Da zero a dieci, Mandzukic uno e trino, Wallace e Marchetti da incubo

La nostra rubrica sul meglio e peggio del campionato italiano: Mandzukic segna e fa tre ruoli in uno, Wallace e Marchetti regalano il derby alla Roma

10 – La Juve da Juve – Se non fosse che veniva dai tre schiaffi di Genova, e l’Atalanta da sei vittorie consecutive, sarebbe stata la solita Juve implacabile in casa contro la solita provinciale che non ha speranze. Ma siccome l’ex juventino Gasperini guidava la squadra più in forma della serie A, il 3-1 dei campioni manda in onda un’altra conferma. La solita. Che quando si tratta di rialzarsi con il carattere, la Juve lo fa.  Sempre. Infatti la difesa, senza Bonucci e Barzagli, non rischia quasi niente. E in attacco Mandzukic fa finalizzatore, sponda, magazziniere e giardiniere. Avevate dubbi?

9 – Strootman e Nainggolan – E’ un derby deciso dai Paesi Bassi. Entrambi avevano segnato un solo gol in serie A fino alla sfida con la Lazio. Entrambi segnano il secondo contro i cugini. Per l’olandese una ricompensa dopo due anni tormentati e due mesi in calo fisico e tecnico. Per il belga un sigillo che è anche la vittoria tattica di Spalletti che con l’infortunio di Salah lo sposta nella posizione di trequartista, da dove sorprende Marchetti. La Roma continua a inseguire la Juve.

8  – Sulla cresta di Hamsik  Il Napoli non vinceva in casa dal 26 ottobre e non segnava almeno tre gol al San Paolo dal 28 settembre. Pessimismo spazzato via dalle giocate di Hamsik, che si è messo anche in proprio, e dal quarto gol in tre partite di Insigne. Vero che creare occasioni contro la difesa dell’Inter è come rubare le caramelle ai bambini, ma serviva una dose di fiducia prima della sfida contro il Benfica. Missione compiuta.

7 – Il plastico Cordaz – Nella solita indigesta mattinata del Milan, che con le partite a mezzogiorno proprio non ci vuole andare d’accordo anche quando trova il modo di vincerle (menzione per Lapadula, rigore procurato, quarto gol decisivo in campionato), spicca la prestazione di Alex Cordaz. Il portiere del Crotone salva i suoi più volte e parando il rigore a Niang compie anche il gesto atletico più bello della settimana. Prendere un rigore con la mano di richiamo è una specie di follia biomeccanica, un misto di intuito, esplosività e coordinazione. A 33 anni forse è tardi per sperare in un futuro stabile in serie A, ma è un portiere affidabile che può fare comodo anche a squadre più ambiziose.

6 – La Samp très Schick – Sei come i risultati utili consecutivi dei blucerchiati dopo essere stati travolti dalla Juve. Sono due vittorie consecutive, tre nelle ultime quattro giornate. E la firma è di Patrik Schick, ventenne ceco che trova il terzo gol in quattro giorni dopo la doppietta in Coppa Italia che abbatte definitivamente il Toro. La creatura di Giampaolo ingrana.

5 – L’Atalanta poco Dea e molto umana – Va bene, andare a casa dei campioni non è facile. Però sei la squadra più in forma del campionato, hai battuto Napoli, Inter, Roma, vieni da sei vittorie consecutive. E’ lecito aspettarsi che la partita duri più di venti minuti. Invece l’Atalanta si scioglie senza opporre resistenza. Fisiologico perdere allo Juventus Stadium ma ci si aspettava una prestazione diversa.

4 – Niente Pipita da troppo tempo – Quattro come le giornate consecutive senza gol per Higuain. Rete decisiva al Napoli per chiudere il cerchio della fuga estiva e poi solo scena muta. Segna Cuadrado, segna Mandzukic, segna pure Rugani, lui no. Vero che Sarri ne metteva dieci a giocare per lui e Allegri non lo fa e non lo farà, ma ti aspetti altro rendimento da uno costato 90 milioni. Perché se continua così la prossima domanda è: li valeva davvero?

3 – L’Empoli ritrovato – In senso ironico ovviamente, che dopo i quattro gol a Pescara ha tranquillizzato tutti restituendosi al ruolo di materasso del campionato. Ringraziano la Fiorentina, 4-0, il Milan 4-1, adesso il Sassuolo 3-0 che ritrova la vittoria dopo due mesi e segna tre reti in casa nella stessa partita come ancora non era successo in questa stagione. Insieme a Crotone e Palermo le peggiori squadre, a livello di punti complessivi dopo quindici giornate, nella storia della serie A. Qui menzione anche per il Torino che prima del derby trova modo di perdere senza segnare. L’ultima volta che era uscita dal campo priva di gol a referto era il 21 settembre a Pescara. Sconfitta da Toro, proprio.

2 – Wallace e Marchetti – Come distruggere nove risultati utili consecutivi nella giornata più importante della stagione e regalare alla Roma il derby. Il difensore si improvvisa fantasista e tenta il dribbling secco su Strootman. Solo che lo fa davanti alla propria area e Strootman sentitamente ringrazia per sbloccare incredulo la partita. Il portiere si fa trovare impreparato sul tiro di Nainggolan, uno straccio bagnato che rimbalza sul prato e avrebbe mezz’oretta di tempo per muoversi sul primo palo e parare. Non è la prima volta che gli succede in allungo e il derby è giallorosso. Imperdonabili.

1 – Il Pescara dimezzato  Non c’è modo di vedere il Pescara vincere. Non basta un Cagliari che decide di rimanere in dieci per più di metà partita con l’espulsione dissennata di Di Gennaro. Non basta un secondo tempo passato nell’area avversaria dove i sardi sembrano tanti evidenziatori gialli concentrati in venti metri. Ne viene fuori solo un pareggio, sofferto, con Caprari che la tocca quasi per caso davanti a Storari. Troppo poco per la salvezza.

0 – Da Principe a Ranocchia  – Perché una volta in attacco c’era Milito quando si faceva Triplete, ora al centro della difesa Ranocchia. Quando giocava in coppia con Bonucci al Bari dicevano che quello forte fosse lui. Infatti torna titolare e non ha neanche tempo di capire da che parte attacca la sua squadra che l’Inter ha già incassato due gol in sei minuti. Non c’è filtro tra attacco e difesa, la cosa più frizzante di Kondogbia è cercare di capire dove vada messo l’accento, pare Subbuteo con le miniature nerazzurre immobili e quelle del Napoli che scappano da tutte le parti. Nove gol subiti in quattro partite da quando è arrivato Pioli. Dieci sconfitte su venti partite giocate in stagione. Non c’è bisogno di aggiungere altro.