Dal 17 giugno 2001, è il mio giorno più giallorosso. Torna a casa, Messi!

La Roma scrive un pezzo di storia rimontando tre gol al Barcellona. Una gioia infinita, ingestibile.

Dovrei scrivere qualcosa. So che dovrei.

Dovrei farlo e lo farò, appena avrò smesso di vibrare. E sono le 23.27, la partita è finita da un’ora abbondante.
Ho iniziato a vederla in modo distratto e il mio disincanto non era di facciata. Non ci credevo per niente. Zero. Volevo solo evitare figuracce e risparmiare infortuni in vista del derby di domenica sera.

L’1-0 di Edin mi ha tranquillizzato in questo senso, il sacrosanto omaggio ai 60.000 abbondanti e festosi dell’Olimpico.
All’intervallo ho pensato che non avremmo retto a quel ritmo e che il Barcellona prima o poi avrebbe accelerato.
Sul 2-0 mi sono intristito. Tanto. Immaginando la partita coraggiosa e gagliarda che ancora una volta non sarebbe servita a nulla. Applausi e pacche sulle spalle, misti a rimpianti. Un Evergreen giallorosso.

Sul 3-0 di Manolas non ho esultato, neanche per sogno. Ho solo guardato l’orologio e iniziato a tremare. In testa solo fantasmi, nessuna gioia. Vavra. Pasculli. Pazzini. Prendiamolo presto, sto gol del 3-1, non al 90’. Non al 90′.
Non poteva essere. Non è mai stato. Non poteva essere.
E invece è stato. E io ancora vibro. Senza motivo.

La Roma quest’anno ha segnato 1 gol ogni 78 calci d’angolo.
Manolas ha segnato il gol del 3-0 su calcio d’angolo.
La Roma vince 1 scudetto ogni 30 anni della sua storia.
In 50 anni ho vissuto una gioia così altre 2 volte.
Perché io sono della Roma. E voi no.

Usciremo in semifinale, probabilmente, e resterà l’ennesima incompiuta giallorossa.
In questo momento, perdonatemi, ma è l’ultimo dei miei pensieri.
Dal 17 giugno 2001, è questo il giorno più bello.
Sono passati 17 anni. Me lo merito o no?

Archivio privato Giancarlo Migliola