
Il Var dal 2017 ha rivoluzionato il calcio che conoscevamo e se da un lato ha eliminato molte delle polemiche legate alle interpretazioni arbitrali più dubbie, dall’altro ne ha generate di nuove sul criterio con cui viene utilizzato (a dire il vero più nel campionato italiano che negli altri paesi) e soprattutto ha stravolto abitudini che sembravano ancestrali congelando spesso l’esultanza per un gol in attesa della convalida da parte dello strumento tecnologico. Circostanza che si verifica con più frequenza proprio quando si tratta di fuorigioco perché l’addetto traccia manualmente le linee sullo schermo e possono passare anche diversi minuti prima della verifica. Un ritardo che l’International Board voleva eliminare o comunque accorciare ed è stato già protagonista ai mondiali in Qatar. Ecco come funziona quello che possiamo definire un pacchetto evolutivo del Var e che dopo il torneo iridato esordisce nella Supercoppa italiana tra Milan e Inter prima di entrare in pianta stabile anche in serie A dalla prima giornata del girone di ritorno.
Come funziona il fuorigioco semiautomatico
Il sistema si basa su dodici telecamere posizionate intorno al campo per avere una visione completa di quello che accade in ogni parte del rettangolo di gioco. Ci sarà un’interazione con l’intelligenza artificiale che con un sistema di tracciamento scheletrico può monitorare 29 diversi punti del corpo di ogni giocatore per valutare la posizione e stabilire se sia fuorigioco o meno. Il passo avanti forse decisivo è che l’algoritmo è in grado di rilevare istantaneamente il momento esatto in cui viene effettuato il passaggio con un tempo di reazione di circa mezzo secondo per stabilire se sia fuorigioco o meno e informare l’arbitro, che rimarrà comunque l’unico uomo con il potere di prendere la decisione finale. L’intento iniziale è quello di accorciare al massimo a venti secondi le comunicazioni tra Var e direttore di gara e il sistema, anche se tecnologicamente molto più avanzato, ricorda il Gol Decision System che ha permesso di eliminare i gol fantasma mandando entro un secondo all’arbitro la conferma o meno della rete nei casi in cui esistono dubbi se il pallone abbia superato o meno la linea di porta. Ma come ha confermato anche il presidente della Fifa l’obiettivo a lungo termine è quello di rendere il calcio più spettacolare e offensivo e favorire la squadra che attacca. In questo scenario è allo studio anche una modifica della regola del fuorigioco che renda più semplice la definizione del suo criterio e potrebbe tornare a basarsi sul concetto di ‘luce’ tra attaccante e difensore, abolendo i fuorigioco millimetrici che sono un altro degli effetti collaterali dell’evoluzione del gioco.






