
10 – Diego Costa e Willian – Ottava vittoria consecutiva per il Chelsea, ma soprattutto che giornata per i brasiliani dei Blues che, in onore della Chapecoense, segnano una rete a testa, piegano il City, e dedicano il gol ai connazionali scomparsi. Chirurgici. Diego Costa pareggia con una grandissima azione personale, mentre Willian capitalizza l’infallibile contropiede sviluppato dalla squadra di Conte.
9 – Bournemouth, che rimonta! – Sembrava il solito dominio Liverpool ed invece i tifosi del Bournemouth sono tornati a casa con un gran sorriso sul volto. I Cherries, sotto per 1-3 a mezzora dal termine, non solo la rimettono in parità con Francis e Cook, ma riescono addirittura a sbeffeggiare i Reds, segnando al 90’ inoltrato con Nathan Ake.
8 – El Nino Maravilla – Nella cinquina dell’Arsenal rifilata al West Ham, in cattedra ci è salito il cileno Alexis Sanchez. Una tripletta che corona una prestazione fuori dal comune e che proietta l’Arsenal secondo in classifica, sorpassando le sconfitte Man City e Liverpool. Tre centri mai banali e di una qualità che si vede veramente una volta ogni tanto; il vero trascinatore dell’Arsenal è lui.
7 – Christian Benteke – Anfield gli ha tributato fischi, ma l’ex Liverpool e Aston Villa si sta riscattando con la maglia del Crystal Palace, che su di lui punta eccome. Sette gol in dodici presenze, due dei quali son serviti per sbarazzarsi del Southampton tra le mura amiche di Selhurst Park. Il belga è anche l’autore della leggera risalita delle Eagles, ora non più in zona di bassa classifica.
6 – West Bromwich Albion – Ridendo e scherzando, il solido WBA occupa il settimo posto in classifica, ad un solo punto dal Manchester United. Senza nessun grande giocatore tra le proprie fila, i Baggies sono comunque reduci da una serie di risultati utili consecutivi, ultimo dei quali una bella vittoria sul Watford di Mazzarri. La forza del gruppo più che dei singoli, che per il momento porta i suoi frutti.
5 – Gli italiani del West Ham – Pensiamo a Paolo Di Canio, e a quanto ha fatto bene con la maglia degli Hammers in dosso. Se vediamo però le prestazioni odierne di Simone Zaza e Angelo Ogbonna con la medesima maglia, il divario è fin troppo evidente. I due ex Juve non stanno facendo per nulla la differenza in Premier League, e tra Zaza che vuole essere rispedito al mittente, e Ogbonna che è un eterno incompiuto, Bilic ha le sue gatte da pelare.
4 – Roberth Huth – Pilastro della difesa del Leicester, quest’anno il tedesco si rivela più lento del previsto, poco attento e lucido, men che meno reattivo. Il Sunderland vince grazie anche ad un suo autogol, che per inciso sblocca una partita ferma sullo 0-0. Rivedibile.
3 – L’occasione sprecata dal Liverpool – La sconfitta del Man City doveva essere di stimolo per Klopp e i suoi, che fino al 60’ hanno vinto una partita da vincere sul campo del modesto Bournemouth. I restanti trenta minuti hanno visto un replay della famosa partita contro il Crystal Palace, che mise nei guai il Liverpool di Rodgers che stava per vincere il campionato. L’incubo riaffiora, ma soprattutto non deve ricapitare.
2 – Incubo Fellaini – Il salvatore dell’Everton adesso gioca nello United. Nella faticosa trasferta di Goodison Park, Ibrahimovic stava consegnando la vittoria ai Red Devils, ma uno sciagurato fallo in area di Fellaini, peraltro appena entrato in campo, ha permesso a Baines di pareggiarla dagli 11 metri. Migliore regalo di così, l’ex Toffee davvero non poteva fare, e lo United ristagna.
1 – L’ironia di Guardiola – Il gesto dell’allenatore spagnolo che burla il direttore di gara Taylor non è passato inosservato. Un applauso ironico seguito da una finta esultanza, non è questo il Pep Guardiola che conosciamo. E’ necessario saper perdere, non solo vincere, in questo sport, e Guardiola, come d’altronde tutta la sua squadra, sembra ancora non averlo imparato.
0 – La sportività del Manchester City – Tra Aguero e Fernandinho, il Manchester City non ne esce benissimo dal KO pesante contro il Chelsea. Due rossi, entrambi nel finale di partita, con l’argentino che rischia una squalifica per un intervento molto pericoloso su David Luiz. Stesso discorso per Fernandinho; l’afferrare per la gola Fabregas, che saggiamente non ha reagito, certamente non è servito ad evitare la sconfitta. Pessimi.







