NFL, Green Bay invasa dagli scoiattoli, Gordon come Tomlinson, San Diego è sua

Inizia a delinearsi una certa fisionomia in NFL; Gordon si prende i Chargers, Green Bay e Minnesota sono in crisi, Fischer non fa debuttare Goff e i tifosi contestano.

10 – Melvin Gordon – Dopo una prima stagione avara di soddisfazioni, il running back dei Chargers sta avendo quello che negli Stati Uniti viene chiamato “comeback year”, l’anno della rimonta, o della riscossa, se volete. 11 touchdowns messi a segno, e anche contro Tennessee una prestazione monstre che ha aiutato San Diego a vincere; 261 yards combinate tra corse e ricezioni. Da quelle parti l’eredità di LaDainian Tomlinson è pesantissima, ma chissà se Gordon sia veramente l’uomo giusto per raccoglierla. Al momento la risposta è senza dubbio una; sì!

9 – Lo scoiattolo coraggioso di Lambeau Field – La partita tra Colts e Packers ha visto un indomito scoiattolo aggirarsi in una delle due end zone verso la fine del secondo quarto. Il piccolo animale è stato subito preso di mira da tifosi e cronisti, che per qualche secondo si sono totalmente disinteressati della partita, tentando di fotografare e riprendere lo scoiattolo. A quanto pare però, anche tutta la di Green Bay è rimasta “incantata” da questa apparizione, altrimenti non si spiega la rara sconfitta casalinga contro i Colts, squadra non proprio irresistibile, specie nelle ultime settimane. Ed invece è proprio quello che successo, Indianapolis ha vinto.

8 – L’AFC West – Chi l’avrebbe mai detto? Dopo nove settimane la Division più combattuta è proprio l’AFC West. Tre squadre su quattro hanno il 60% o più di vittorie, ed in testa ci sono nientemeno che gli Oakland Raiders. Subito dietro Denver e Kansas City, appaiati con stessi successi e stesse sconfitte, mentre a chiudere la classifica ci sono i Chargers, che comunque hanno un record migliore di parecchie altre squadre che occupano posizioni più rilevanti nella Lega (4-5). Solo una squadra però andrà ai playoffs, più eventuale migliore seconda, e da ora in poi ogni punto varrà tantissimo.

7 – Gli attacchi di Titans e Chargers – Al Qualcomm Stadium di San Diego è stato un festeggiamento continuo per via dei mirabolanti attacchi delle due squadre. 78 punti in totale, 43 per San Diego, 35 per Tennessee, in un match che è rimasto molto teso fino alla fine, con i rispettivi quarterback a guidare con successo i loro attacchi, drive dopo drive. Meglio Rivers di Mariota, l’esperienza si è fatta sentire, e quei due intercetti del QB dei Titans son costati molto cari ai fini del risultato finale.

6 – Il vecchio Eli – I Giants battono gli Eagles in un importante scontro divisionale, ma che prestazione di Eli Manning. Il non più giovane quarterback ha guidato i suoi con 257 yards lanciate e quattro touchdowns, senza concedere turnovers, aspetto da non sottovalutare in una sfida decisa proprio da questi episodi. Il numero 10 ha però dimostrato di avere ancora qualche asso nella manica da calare, e occhio a darlo per spacciato, che dietro agli infermabili Cowboys ci sono proprio i Giants.

5 – L’identità di Pittsburgh – Da quando Big Ben Roethlisberger si è fatto male, gli Steelers hanno cambiato faccia. Prima due sconfitte, contro Miami e New England, poi la settimana di pausa dove i gialloneri hanno ritrovato il loro quarterback titolare, ancora un po’ condizionato dall’infortunio. Nell’affrontare i Ravens infatti, Roethlisberger non ha saputo pungere come suo solito, arrendendosi ai 21 punti messi su dalla squadra di Joe Flacco, che invece interrompe la sua serie negativa di sconfitte. Division clamorosamente riaperta.

4 – La fragilità dei Packers – Come detto in precedenza, è raro che Green Bay perda in casa una partita. Il record casalingo dei Packers era un punto di forza della squadra da tempo immemore. Basti pensare alle 13 partite vinte tra il 2010 e il 2011. Oggi invece è solo un ricordo; prima Dallas, poi, a sorpresa Indianapolis, stanno facendo capitolare quel fortino. E purtroppo per Rodgers & co. il record ne risente. 4-4 in otto partite, e adesso i playoffs sono a serio rischio.

3 – Todd Gurley – Se tornassimo indietro di 365 giorni probabilmente diremmo che Melvin Gordon potrebbe lustrare le scarpe a Todd Gurley. Un anno dopo il discorso cambia, perché lo scenario si è totalmente invertito. Il giocatore di punta dei Rams sta infatti deludendo le aspettative dopo il brillante primo anno da professionista. Meno di 500 yards corse e solo 3 touchdowns in otto partite, e i Rams senza di lui fanno fatica. Ma la offensive line non è di grande aiuto, lui davvero non può crearsi lo spazio da solo.

2 – La crisi dei Vikings – Partenza a razzo puntualmente vanificata nell’ultimo mese. Minnesota dopo le cinque vittorie iniziali colleziona la sua terza sconfitta nelle ultime tre gare. Che questa squadra non potesse essere così forte lo si era intuito, anzi, fino a fine ottobre si potevano considerare la grande sorpresa del 2016; difesa insuperabile e attacco che chiude le partite. Ecco, adesso invece si è tornati coi piedi un po’ più per terra. La fortuna dei viola è che anche le altre squadre divisionali stanno facendo fatica (vedi Green Bay) quindi questi KO pesano ma non troppo.

1 – Le decisioni di Jeff Fischer – Il discusso head coach dei Rams è stato immancabilmente contestato anche nel match contro i Carolina Panthers. Non è tanto la sconfitta di misura ad aver aizzato i tifosi, quantomeno sono le occasioni mancate ad un preciso elemento della rosa di Los Angeles. Ovviamente parliamo di Jared Goff, il quarterback scelto con la prima assoluta al Draft 2016, che ancora non ha debuttato in stagione regolare. La stagione è ormai compromessa, quattro sconfitte di fila hanno decisamente rovinato i piani per le partite a venire, e non sarebbe poi così un idea malsana quella di far debuttare Goff in partite senza pressione.

0 – Lo showdown tra 49ers e Browns – Queste due squadre stanno ormai giocando le partite per un solo ed unico obiettivo; mettere le mani sulla prima scelta assoluta del Draft 2017. Pare fin troppo evidente che i record disastrosi delle due compagini stiano portando le dirigenze a perdere le partite apposta, onde evitare strane sorprese. Per adesso sono in vantaggio i Browns, ne hanno azzeccate nove su nove, mentre San Francisco ha avuto la “sfortuna” di vincere la prima gara stagionale contro Los Angeles. Per fortuna che non c’è lo scontro diretto….