L’Italia delude a Groningen ma scopre Mannion, si riparte a settembre

Gli Azzurri cedono nettamente ai Paesi Bassi ma chiudono comunque il girone al primo posto, ora le sfide a Lituania, Polonia e Ungheria.

Il ko di Trieste con la Croazia di Bogdanovic e Saric, tra l’altro di misura e dopo essere tornati a contatto nel finale, ci poteva stare. Il -15 di Groningen no. Un passo falso che fa male da qualsiasi posizione lo si provi a guardare. Per la relativa (!) competitività degli avversari, squadra mediocre e che solo noi con una prestazione sciagurata siamo stati capaci di mettere in ritmo. Per le conseguenze su una classifica che resta bella ma certo meno incoraggiante di una settimana fa. Per l’approccio incomprensibilmente molle che ha permesso agli Orange di segnare 15 punti in 4 minuti, quando probabilmente un avvio autorevole avrebbe girato la sfida dalla parte dell’Italia.

Era l’ultimo giorno di scuola, lo sapevamo, e il rischio di una prestazione non esattamente gagliarda era dietro l’angolo ma gli Azzurri hanno esagerato per mollezza. Al punto che anche Meo Sacchetti ha perso la pazienza durante un timeout: “Un po’ di palle, ragazzi, stiamo giocando come i bambini del Minibasket”. La reazione però non c’è mai stata e ogni tentativo di riavvicinamento è stato affidato a soluzioni estemporanee, giocate individuali. Da salvare solo Burns nel primo tempo per l’intraprendenza offensiva e Awudu Abass, 18 punti e qualche lampo in attacco che ci ha riportato a contatto nel terzo quarto.

Discorso a parte merita Nico Mannion, a cui Sacchetti ha concesso 31 minuti. Meritatissimi, per la carica portata in campo dal figlio di Pace, l’unico a sbattersi ferocemente sui due lati del campo, pure tra tanti errori. Nico ha 17 anni e 3 mesi, era all’esordio con la Nazionale, in trasferta, e in una competizione internazionale, non in un All Star Game per beneficienza.

I numeri erano noti e sono stati confermati a Groningen, in prospettiva Mannion Jr. può diventare un crack per la nostra Nazionale. Dopo la presenza di oggi, tra l’altro, non potrà più scegliere gli Stati Uniti e forse è proprio questa l’unica notizia positiva della trasferta olandese.

Si riparte a settembre, per le sei sfide a Lituania, Polonia e Ungheria. Baltici a punteggio pieno, poi noi con 4 successi e tutte le altre con una vittoria da recuperare. Ne passano tre e i giochi sono decisamente aperti ma anche dopo il doppio ko degli ultimi 4 giorni gli Azzurri partono da una situazione privilegiata e anche il calendario sorride.

Esordio con la Polonia in casa e trasferta in Ungheria, con due vittorie l’Italia porrebbe una seria ipoteca sulla qualificazione al Mondiale 2019. A settembre probabilmente rivedremo in Nazionale qualcuno tra Hackett, Melli, Datome, Belinelli e Gallinari.

In ogni caso, chiunque giochi con la Maglia della Nazionale guardi la partita di oggi per capire come non bisogna scendere in campo. Il talento è fondamentale, anche nella pallacanestro, ma senza la faccia giusta non si va da nessuna parte e si rischiano figuracce.

Foto Ufficio Stampa FIP