
Chi ci arriva per la prima volta nella storia della franchigia e chi ci va per la quinta stagione consecutiva. Le Finals 2019 tra Toronto e Golden State sintetizzate in una sola riga, che è anche la più affascinante. Da una parte il grande Nord canadese che prova a salire sul trono di spade della Nba, concetto di grande moda nell’ultimo mese a applicabile anche in salsa cestistica. Dall’altra i tiranni che dal 2015 in avanti hanno vinto tre titoli e giocato quattro finali consecutive, che non hanno nessuna intenzione di lasciare lo scettro a un avversario che per la prima volta nell’ultimo lustro non si chiama LeBron James e Cleveland Cavs. Per i Warriors dell’era Steve Kerr saranno le quinte Finals consecutive, ma solo il secondo avversario diverso.
Il percorso
C’è suggestione non solo geografica, vista la contrapposizione di ‘We the north’ di Toronto, l’orgoglio canadese di rappresentare un angolo di mondo famoso per il freddo e per la neve, con Golden State che è il soprannome della California, da sempre per tutti sinonimo di spiaggia e sole. Dei Warriors capaci di riciclarsi fino a diventare fotocopia della loro prima versione abbiamo già scritto. Gli togli Durant e loro tornano da Curry e Thompson. Gli togli Cousins e loro vanno a ripescare Bogut. Gli togli Iguodala e tanto ci pensa Green. Salgono di tono Cook, Bell, Looney, Jerebko, McKinnie. Gente abituata a stare nelle retrovie. Tanto che anche Durant parla apertamente di come questa squadra per certi versi sia migliore senza di lui e anche di come ovviamente rimanga letale con la sua presenza. Ma non parliamo della squadra più forte dell’ultimo lustro. E’ una delle più forti di sempre. Forse quella che più di ogni altra ha rivoluzionato il gioco moderno. A fermarla ci provano quelli che sentono il destino dalla loro parte, almeno da quando Leonard è arrivato da San Antonio a fare quello che sa fare meglio. Il vincente nel termine più puro del termine. Come definire altrimenti ‘The Shot’ che ha risolto gara 7 contro Philadelphia ballando una cinquantina di volte sul ferro? Oppure la rimonta da 0-2 a 4-2 contro i Bucks in una finale di Conference che prima sembrava segnata e poi è stata completamente ribaltata non solo dall’Mvp locale ma anche da VanVleet, Lowry, Siakam e dalle scelte tattiche di Nick Nurse capace di cancellare Antetokounmpo? A Toronto era sempre mancato qualcosa sul piano emotivo, stregata dalla superiorità magnetica di LBJ. Partito lui, a Est sono rimasti a giocarsela in salita e contro Milwaukee anche col fattore campo sfavorevole. Una squadra capace di mettersi sempre dalla parte giusta del risultato ogni volta che si va all’overtime merita di essere alle Finals.
Le chiavi
Tanto per cominciare, che versione dei Warriors vedremo. Durant tornerà, o dovrebbe tornare, in un punto imprecisato della serie. Forse anche all’inizio. Ci sono possibilità anche di rivedere Cousins. In ogni caso, parliamo del migliore attacco dei playoff Nba con 117.3 punti di media a partita, che tira dal campo con il 48.7% e con il 37% da tre, mentre Toronto ne segna 104.9 a partita con il 44.1% dal campo. Siamo dove eravamo nella serie tra Golden State e Rockets. Ovvero che se si gioca a 100 punti o nei pressi, soprattutto nelle prime due gare alla Scotiabank Arena, è possibile che i Raptors abbiano l’opportunità di giocarsela e di avere anche molti argomenti in un finale punto a punto. Il problema è tenere la squadra di Kerr sotto la media offensiva, perché Toronto ha almeno un paio di difensori eccellenti ma anche una rotazione ridottissima, a otto uomini se va bene, mentre quella dei campioni è infinita. Ovviamente la sfida tra Leonard e Curry e Thompson, tra gli esterni, è la più prelibata. Ma la differenza alla lunga sarà nell’impatto di Siakam contro Green e gli altri lunghi dei Warriors, nella capacità di Lowry di essere un secondo violino offensivo costante e nell’impatto di VanVleet dalla panchina, discorso che vale anche per Ibaka e Powell. I Warriors hanno avuto tempo di rimettere a lucido anche Iguodala e non esiste squadra più feroce e determinata quando si gioca per l’anello. Obiettivamente se Golden State si prende almeno una delle prime due partite è una serie che può finire in cinque gare, ma la solidità mentale di questi Raptors è un ingrediente capace di dare ulteriore sapore alle Finals.
Le quote – Nba Finals 2019
Le quote sono relative alle 16:45 del 28.5.2019 e potrebbero essere soggette a variazioni. Consultare sempre il book di riferimento.
| Bet365 | Snai | |
| Warriors | 1.33 | 1.32 |
| Raptors | 3.50 | 3.25 |
Quote vincente serie Eurobet
| Risultato | Raptors | Warriors |
| 4-0 | 41.00 | 4.50 |
| 4-1 | 16.00 | 3.50 |
| 4-2 | 11.00 | 2.75 |
| 4-3 | 9.00 | 6.00 |







