno stato di forma che può calare improvvisamente da una gara all’altro rendendo tutto più incerto, come si è visto proprio nella Nations League in questi giorni con le big del calcio continentale in crisi di autonomia fisica, di gioco e di risultati, ma anche meno divertente. Il tema dell’usura eccessiva dei giocatori, timidamente esposto ogni tanto più da preparatori atletici e medici che dai giocatori stessi, viene sostanzialmente risolto in questo modo da chi il calcio lo governa: più sostituzioni non per necessità come nel pieno della pandemia, ma per scelta. In questa direzione va anche l’allargamento delle rose a disposizione degli allenatori durante le partite che salgono da dodici a quindici e nei grandi tornei si potranno selezionare non più 23 ma 26 giocatori.

Un’evoluzione inarrestabile se pensiamo che in serie A un singolo giocatore di movimento veniva ammesso in panchina dalla stagione 1968-69 e che ai mondiali del 1970 le nazionali disponevano di cinque riserve e due cambi, ma mezzo secolo più tardi l’accelerazione potrebbe trasportare definitivamente il gioco in un’altra direzione nella quale sta già andando dal punto di vista tecnologico se pensiamo a come il Var lo abbia cambiato e a come potrebbe cambiarlo il fuorigioco semiautomatico probabilmente introdotto in Qatar. Se aggiungiamo che ciclicamente tornano le discussioni sulle rimesse laterali battute sui piedi invece che con le mani e l’intento dichiarato della Fifa di modellare i regolamenti per favorire gli attaccanti rispetto ai difensori, il calcio che conosciamo potrebbe cambiare ancora più radicalmente nei prossimi anni. Non è detto che sia peggio, ma è difficile stabilire con certezza che sia meglio.