
NBA Finals gara 1, tutto secondo i pronostici: i Warriors fanno valere il fattore campo. Alla Oracle Arena hanno perso solo due partite in stagione e nel prologo dell’ultimo atto della stagione si fanno trovare pronti: il 104-89 finale ha un significato anche superiore allo scarto finale, perché arriva con una prestazione di squadra che quasi fa dimenticare la notte difficile vissuta dagli Splash Brothers: Curry e Thompson in coppia combinano per 19 punti e 8/27 dal campo, prestazione quasi impalpabile. E allora è il supporting cast a dimostrare perché Golden State è una delle squadre più forti di sempre. Il grande protagonista è Shaun Livingston, autore di 20 punti con 8/10 dal campo, immarcabile dalla media distanza e autore dei canestri che a inizio quarto periodo abbattono definitivamente Cleveland. Ma è anche la partita del solito sontuoso Andre Iguodala, 12 punti con 7 rimbalzi e 6 assist e dominante in difesa, di Draymond Green che aggiunge 16 punti ai suoi 11 rimbalzi e 7 assist, di Harrison Barnes e Leandro Barbosa, incursori velenosi per i quali i Cavs non hanno antidoti.
NBA Finals gara 1 è comandata dall’inizio alla fine dai Warriors. Gli ospiti trovano la maniera di mettere la testa avanti solo nel terzo periodo grazie a Kevin Love e agli assist di LeBron, ma è una fiammata sporadica. Si potrebbe pensare che il problema della squadra di Tyronn Lue sia offensivo (89 punti segnati contro i 106.9 di media in questi playoff) e in parte lo è (Kevin Love 17 punti e 13 rimbalzi, Kyrie Irving miglior marcatore della partita con 26 punti ma solo 7/22 dal campo) perché la panchina ha prodotto la miseria di 10 punti. Ma queste, quando la serie si sposterà a est, sono cifre destinate a salire. La vera difficoltà per Cleveland è invece in difesa: arginare la transizione dei Warriors è a tratti impossibile, e a questi ritmi Golden State può permettersi anche di vivere una notte di eclissi delle sue due stelle e portare comunque in doppia cifra sette uomini. Ecco perché il solito strepitoso LeBron James, autore di una quasi tripla doppia con 23 punti, 12 rimbalzi e 9 assist, non può bastare. Considerate che 60 degli 84 tiri dal campo dei Cavs sono stati presi dalle tre punti e avrete esattamente la chiave di questa serie: senza il contributo della panchina, che fu decisivo nel 2015, le Nba Finals non sono destinate a durare a lungo.









